claudio descalzi antonello montante

MONTANTE IN FACCIA (ALL’ENI) – NEGLI ATTI DELL’INCHIESTA SUL “SISTEMA” DELL’EX PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA SICILIA SI DESCRIVONO I RAPPORTI CON IL CANE A SEI ZAMPE: IN PARTICOLARE UNA GARA D’APPALTO DA 15 MILIONI DI EURO ALLA RAFFINERIA DI GELA, FINANZIATA DA ENI E VINTA DALLA “PETROLTECNICA SPA”. A “FIUTARE” L’AFFARE SAREBBE STATO PROPRIO “L’APOSTOLO DELL’ANTIMAFIA”, COM’ERA CHIAMATO MONTANTE…

antonello montante

 

 

Saul Caia per www.ilfattoquotidiano.it

 

Un progetto da quasi 15 milioni di euro alla raffineria di Gela, finanziato dall’Eni nel 2013, a un’azienda che in precedenza aveva ricevuto appalti “per somme non superiori ai 300 mila euro”. Nei numerosi atti d’inchiesta sul cosiddetto “sistema” di Antonello Montante, condannato in primo grado (in abbreviato) a 14 anni per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, la squadra mobile di Caltanissetta descrive i “personali e diretti interessi” dell’ex presidente di Confindustria Sicilai in “attività gestite dall’Eni”. In una comunicazione di notizie di reato del 2018 gli investigatori citano la “gara d’appalto per il trattamento dei rifiuti”, vinta dalla Petroltecnica Spa, dell’imprenditore romagnolo Mario Pompeo Pivi, specializzata nel settore bonifiche e trattamento rifiuti, che operava anche nei poli petrolchimici di Priolo e Milazzo.

 

EMMA MARCEGAGLIA CLAUDIO DESCALZIpetroltecnica spa

A “fiutare” l’affare per “veicolare i lavori”, sarebbe stato proprio “l’apostolo dell’antimafia”, come era chiamato Montante ai tempi in cui era considerato un paladino della legalità. “Avevo già un contratto alla raffineria di Gela per la gestione dei rifiuti, quindi ho proposto all’ingegnere Bernardo Casa, che conoscevo, di realizzare un impianto per trattarli in modo da non farli uscire dal territorio – spiega Pivi a Il Fatto -. Cercavo un partner locale, mi è stato suggerito di rivolgermi a Confindustria Caltanissetta e ad Antonello Montante”. Sono gli anni dell’ascesa di Montante, “indicato – si legge negli atti – come referente per l’area di Gela dal personale della raffineria”.

CLAUDIO DESCALZI

 

ivan lo bello confindustria

“Una strettissima vicinanza ai vertici di Eni” documentata dai lui stesso in un file excel, trovato nel pc della sua casa a Serradifalco, in cui annotata incontri, pranzi e cene, tra il 2010 e il 2015, con la futura presidente Emma Marcegaglia, i manager Claudio Descalzi, Salvatore Sardo, Claudio Granata, Domenico Noviello, Bernardo Casa e molti altri. “Era l’estate 2013 quando alla raffineria di Gela ho incontrato Montante accompagnato da Ivan Lo Bello – spiega Pivi -, gli ho fatto vedere il progetto e siamo diventati soci”.

 

antonello montante

Lo Bello è l’ex “gemello” di Montante nel mondo dell’antimafia: i due imprenditori percorrono insieme la scalata ai vertici degli industriali, iniziata dalla camera di commercio a Confindustria, fino alla vicepresidenza nazionale. A Ivan, banchiere con un’azienda nel settore dolciario, la delega all’education, mentre per Antonello, che produce biciclette e ammortizzatori, quella della legalità. In mezzo le inchieste giudiziarie. Lo Bello era finito indagato per associazione per delinquere a Potenza, poi archiviata a Roma, sugli sviluppi della vicenda Petrolgate e il giacimento Tempa Rossa in Basilicata: era accusato di aver influito nella gestione di alcuni affari al porto di Augusta. Montante, già condannato lo scorso maggio a Caltanissetta, è indagato anche per concorso esterno in associazione mafiosa e per i presunti fondi neri legati alle sue aziende.

VINCENZO BOCCIA E ANTONELLO MONTANTE

 

petroltecnica spa 2

Pivi, Montante e Lo Bello si uniscono nella Terranova di Sicilia Srl, suddividendo le quote tra Petroltecnica Srl e Calta Srl. In realtà la società era stata costituita nel 2010 a Caltanissetta, ma diventa attiva solo tre anni dopo. Per gli inquirenti, la “Calta è riconducibile a Montante”, perché amministrata da Claudio Contarelli, suo uomo di fiducia, con un capitale di 10mila euro, sottoscritto da Massimo Meoni (2%) e dalla società “Compagnia Fiduciaria e di Trust Spa – Melior Trust Spa” (98%).

CLAUDIO DESCALZI

 

Gli inquirenti non hanno dubbi, Montante e Lo Bello erano i “soci occulti”. “In buona sostanza – scrivono – fiutando la possibilità di veicolare i lavori per la realizzazione e la gestione della piattaforma, Montante e Lo Bello hanno utilizzato una società apparentemente a loro non riconducibile”. “All’inizio la cosa un po’ mi puzzava, avevo chiesto perché non volessero essere presenti e mi diedero una spiegazione plausibile, dicendomi che era per evitare problemi contro tutti quelli che avevano contro – racconta Pivi -. Mi fidavo, contavo molto sul loro supporto in zona, si presentavano come l’élite, l’antimafia che lottava contro il pizzo”. “Stiamo parlando di cose assurde, non ho mai fatto niente e non c’è nulla – precisa Lo Bello -. Certo che conosco Pivi, mi ricordo di aver partecipato all’incontro, mi hanno proposto questo progetto, ho visto che la cosa non era piacevole e ho fatto subito un passo indietro”.

antonello montante

 

L’Eni conferma che i loro “dirigenti locali” sapevano che c’erano Montante e Lo Bello dietro la Terranova, “circostanza appresa dopo l’aggiudicazione della gara a Petroltecnica” e alla “presentazione del piano industriale della società”. Sarà Montante a farla associare a Confindustria nel febbraio 2014, presentandola all’assemblea del consiglio direttivo del Centro Sicilia.

 

l inchiesta di report su antonello montante 4

La “gara appalto – precisa Eni – per la gestione e lo smaltimento di rifiuti gestita dalla Raffineria di Gela (Ra.Ge. Spa)” è vinta “tra 12 partecipanti”, “nel gennaio 2013 dalla società Petroltecnica”. Appena un anno dopo, la società ha “chiesto ed ottenuto la voltura del contratto al Raggruppamento Temporaneo di Impresa Petroltecnica/Terranova di Sicila S.r.l”, e “il valore residuo dell’appalto era di circa 15 milioni di Euro”. “Parliamo di 5-6 milioni di euro, non di quelle cifre, Terranova non ha diviso utili – dice Pivi -, Montante e Lo Bello non ci hanno guadagnato un euro”.

petroltecnica spa 1l inchiesta di report su antonello montante 3

 

La Calta (oggi in liquidazione) nel 2016 cede la sua parte di quote alla Petroltecnica, che subito dopo decide di chiudere la Terranova. Dopo aver ricevuto tutte le autorizzazioni regionali, il prossimo marzo entrerà in funzione l’impianto a Gela per trattare i rifiuti, realizzato dalla società romagnola. “Sull’atto pratico, Montante e Lo Bello non hanno fatto assolutamente niente, con loro ho solo perso tempo – aggiunge Pivi -, è stata una brutta esperienza, quando nel 2015 ho letto sulla stampa di Montante, mi sono preoccupato e ho chiesto di essere ascoltato dalla Procura di Caltanissetta”.

ANTONELLO MONTANTE 3Antonello MontanteANTONIO CALOGERO MONTANTE

Ultimi Dagoreport

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….