storari greco

LA PROCURA DI MILANO E' IN TILT - FRANCESCO GRECO, IN UNA LETTERA AI SOSTITUTI, ATTACCA IL PM STORARI: "DA LUI SLEALTÀ E MENZOGNE. UNA COSA È DIFENDERSI, ALTRO È LANCIARE GRAVI E INFONDATE ACCUSE, DOPO ESSERE VENUTI MENO AI PIÙ ELEMENTARI PRINCIPI DI LEALTÀ NEI CONFRONTI DI CHI HA LA RESPONSABILITÀ DI DIRIGERE UN UFFICIO" - IL CSM DA' RAGIONE AI 27 PM CHE HANNO CRITICATO LE "ANOMALIE" DEL DIPARTIMENTO GUIDATO DA FABIO DE PASQUALE E BENEDETTO DA GRECO…

Cristina Bassi per "il Giornale"

 

FRANCESCO GRECO

La serenità ormai è un miraggio al quarto piano del Palazzo di giustizia di Milano. Con tre pm, su due fronti opposti, nel mirino delle Procura di Brescia e a rischio provvedimento disciplinare del Csm, ora arriva la delibera approvata a larga maggioranza in cui il Consiglio superiore prende atto del progetto organizzativo del procuratore Francesco Greco per il triennio 2017-2019, ma con diversi «rilievi».

 

Non c'è, si legge, «un'analisi dettagliata della realtà criminale nel territorio di competenza, non risulta un'indicazione e un'analisi attuale e dettagliata dei dati relativi alle pendenze e ai flussi di lavoro, non sono stati individuati gli obiettivi organizzativi, di produttività e di repressione criminale». Una carenza che «preclude al Csm una compiuta valutazione delle scelte effettuate».

 

PAOLO STORARI

Il Csm dà ragione alle osservazioni già mosse da 27 pm e dall'ex pg facente funzioni Nunzia Gatto che aveva segnalato in particolare un'apparente «anomalia» tra il numero di magistrati addetti al dipartimento Affari internazionali, quello di Fabio De Pasquale, e assegnati ad altri dipartimenti che pure trattano «reati gravi e delicati». Intanto ieri lo stesso Greco ha inviato una dura mail ai propri sostituti in cui attacca (senza farne il nome) il pm Polo Storari, oggi davanti al Csm per la vicenda dei verbali di Piero Amara consegnati a Piercamillo Davigo.

 

PAOLO STORARI CON IL SUO AVVOCATO

«Altro è difendersi - scrive il capo della Procura -, altro è lanciare gravi e infondate accuse, dopo essere venuti meno ai più elementari principi di lealtà nei confronti di chi ha la responsabilità di dirigere un ufficio, non astenendosi, tra l'altro, da un'indagine su un fatto in cui si è personalmente coinvolti». Ancora: «Le tante menzogne, calunnie e diffamazioni sono e saranno attentamente denunciate».

 

Greco poi affronta la questione della lettera in sostegno a Storari: «Un documento sottoscritto da molti colleghi dell'Ufficio è stato reso pubblico e ha destato inevitabile clamore. Una cosa è la umana solidarietà nei confronti di un collega in difficoltà, altro è una presa di posizione che non poteva non essere presentata nei media come intervento teso a condizionare una procedura giudiziaria garantita, quale è il procedimento disciplinare».

 

francesco greco

Continua il procuratore: «I valori tutelati in questa procedura sono la credibilità e la fiducia dei cittadini nel regolare andamento di un ufficio giudiziario (...). L'augurio di tutti non può essere altro che sia fatta chiarezza quanto più rapidamente dai giudici competenti sotto i diversi profili coinvolti».

 

E rivendica, «senza timore di smentite che in tutti questi anni, da Procuratore aggiunto e poi da Procuratore, senza mai rinunciare al dovere di rappresentare la mia valutazione in un confronto aperto e leale, ho sempre avuto il massimo rispetto per l'autonomia dei colleghi.

FABIO DE PASQUALE

 

Altrettanto rispetto dobbiamo avere tutti per le procedure in corso, la cui definizione è l'unico mezzo per ricostruire appieno la fiducia dei cittadini in questa Procura. Una Procura, che è sempre stata un punto di riferimento in Italia e anche all'estero». Infine: «Avviandomi alla conclusione della mia carriera in magistratura, sono orgoglioso di aver fatto parte della grande storia della Procura di Milano».

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…