omicidio di antonino pisu big

"MI DEVI OTTO ANNI DI AFFITTO". E L'INQUILINO MOROSO UCCIDE IL PADRONE DI CASA - E' SUCCESSO VICINO CAGLIARI. ANTONINO PISU, IMPRESARIO EDILE IN PENSIONE, E' STATO AMMAZZATO DAL SUO AFFITTUARIO, LUIGI PIRAS, CHE NONOSTANTE UN DEBITO DI 30 MILA EURO E UN'INTIMAZIONE DI SFRATTO DEL GIUDICE, NON VOLEVA ANDARSENE: "MORIREMO INSIEME IN QUESTA CASA" - IL DELITTO E' ARRIVATO ALL'APICE DELL'ENNESIMA LITE: PIRAS HA IMPUGNATO UNA PISTOLA E SPARATO QUATTRO COLPI, DI CUI DUE FATALI...

Umberto Aime per il Messaggero
 

Omicidio di Anonino Pisu

Otto anni di affitti non pagati. Quasi 30 mila euro di arretrati. Antonino Pisu, impresario edile in pensione, non ne poteva più di quell'inquilino moroso e arrogante, che, ogni giorno, lo provocava: «Tu - gli diceva sul pianerottolo - non riuscirai a mandarmi via. Moriremo insieme in questa casa». Anche ieri mattina il proprietario della mansarda è salito al piano di sopra, per intimare a Luigi Piras, 75 anni, di ridargli le chiavi: «Adesso basta. C'è anche l'ordine di sfratto deciso dal Tribunale. Devi andar via prima di Capodanno».
 

Omicidio di Antonino Pisu 2

Fra i due è scoppiata l'ennesima lite, ma stavolta l'inquilino ha impugnato una pistola e affrontato l'imprenditore. Ha sparato, quattro colpi, due sono andati a vuoto, gli altri sono stati fatali per Antonino Pisu: uno al petto, il secondo all'altezza dell'addome. Dall'appartamento al primo piano, in una palazzina di via Agricola, a Monserrato, a pochi chilometri da Cagliari, i parenti del proprietario hanno fatto le scale a passi molto veloci e purtroppo hanno capito subito quanto fosse accaduto.
 
Almeno secondo la prima ricostruzione, sarebbe stato un figlio di Antonino Pisu a bloccare l'assassino, che aveva ancora la pistola in pugno ed era pronto a fuggire. Anche fra loro due c'è stata una colluttazione, ma stavolta Luigi Piras non è riuscito a farsi strada per le scale: il figlio della vittima l'ha immobilizzato, mentre, nella viuzza del centro storico, risuonavano già le sirene delle Volanti della Polizia, dopo che il 112 era stato allertato, con una telefonata, dai nipoti dell'imprenditore.
 

Omicidio di Antonino Pisu 3

L'ARRESTO Con il volto tumefatto, l'assassino è stato ammanettato e trasferito in ospedale. Alcune ecchimosi, niente di più: il magistrato l'ha fatto piantonare e oggi Luigi Piras sarà rinchiuso in carcere, con l'accusa di omicidio volontario. È finita, dunque, nel peggior modo possibile una lite che andava avanti dal 2013 e raccontata così dai vicini di casa. «Era da anni che Antonino voleva liberarsi di quell'inquilino. Ma lui niente, era sempre più arrogante e violento nel mandarlo a quel paese».
 
Dicono che Luigi Piras, nonostante avesse torto marcio, fosse arrivato più volte a minacciare il proprietario di casa, a graffiargli l'auto con un cacciavite, a fargli un dispetto dopo l'altro, piazzandogli il cassonetto dei rifiuti davanti al portone di casa.
 

Omicidio di Antonino Pisu 4

ANNI DI TENSIONI Con il passare dei mesi, degli anni, la situazione è degenerata, al punto che uno dei figli dell'impresario avrebbe detto ai poliziotti: «Mandare via quel bastardo dalla mansarda, per mio padre era diventata una questione di principio e anche i giudici finalmente gli avevano dato ragione». L'ingiunzione di sfratto a Luigi Piras era stata notificata all'inizio dell'anno, ma lui niente di niente. Stesso atteggiamento di sempre, stessa aria strafottente del passato.
 
Alle 10.30 di martedì Antonino Pisu ha detto ai parenti: «Se non va via prima di Capodanno, faccio intervenire le forze dell'ordine e vediamo come va a finire». Non poteva certo immaginare che l'inquilino, anche se non si sa bene quando, nel frattempo avesse comprato una pistola, poi risultata perfettamente denunciata. Quando l'impresario ha bussato al portoncino, Luigi Piras ha aperto e s'è piazzato davanti all'ingresso. In un attimo il confronto s' è trasformato in scontro.
 

Omicidio di Antonino Pisu 5

LA RICOSTRUZIONE I vicini di casa hanno pensato al solito litigio fra i due, tutti nel quartiere sapevano i contorni della storia. Poi le parole sul pianerottolo hanno preso tutt'altro verso: «Chiama chi vuoi, io da qui non vado via», l'altro di rimando: «Ti caccio, ora basta», con un seguito di altre minacce e diversi spintoni da una parte e dall'altra.
 
Secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori, Antonino Pisu ha cercato di entrare nell'appartamento, ma è stato respinto dall'inquilino con la forza. Ci dev'essere stata una colluttazione ed è possibile che Luigi Piras avesse la pistola già sotto il maglione, o abbia affrontato il padrone di casa armato. Sta di fatto che qualche minuto dopo le prime urla il rumore sordo delle pistolettate ha coperto la voce dei due uomini. Poi il silenzio, spazzato via in pochi secondi dalla corsa disperata del figlio dell'imprenditore: sulle due rampe di scale, dal primo piano fino alla mansarda.
 

Omicidio di Antonino Pisu 6

La scena che s'è trovato davanti dev'essere stata pressappoco questa: il corpo del padre riverso a terra, immobile, con i vestiti insanguinati, poco più in là l'assassino, con la pistola ancor in pugno e pronto a fuggire. L'ha bloccato a terra, poi sono arrivati i poliziotti e due ambulanze. Però per Antonino Pisu non c'era più nulla da fare: due i colpi di pistola fatali. Ora il magistrato e gli investigatori dovranno scoprire come mai l'imprenditore tollerasse da così tanto tempo chi era di ben otto anni indietro con l'affitto. 

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?