salvatore esposito lo sciamano

"I SENTIMENTI PURI SONO UN LUSSO CHE NESSUNO PUO' PERMETTERSI NELLA FOGNA ANTROPOLOGICA DI GOMORRA" - SALVATORE ESPOSITO FA L'ESEGESI AL SUO PERSONAGGIO, GENNY SAVASTANO: "HA VISSUTO COME I VERI BOSS: RICCHI DI DENARO, MA CON UN'ESISTENZA MISERABILE. SI NUTRONO DI POTERE E MALVAGITÀ. UN VELENO CHE LI ANNIENTA GIORNO DOPO GIORNO…” - E FINITA LA SERIE, INAUGURA IL SUO NUOVO BUSINESS DA ROMANZIERE CON IL THRILLER “LO SCIAMANO”: “IL PROTAGONISTA È UN ESPERTO DI DELITTI RITUALI..."

 

Nino Materi per "il Giornale"

 

salvatore esposito

Ci sono nomi che fanno da pilastri nella vita di Salvatore Esposito, 35 anni, celebre per un personaggio (Genny Savastano) le cui battute i fan della serie Gomorra conoscono a memoria. Le fondamenta del successo di Esposito si chiamano Paola («l'amore della mia vita»); Assunta e Giuseppe («i miei genitori»); Anna («mia sorella») e Christian («mio fratello»). Una casa dalle basi solide, impastate col cemento di antichi valori: onestà e impegno. Se non fosse stato così, quel successo non sarebbe mai arrivato. Per questo Salvatore ha dedicato il suo primo grande romanzo, Lo sciamano (Sperling & Kupfer), ai membri più cari della sua famiglia.

 

lo sciamano, il libro di salvatore esposito

Mattone dopo mattone il fabbricato degli affetti è cresciuto, diventando un grattacielo. Dalla vetta ora Esposito guarda giù. E si rivede giovane, quando ventenne abbandonò il posto fisso in un fast food, perché il suono del ciak sul set era più fascinoso dello sfrigolio dell'hamburger sulla piastra. Inizia così una carriera da aspirante attore. Il mitico Genny era ancora di là da venire, ma quando c'è il talento i fogli del calendario volano presto. Anni di studio. Salvatore ha la recitazione nel sangue.

 

Deve però affinarsi. Lavorare sui dettagli. Smussare gli angoli. Sente dentro di sé che la strada è giusta. Lui lo sa. Ora deve convincere gli altri. L'occasione della vita arriva col provino per la prima stagione di Gomorra. Roba grossa. Ma nessuno immagina diverrà stratosferica: il serial italiano più venduto al mondo. Un boom che dura da un decennio. Quella attualmente in onda è la «stagione finale» (la quinta), eppure nell'Ade di Gomorra non sempre chi pare morto muore davvero, come insegna il ritorno in vita di Ciro Di Marzio (interpretato da Marco D'Amore), «l'immortale». Un passo indietro. Salvatore nell'ormai lontana audizione del 2010 gioca in casa, ma nella «sua» Napoli i pretendenti alla parte sono tanti, tutti bravi e affamati di gloria.

salvatore esposito gomorra stagione finale

 

In palio il ruolo-principe della serie, quello del figlio del boss Pietro Savastano (l'attore Fortunato Cerlino). Salvatore sbaraglia la concorrenza. L'uomo giusto è lui. Al provino c'è pure Marco D'Amore, di qualche anno più grande e con maggiore esperienza. Incarnerà il volto dell'«immortale»: al tempo stesso «fratello» e antagonista di Genny. Tra i due nasce un sodalizio umano e professionale che diventa la chiave di volta dell'epopea di Gomorra. Fra Savastano e Di Marzio la conflittualità dei rispettivi personaggi è inversamente proporzionale all'amicizia tra Salvatore e Marco.

salvatore esposito gomorra stagione finale ph marco ghidelli 9

 

Se chiudi gli occhi, quali sono le quattro scene di Gomorra, con Genny protagonista che ti vengono in mente?

«Gomorra 1, quando Genny, "istruito" da Ciro, tenta di uccidere (senza riuscirci) un tossicodipendente. È il suo battesimo del fuoco».

 

Seconda scena.

«Gomorra 2: Genny arma la mano di Ciro, incaricandolo di uccidere don Pietro Savastano, il padre di Genny».

 

Scena tre.

«Contestualmente alla morte di don Pietro (appena ammazzato da Ciro davanti alla cripta della "Famiglia Savastano"), Genny stringe tra le braccia il figlio che la moglie, Azzurra, ha appena partorito. L'ostetrica chiede: "Come lo chiamiamo questo bel bambino?". E Genny risponde: "Pietro. Pietro Savastano". È la prosecuzione della stirpe».

 

salvatore esposito

Scena quattro.

«La scena finale di Gomorra 3: Genny sullo yacht spara a Ciro, "uccidendolo"».

 

Ma le sequenze-cult sono decine. Si può dire che per la qualità di sceneggiatura e livello di produzione la serie Gomorra è entrata nella storia degli audiovisivi?

«Sì. Come dice Marco D'Amore, questo serial ha tracciato una linea di confine tra l'epoca pre-Gomorra e l'epoca post-Gomorra».

 

Mentre Genny e Ciro si scannano sulla scena, Salvatore e Marco nei tour promozionali per la quinta serie di Gomorra sembrano la reincarnazione di Totò e Peppino. Vi divertite e le «interviste incrociate» diventano degli show comici.

marco damore salvatore esposito gomorra stagione finale ph marco ghidelli 9

«Io e Marco siamo amici. Ci frequentiamo anche nella vita privata. L'autoironia è una caratteristica comune. Nelle gag che improvvisiamo lui è il "carnefice" e io la "vittima". Lui fa Totò e io Peppino. Ma a volte ci scambiamo le parti in commedia».

 

Nella saga di Gomorra siete invece «fratelli». Sul modello però di Caino e Abele.

salvatore esposito e marco d amore

«La competizione dell'odio. Energia al servizio di cause sbagliate. Ogni episodio di Gomorra pone in conflitto il cupio dissolvi della disperazione e la speranza frustrata di una rinascita impossibile».

 

Le anime sono dannate perfino in presenza di elementi devozionali. I cuori restano di pietra anche baciando un crocifisso prima di crivellare di colpi una bambina. Come fa «Malammore», il sicario del boss Savastano, quando uccide Mariarita, la figlia di Ciro Di Marzio.

«Il male trionfa sul bene. Al pari del tradimento sulla fedeltà. Fede e religione sono alibi per tacitare coscienze sporche. I sentimenti sono sempre torbidi. Quelli puri sono lusso che nella fogna antropologica di Gomorra nessuno può permettersi».

salvatore esposito

 

Il romanzo «Lo sciamano» si apre con una citazione criptica firmata Malleus Maleficarum: «La peggiore delle eresie è non credere all'opera delle streghe». Che cosa significa?

«È una frase che rimanda al fascino misterioso dell'esoterismo in cui opera Christian Costa»

 

Chi è Christian Costa?

«Il protagonista del romanzo. Un profiler, esperto di delitti rituali».

 

È lui, «Lo sciamano».

«Lo chiamano tutti così per via della sua metodologia "non convenzionale"».

salvatore esposito

 

Salvatore Esposito è nato a Napoli il 2 febbraio 1986 (ma è cresciuto a Mugnano). Finite le scuole superiori partecipa a dei cortometraggi e frequenta l'Accademia di Teatro Beatrice Bracco e la Scuola di Cinema di Napoli. Trasferitosi a Roma, nel 2013 ottiene il suo primo ruolo nella serie «Il clan dei camorristi»; l'anno dopo raggiunge il successo come interprete di Genny Savastano in «Gomorra». Nel 2015 recita nei film «Lo chiamavano Jeeg Robot» di Gabriele Mainetti e «Zeta - Una storia hip-hop» di Cosimo Alemà; nel 2018 è protagonista del film «Puoi baciare lo sposo». Nel 2019, interpreta il ruolo di Gaetano Fadda nella quarta stagione di «Fargo» ed è il protagonista del film «L'eroe», del regista Cristiano Anania. Nel 2020 è il protagonista del film «Spaccapietre» di Gianluca e Massimiliano De Serio. Ha scritto due libri: il secondo, «Lo sciamano» (Sperling & Kupfer), è un romanzo best seller da cui è stata tratta una serie tv che andrà in onda prossimamente Soggetto ruvido, ma non quanto Genny di Gomorra.

salvatore esposito

«Genny è una maschera che si è evoluta, o involuta, da stagione a stagione».

 

Quando decide di cambiare vita è un fallimento.

«Tenterà invano di diventare un imprenditore "pulito". Ma alla fine il richiamo della foresta lo trascina alle origini».

 

Chiuso in un bunker sotterraneo, come un topo in trappola.

«I boss veri vivono così: ricchi di denaro, ma con un'esistenza miserabile. Si nutrono di potere e malvagità. Un veleno che li annienta giorno dopo giorno».

salvatore esposito

 

Da napoletano veneri Maradona. Anche lui si è annientato giorno dopo giorno.

«Ho conosciuto Diego di persona. L'ho abbracciato. Baciato. E quel giorno lo custodisco tra i ricordi più cari».

Cosa ti disse?

«"Sono onorato di conoscerti"».

E tu cosa gli rispondesti?

«"Diego, stai pazziàn?" (Diego, stai scherzando? ndr)».

 

Come stava fisicamente?

«Benissimo. Era sorridente, sereno».

Poi è finita nel modo tragico che sappiamo.

«Un lutto per chiunque è amante del calcio. Diego era un predestinato. Un bambino di 9 anni che in tv dice di avere due sogni: giocare un Mondiale e vincerlo. Li ha realizzati entrambi».

salvatore esposito

E Salvatore Esposito i suoi sogni li ha realizzati?

«Sto vivendo un momento felice».

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