lucia azzolina coronavirus

RIMANDATA A SETTEMBRE – NON C’È PACE PER LA SCUOLA: DOPO IL FLOP DELLA PROPOSTA SULLE CLASSE ALTERNE E IL CAOS MATURITÀ, LA MINISTRA AZZOLINA FINISCE NEL MIRINO DEI PRESIDI DELLE SCUOLE MEDIE –  I CAPI D ISTITUTO DENUNCIANO LA “GRANDE ALEATORIETÀ DELLA VALUTAZIONE FINALE” CON IL RISCHIO DI UN’ESPLOSIONE DI RICORSI – A FAR INCAZZARE I DIRIGENTI SCOLASTICI CI SONO I TEMPI RISTRETTI PER…

Nino Materi per “il Giornale”

 

LUCIA AZZOLINA

Meglio di ogni altra critica «istituzionale», c' è uno spassoso videomontaggio che rende lo stato confusionale in cui versa la ministra della Pubblica istruzione, Lucia Azzolina. Il «filmino» dura 30 secondi divisi equamente tra la ministra che annuncia su Sky TG24 la sua idea di «didattica mista» e Lino Banfi che, nei panni di mister Oronzo Canà, spiega ai giocatori della Longobarda la sua «bizona 5-5-5». La confusione tra i due «moduli» ha diversi punti in comune, a riprova di come la ministra pentastellata e l' allenatore pugliese siano entrambi «nel pallone».

lezioni virtuali

 

La Azzolina aveva annunciato, in vista della «riapertura scolastica di settembre», una soluzione «originale»: «Metà alunni in classe e metà collegati da casa con una alternanza nella settimana sui banchi...»); peccato che, nel giro di appena 24 dopo, la ministra abbia derubricato l'«idea rivoluzionaria» al rango ben più modesto di «semplice proposta».

 

lucia azzolina

Non certo più decisionisti si sono rivelati i suoi «progetti» relativi all' ormai imminente esame di Maturità su cui grava, in mancanza di «circolari attuative», una cortina fumogena che la politica degli annunci a getto continuo rende sempre più fitta.

In questo clima di perenne indecisione poteva mancare il caos sull'«esame conclusivo del primo ciclo» (cioè quello di ragazzi della terza media)?

didattica online

 

La risposta dell' Associazione nazionale presidi è scontata, tanto che il presidente, Antonello Giannelli, ha inviato ieri alla ministra una lettera tormentata.

L' organizzazione che rappresenta i capi d' istituto denuncia la «grande aleatorietà della valutazione finale, con possibilità di esplosione del contenzioso, dato che i genitori sono (giustamente) molto attenti al voto di diploma». «In particolare - scrive l' Anp - è richiesto alle scuole di varare, in tempi strettissimi, indicatori concernenti non solo la valutazione dell' elaborato, ma soprattutto quella del percorso triennale che, in precedenza, era elemento che concorreva alla valutazione di altri e non riceveva invece una valutazione a se stante».

lucia azzolina 1

 

Una prosa che dimostra quanto i presidi, in fatto di burocratese, non siano secondi a nessuno; impressione confermata dal passaggio successivo, nel quale si «stigmatizzano i tempi troppo ristretti e la conseguente impossibilità di gestire al meglio la didattica a distanza che dovrebbe proseguire regolarmente per tutte le classi, terminali e intermedie».

lezioni virtuali3

 

Proviamo a capirci qualcosa dividendo la questione in tre punti: «In particolare, entro il termine di un mese da oggi, ogni dirigente di scuola secondaria di primo grado si troverebbe a dover: 1) riunire il collegio per deliberare modalità e criteri di valutazione dell' elaborato e del percorso triennale; 2) assegnare un termine congruo per la formulazione dell' elaborato (almeno una settimana); 3) partecipare, presiedendo i rispettivi consigli, alla presentazione degli elaborati». «Impossibile», concludono i presidi.

 

luigi di maio lucia azzolina

Che rilanciano con una proposta: «Suggeriamo di lasciare all' autonomia delle istituzioni scolastiche la calendarizzazione delle operazioni d' esame, prevedendo che queste si concludano entro il termine, realistico, del 30 giugno».

Ora si attende che la ministra batta un colpo. Definitivo.

lucia azzolina 4lezioni virtuali 6lucia azzolinalucia azzolina 11lucia azzolina 7lezioni virtuali 5lucia azzolina 1lezioni virtuali 1lucia azzolina 2SABINA GUZZANTI E LUCIA AZZOLINALUCIA AZZOLINA

Più o meno.

Ultimi Dagoreport

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...