termini centocelle

A ROMA È ARRIVATA L'EPIDEMIA, MA NON È IL CORONAVIRUS: SONO GLI AUTISTI DELLA FERROVIA PER CENTOCELLE CHE SI SONO DATI MALATI IN MASSA, LASCIANDO A PIEDI I ROMANI. UN PO' COME I VIGILI CHE NEL 2014 SI DIEDERO ACCIACCATI TUTTI INSIEME PER SCHIVARE IL TURNO DI CAPODANNO. GLI AMMUTINATI? DOVREBBERO CAVARSELA SENZA NEMMENO UNA MULTA

Lorenzo De Cicco per ''Il Messaggero''

 

roma sciopero atac 5

Nella Capitale alle prese col Coronavirus, nessuno nel palazzone che fa da quartier generale all'Atac, sulla Prenestina, ha voglia di scherzarci. Però la battuta, in qualche modo, circola: «Riecco l'epidemia, sarà sempre quella dei vigili a capodanno?». Perché la vicenda di ieri, con i conducenti della ferrovia per Centocelle malati in massa e i romani lasciati a piedi, assomiglia molto al forfait dei pizzardoni del 2014, quando la notte di San Silvestro, per schivare il turno, arrivarono all'ufficio del comandante generale dell'epoca (poco amato dalle truppe) certificati medici in batteria. Un improvviso malanno colpiva tutto il Corpo dei caschi bianchi.

 

 Ora tocca ai macchinisti della linea Termini-Centocelle, la ex Roma-Giardinetti che collega la periferia Est dell'Urbe alla stazione. La ferrovia, gestita dall'Atac, dovrebbe essere riconvertita in tramvia. Con una differenza, per chi guida: lo stipendio da tranviere, a differenza di quello da macchinista del treno, è più leggero. Si passerebbe da 2mila a 1.500-1.600 euro al mese. Ecco perché i conducenti hanno deciso di ammutinarsi con uno sciopero bianco.

TERMINI CENTOCELLE

 

Anche se in realtà il rischio di perdere soldi in busta paga - e tanto più il pericolo di perdere il lavoro - non sembra davvero mai esistito. La società dei trasporti ha già fatto capire agli interessati di volerli riconvertire a macchinisti della metro, appena il progetto del tram sarà formalizzato, con tutti i permessi ministeriali, attesi per giugno. Addirittura c'è già un accordo che prevede a stretto giro il trasferimento dei primi 7 addetti. Ma a quanto pare non è bastato.

 

I NUMERI

Ecco allora la protesta selvaggia di ieri: 37 assenti su 43 previsti nei turni (altri 5 erano di riposo, già stabilito). L'86% dei conducenti, in sostanza, non si è presentato al lavoro. Risultato: la ferrovia che trasporta ogni giorno 30mila romani, è rimasta paralizzata per 13 ore. Dalle 5.30, quando avrebbe dovuto partire la prima corsa, alle 6 e quaranta di sera. Proprio nelle ore di punta.

 

NIENTE SANZIONI

Gli ammutinati? Dovrebbero cavarsela senza nemmeno una multa. L'ufficio del Personale di Atac ha subito attivato i controlli, sono partite anche le visite fiscali. Ma tutti si erano premuniti di un attestato: in 13 avevano il certificato medico, quasi tutti per un'improvvisa «influenza»; altri 15 avevano un referto del dottore in cui si parlava della malattia dei figli piccoli. Altri 6 hanno sfruttato il congedo della legge 104, che in teoria dovrebbe servire ad assistere parenti invalidi o malati. In tre erano assenti per la «donazione del sangue». La municipalizzata dei trasporti sta ancora finendo le proprie indagini, ma dai riscontri che si avevano ieri sera, gli assenti avrebbero tutti una giustificazione. Niente sanzioni.

 

TERMINI CENTOCELLE

Peraltro, l'assessore alla Mobilità della giunta Raggi, Pietro Calabrese, proprio mentre la partecipata annunciava l'avvio delle ispezioni, già concedeva attenuanti agli assenti. Arrivando a dire, in un video pubblicato su Facebook, che «se 37 dipendenti su 48 si assentano, il problema è serio e non può essere solo una responsabilità dei lavoratori». Insomma, per l'assessore del Campidoglio, la colpa non va data agli assenti in massa, non soltanto almeno.

 

Una beffa per le migliaia di cittadini costretti ad arrangiarsi, senza preavviso. Dopo avere convocato l'Atac e i tecnici dei trasporti a Palazzo Senatorio, sempre Calabrese, «scusandosi con i romani», ha detto che «i lavoratori della Termini- Centocelle avranno la qualifica da macchinisti metro, Atac ha assicurato che saranno garantiti tutti i livelli occupazionali, non c'è alcun presupposto di un nuovo blocco». Insomma, oggi dovrebbero essere tutti guariti. Ma la storia, forse, potrebbe non chiudersi qui: il Codacons ha annunciato che presenterà un esposto per interruzione di pubblico servizio, chiedendo ai magistrati di indagare sul blocco della tratta.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…