lupi cinghiali roma raggi lupiroma

NELLA ROMA BESTIALE SERVONO I LUPI - ANCHE IL "TIMES" SI OCCUPA DELLO ZOO CAPITALE E BENEDICE L’AVANZATA DEI PREDATORI DALL’ABRUZZO: “SONO UTILI PERCHÉ UCCIDONO I CINGHIALI CHE ROVISTANO NELL’IMMONDIZIA E CHE TERRORIZZANO I RESIDENTI” - ORA BASTA TROVARE QUALCHE ALTRO ANIMALE CHE PORTI VIA LA SPAZZATURA E SIAMO A POSTO...

Fabrizio Peronaci per www.corriere.it

 

il times sui lupi a roma

«I lupi protetti minacciano le fattorie alle porte di Roma». Un titolo a effetto, per gli aristocratici lettori della City. Così i predatori nostrani sbarcano a Londra. Anche lo storico quotidiano britannico «The Times», dopo i servizi del Corriere sull’avanzata dei lupi verso la capitale, dalla fascia nord a tutto il litorale, si occupa della «Roma bestiale».

 

Il servizio, pubblicato con buona evidenza, è stato curato dal corrispondente in Italia, Tom Kington, che ha intervistato gli allevatori, sentito i responsabili degli enti naturalistici e tirato qualche conclusione, anche alla luce delle recenti querelle «animalesche» che hanno visto protagonisti (e soprattutto vittime) i cinghiali.

 

cinghiali a roma

La premessa, come nello stile del Times, è di carattere storico. «La leggenda vuole che un lupo aiutò a fondare Roma allattando Romolo e suo fratello Remo quando furono abbandonati alla nascita. Erano quasi scomparse dall’Italia e ora le bestie sono tornate ai margini della capitale», scrive il corrispondente.

 

cinghiali

Dopo aver conteggiato i predatori sul versante della Cassia («tre mute di lupi, circa 23 in totale») e ricordato che «sono aumentati essendo stato loro conferito lo status di protezione, portando a lamentele degli agricoltori che perdono bestiame», il giornale londinese individua una chiave di lettura: «I gestori del Parco di Veio - scrive - ammettono che i lupi hanno attaccato pecore e vitelli, ma festeggiano il loro arrivo a causa del bersaglio preferito del predatore, il cinghiale, che si sta moltiplicando a un ritmo allarmante in Italia, dopo che è stato introdotto un tipo di allevamento veloce dalla Romania».

 

lupi nel parco di veio

Eccola, la nota ottimistica in relazione all’avanzata dei branchi da Abruzzo e Toscana: meglio i lupi che gli ungulati. Una valutazione in linea con quanto dichiarato in una recente intervista al Corriere da Rosario Fico, dirigente dell’Istituto zooprofilattico di Lazio e Toscana.

 

«Nel Parco di Veio i cinghiali distruggono i raccolti, mentre a Roma rovistano tra i bidoni della spazzatura e terrorizzano i residenti. Hanno anche causato numerosi incidenti stradali - annota il Times - mentre le richieste di abbattimento rappresentano un dilemma politico ed etico per le autorità cittadine».

 

i cinghiali a roma

La disputa dello scorso ottobre sull’esecuzione di mamma cinghiale e di sei cuccioli in zona Gregorio VII, evidentemente, è stata seguita anche a Londra. Chi lo sa tra quante (comprensibili) alzate di sopracciglia, alla luce dell’accesa polemica che ne scaturì tra animalisti e uffici comunali, alimentata dalle grevi battute sessiste pronunciate da un funzionario.

 

cinghiali tra i rifiuti

«La decisione di uccidere una famiglia di cinghiali che aveva occupato un cortile della scuola in ottobre ha causato tumulto», scrive Kington, prima di dare la parola a un esperto, il presidente del Parco di Veio, Giorgio Polesi: «I lupi sono gli unici nemici dei cinghiali e stanno davvero aiutando a tenerli sotto controllo. Sono una risorsa, completano la piramide». Tutto molto “british”, certo. Ma il sottotesto è chiaro: evviva il lupo, altro che allarmi, mandano a dire dalle brume del Tamigi.

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO