sangalli venturini rivolta

SANGALLI CEDRONI - NEL SEXGATE ALLA CONFCOMMERCIO CI SONO ALCUNE COSE CHE NON TORNANO: PERCHÉ GIOVANNA VENTURINI, L’ACCUSATRICE DEL PRESIDENTE, NON HA MAI RACCONTATO NULLA DELLA “ATROCE ATTENZIONE SESSUALE”? - SANGALLI HA DENUNCIATO L’EX SEGRETARIA, A CUI HA “DONATO” 216 MILA EURO, E L’EX DG FRANCESCO RIVOLTA: “LUI MI HA SPINTO A PAGARLA. SONO AMANTI, HO LE FOTO”

Giacomo Amadori per “la Verità”

 

carlo sangalli 1

Nella storia che vi stiamo per raccontare ci sono tutti gli ingredienti per un grande romanzo d' appendice: potere, sesso, ricatti, corna, spioni e molti soldi. Infatti il terremoto che sta facendo traballare i vertici della Confcommercio non può essere derubricato alla voce Me too e le presunte molestie del presidente Carlo Sangalli alla segretaria Giovanna Venturini nascondono una trama da spy story, come La Verità è in grado di ricostruire.

 

Nei giorni scorsi, grazie al Corriere della Sera e a Repubblica, abbiamo saputo che Sangalli tra dicembre e gennaio scorsi ha «donato» 216.000 euro alla Venturini, sua assistente dal 2006 al 2012, e che l' atto è stato preparato da un notaio alla presenza dei due, che i quotidiani summenzionati hanno descritto come la vittima e il carnefice. Anche perché la stessa signora nel 2014 avrebbe riferito via sms di aver subito da Sangalli «un' atroce attenzione sessuale diventata, giorno dopo giorno, una vera e propria ossessione».

 

giovanna venturini la donna che ha accusato carlo sangalli di averla molestata

Eppure la donna non ha mai denunciato nulla alle autorità competenti. Quattro anni dopo, il 19 gennaio 2018, nello studio di un notaio romano l' onta è stata lavata con un sostanzioso regalino. Quel giorno è testimone dell' accordo Francesco Rivolta, all' epoca direttore generale della stessa Confcommercio e dal marzo 2013 nuovo capo ufficio della stessa Venturini. Perché è stato coinvolto proprio lui? I giornalisti, in questo caso, non si sono fatti troppe domande.

 

francesco rivolta ex dg confcommercio

La spiegazione sembra darla Sangalli nella querela che ha recentemente consegnato ai magistrati, denunciando Rivolta, la Venturini e tre vicepresidenti di Confcommercio per estorsione e diffamazione: «A partire dal mese di novembre-dicembre 2017 ho cominciato a ricevere numerosi sms negli orari più disparati dal direttore generale, il quale apparentemente allarmato mi informava che Giovanna Venturini, sua strettissima collaboratrice, era ormai prossima a diffondere l' esistenza di una mia relazione affettiva con lei e, addirittura, delle molestie di cui poteva fornire ampia documentazione attraverso un filmato, risalente al 2012 girato dalla Venturini con il suo telefono cellulare».

 

Il video venne visionato da alcuni colleghi della Venturini e descritto a Sangalli, il quale arrivò alla conclusione che il filmato non conteneva niente che «lasciasse anche solo ipotizzare violenze e/o aggressioni e/o molestie da parte mia nei confronti di Venturini».

Il file sarebbe stato consegnato a settembre dalla signora a un avvocato e ieri il Corriere della Sera ha riportato la presunta sbobinatura.

carlo sangalli

 

Alle 10.07 del 4 aprile 2012, la Venturini si sarebbe infilata nell' ufficio del suo principale con il telefonino in modalità telecamera e avrebbe cominciato a lamentarsi: «Io non posso più lavorare per lei () perché questa situazione mi sta creando veramente disturbi psicologici». Il suo capo sembra non capire: «Quale situazione?». E lei parte all' attacco: «Questa qui nostra, nostra nel senso queste, queste cose un po', queste attenzioni, queste cose io non riesco presidente».

 

L' uomo insiste perché lei rimanga al suo posto e lei ribatte: «Presidente anche un mese fa, si ricorda avevamo detto basta». E poi aggiunge: «Perché non sono io che Capito?». Sangalli conclude dicendo che da parte sua la finirà e che andrà a confessarsi. Questo video è la prova delle molestie? Perché la donna, a voler credere alla trascrizione, non pronuncia mai questa parola, ma parla solo di «attenzioni» e sospende la frase quando dice «non sono io che». C' è un' intimità tra i due che in quel momento turba entrambi, forse perché coniugati? Le cose sono andate come le descrive oggi la donna, a distanza di sei anni dalle presunte avance e dopo aver ricevuto centinaia di migliaia di euro da Sangalli?

 

luigi di maio carlo sangalli

Rivolta, a fine 2017, avrebbe offerto sempre lo stesso consiglio: «Pagamento e dimissioni». Il presidente ammette, però, di aver cancellato quasi tutti gli sms, perché aveva paura che il suo cellulare finisse nelle mani dei famigliari e perché in quel momento non li reputava «prove della trama estorsiva in essere».

 

Rivolta avrebbe «caldeggiato insistentemente le richieste e affermava, che in difetto, Venturini e il marito avrebbero denunciato l' esistenza di una relazione, ancor più le molestie subite dall' ex segretaria». Il dg si sarebbe «auto investito del ruolo di mediatore», anzi si sarebbe proposto come «persona vicina» che «in modo disinteressato» offriva il proprio contributo per «evitare il deflagrare all' esterno della notizia "vera o falsa che fosse"».

 

FRANCESCO RIVOLTA 1

Sangalli considerò le argomentazioni del dg efficaci anche perché «in quel preciso periodo storico era venuto alla ribalta il caso Weinstein»: in tale clima, secondo il presidente, «la verità o meno delle molestie non avrebbe trovato alcuna cittadinanza nell' opinione pubblica, tantomeno presso i media e i nostri confederati». Quindi Sangalli, per evitare «la gogna mediatica», decide di pagare in due tranche la cifra richiesta: 100.000 euro il 22 dicembre e 116.000 il 19 gennaio, quando viene registrato l' atto di donazione davanti al notaio Nicola Raiti di Roma.

 

Ma i colpi di scena non sono finiti. Prima di perfezionare la regalia Sangalli si confida con alcuni legali che gli consigliano di «non fidarsi della ricostruzione di Rivolta» e di rivolgersi a un investigatore privato per «esaminare in modo oggettivo il contesto nel quale si è consumata la vicenda». E qui arriva la sorpresa. Il detective dà «evidenza della stabile relazione affettiva e di frequentazioni costanti a ogni ora del giorno e della notte e in diverse località, tra Rivolta e Venturini» nello stesso periodo dei due bonifici, emergono «incontri privati ed effusioni tra i due nel periodo di massima intensità delle richieste estorsive». Per poterlo sostenere ha in mano prove video e fotografiche.

carlo sangalli 2

 

Per esempio secondo l' investigatore l' 11 gennaio, «a una settimana dalla donazione», Rivolta e la Venturini, dopo aver lasciato l' ufficio, si recarono nella casa dell' uomo, da cui uscirono dopo circa due ore, per andare, a braccetto, a cena in un noto ristorante del centro di Roma. Verso mezzanotte i due presunti amanti «si scambiavano degli abbracci ed effusioni e si salutavano scambiandosi un bacio sulla bocca». La coppia, il 1° febbraio, avrebbe passato alcune ore nell' appartamento dell' uomo.

 

Serata casalinga pure il 15 febbraio, quando al momento dei saluti il detective annota un altro «bacio sulla bocca». Il 15 marzo nuovo pit stop a casa e a cena nel solito locale. Anche in questo caso «i due signori si scambiavano alcune effusioni e un bacio sulla bocca». Labbra su labbra pure il 10 maggio.

 

FRANCESCO RIVOLTA

Ma mentre l' investigatore pedina la coppia, Rivolta continua il suo pressing su Sangalli. Il quale, nella querela, sembra annodare tutti i fili: «Effettuato il pagamento si aprì la seconda fase: le mie dimissioni. Rivolta continuava a insistere per l' assoluta e urgente necessità delle mie immediate dimissioni da presidente. A suo dire il solo pagamento non avrebbe interrotto le iniziative di Venturini, la quale considerava assolutamente imprescindibile tale ulteriore condizione».

 

A questo punto Sangalli, «in precarie condizioni psicofisiche», sottoscrive una lettera di dimissioni. Il testo sarebbe stato redatto da Rivolta in due diverse versioni e, poi, lo stesso dg le avrebbe custodite «fiduciariamente». Non basta. Le dimissioni, sottoscritte con largo anticipo, «secondo quanto concertato da Rivolta andavano formalizzate a far data dal 28 febbraio 2018».

 

carlo sangalli

Lo stato di prostrazione faceva percepire a Sangalli quelle «pretese» come «totalmente irresistibili». Di più: «Persino letali, al punto da aver più volte meditato il gesto più estremo» confessa il presidente, che pur non comprendeva «quale concreto e urgente interesse avrebbe potuto avere la Venturini» alle sue dimissioni.

 

Per tale motivo decide di resistere, ma «la condotta diabolica» non si arresta. Ad aprile a Sangalli arriva una missiva anonima con allegato un articolo di giornale su un caso di molestie sessuali in ambito lavorativo, accompagnato da un foglio bianco con la scritta: «Rifletti», imperativo seguito da dieci punti esclamativi.

 

Sangalli Carlo

A giugno la notizia delle accuse della Venturini e dei soldi pagati giunge alle orecchie di alcuni dei sette vicepresidenti dell' associazione dei commercianti. Tre di questi (Renato Borghi, Maria Luisa Coppa e Paolo Uggè) il 7 giugno chiedono a Sangalli di rinunciare alla carica per «ragioni etico morali». Il presidente, dopo alcuni giorni, risponde di non comprendere le loro «vaghe allusioni e i motivi «etico morali»» e definisce lo scritto «scortese», «scomposto» e «quasi minatorio».

 

La petizione non provoca gli effetti desiderati e tutto rimane com' era.

Ma dopo l' estate Sangalli decide di passare al contrattacco: dopo il licenziamento di Rivolta, denuncia per estorsione e diffamazione lo stesso ex dg, la segretaria e i tre vice.

Chiede pure il sequestro del denaro che gli è stato sottratto, perché a questo ottantunenne lombardo e cattolico i panni del Weinstein attempato stanno parecchio stretti.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...