top secret dossier agenti segreti

IL PAESE DEI DOSSIERINI - “TODAY” RIVELA L’ESISTENZA DELLA “SQUADRA FIORE”, UN GRUPPO DI MILITARI ED EX MILITARI, ALLE DIPENDENZE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO O DEL MINISTERO DELLA DIFESA, CHE ACCEDONO ALLE BANCHE DATI DELLO STATO ED ESTRAGGONO NOTIZIE RISERVATE SU PERSONE E IMPRESE ITALIANE - UNA RETE CLANDESTINA CHE SPIA I CONTI IN BANCA DEI VIP (MONITORANDO ANCHE LE NOTTI PASSATE IN HOTEL…) E CEDE, FACENDOSI PAGARE PROFUMATAMENTE, LE INFORMAZIONI RISERVATE (ANCHE ALL’ESTERO) - LA BASE A ROMA (A PIAZZA BOLOGNA), I PEDINAMENTI E L’AUTO BLU CON LAMPEGGIANTE, L’USO DEL JAMMER (UN DISTURBATORE DI FREQUENZE IN GRADO DI NEUTRALIZZARE I TELEFONINI) E UNA DELLE OPERAZIONI COORDINATA DA UNA SOCIETÀ DI INTELLIGENCE FRANCESE…

Estratto dell’articolo di Fabrizio Gatti per https://www.today.it

 

Un jammer il disturbatore di frequenze simile a quello usato dalla squadra Fiore (Facebook)

Nelle loro chat criptate, con cui comunicano al telefonino, si fanno chiamare squadra Fiore. Un po' perché, con molta presunzione, pensano di essere il fiore all'occhiello dell'Italia. Ma in questa attività clandestina non c'è nulla di floreale: sfruttando la loro posizione di militari ed ex militari, alle dipendenze della Presidenza del consiglio o del ministero della Difesa, accedono alle banche dati dello Stato ed estraggono notizie riservate su persone e imprese italiane.

 

Lo scopo sarebbe venderle: documenti come le Sos, le segnalazioni di operazioni sospette dell'Unità di informazione finanziaria istituita presso la Banca d'Italia, e le comunicazioni dello Sdi, il sistema d'indagine del ministero dell'Interno, sono pagate decine di migliaia di euro. I file alla fine vengono consegnati a entità italiane e straniere, facendo così perdere ogni controllo sul loro utilizzo. Un fatto gravissimo: nello Sdi vengono infatti registrati particolari intimi della vita privata, come i pernottamenti in hotel e i controlli stradali di ciascuno di noi.

 

PASQUALE STRIANO

Today.it è in grado di ricostruire l'attività di questa cellula clandestina, grazie al racconto di alcuni testimoni-whistleblower che, in cambio della garanzia dell'anonimato, hanno mostrato le prove di quanto sta ancora accadendo. Si tratta di date e numeri di protocollo delle interrogazioni ai terminali, che le autorità governative e la magistratura, con i loro poteri di indagine, potrebbero facilmente verificare. Ogni interrogazione dovrebbe infatti lasciare come traccia il codice identificativo dell'operatore che l'ha eseguita: da lui si possono ripercorrere la storia del documento e gli eventuali passaggi di mano.

 

Secondo gli stessi testimoni, per quanto è di loro conoscenza diretta, almeno finora non ci sarebbero invece prove di legami con Pasquale Striano, il luogotenente della guardia di finanza indagato dalla Procura di Perugia per i presunti accessi abusivi alle banche dati della Direzione nazionale antimafia.

 

L'origine dei dossier di cui avrebbero beneficiato alcuni giornalisti. La squadra Fiore non avrebbe infatti alcun contatto con organi giudiziari come la Dna o i mezzi d'informazione. Il suo reclutamento è ancor più profondo nella struttura dello Stato: una sorta di servizio segreto parallelo, al di fuori del controllo delle istituzioni.

 

LA SQUADRA FIORE E L'ANTENNA CHE SPEGNE I TELEFONINI

spionaggio

Non tutti i nomi sono conosciuti agli appartenenti. Tra di loro si chiamano con soprannomi o abbreviazioni: come Rosà, che sarebbe il punto di riferimento del gruppo, Ciccio, Carlé. I loro percorsi di addestramento e i corpi di provenienza sono diversi: specialisti formati negli anni al Centro intelligence interforze del reparto informazioni e sicurezza della Difesa, esperti esterni assegnati all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale che dipende dalla Presidenza del consiglio e militari delle forze dell'ordine. Almeno questo è l'apparente curriculum con il quale sono conosciuti nell'ambiente: ovviamente gli enti di appartenenza sono parte lesa in questa brutta storia. Non risulta invece, almeno per ora, la partecipazione di funzionari della polizia di Stato.

 

SERVIZI SEGRETI

La squadra Fiore ha probabilmente più uffici coperti. L'ultimo conosciuto, sicuramente attivo fino a poche settimane fa, è in un lussuoso appartamento affacciato su piazza Bologna a Roma. […] Durante le riunioni, le stanze vengono protette da un potente jammer, un disturbatore di frequenze in grado di neutralizzare i telefonini dei presenti ed eventuali intercettazioni ambientali a distanza […].

 

L'apparato fisso, con le sue vistose antenne, è nascosto dietro un mobile in stile Napoleone III, ai piedi di una rassegna di quadri. Le porte smaltate di bianco, la tappezzeria dorata, il parquet a spina di pesce e un tappeto orientale, tra un grande vaso cinese, una statua coloniale e un antico orologio: più che l'essenzialità di un ufficio governativo, esprimono il fasto di un mondo nascosto in cui girano soldi a palate.

 

jammer

IL SERVIZIO SEGRETO PARALLELO CON LA SEDE A NEW YORK

Ai clienti in cerca di informazioni riservate sui protagonisti dell'economia italiana, Rosà, Ciccio e i loro colleghi non si presentano come dipendenti o ex dipendenti dello Stato. Sostengono di essere la rappresentanza a Roma di una società di investigazioni americana che avrebbe sede nella Lower Manhattan a New York. Today.it ha controllato il nome e questa società, a New York, ufficialmente non esiste. Esistono però, in base alle prove fotografiche che ci sono state mostrate, le intrusioni negli archivi riservati dell'Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia e del ministero dell'Interno.

 

“Così sono state trafugate le segnalazioni di operazioni sospette dell'Uif con i numeri di protocollo Uf23132810 del 3 luglio 2023 e Uf22071886 del 28 luglio 2022, intestate a due importanti imprenditori italiani”.

 

SERVIZI SEGRETI A ROMA

Vittime delle attività di dossieraggio sono infatti famosi imprenditori. Una notizia sensibile, o verosimile, o magari completamente inventata ma accompagnata da documenti autentici, potrebbe far fallire acquisizioni all'estero, fusioni societarie e investimenti per miliardi. Tutte operazioni organizzate a favore della concorrenza o di uno Stato straniero, in cambio di grandi somme di denaro. È il caso delle Sos, le segnalazioni di operazioni sospette sui movimenti tra depositi bancari. Da sole, non significano nulla. Se il titolare del conto giustifica il bonifico, oppure l'Unità di informazione finanziaria (Uif) verifica che si tratta di somme regolarmente dichiarate, la segnalazione rientra.

 

SOS E PEDINAMENTI: ANCHE UN SUV CON IL LAMPEGGIANTE BLU

dosseraggio

Ma cedere all'esterno quel documento, dove magari la prassi non è conosciuta, potrebbe danneggiare irrimediabilmente la società. Oppure permettere la produzione di dossier falsi nei quali gli amministratori o i soci vengono dipinti come riciclatori di denaro sporco. Eppure le Sos, nel mercato italiano dei documenti sensibili, vanno letteralmente a ruba.

 

Secondo la testimonianza dei whistleblower, la squadra Fiore avrebbe estratto e fatto arrivare all'esterno, tra le tante, la segnalazione di operazione sospetta protocollata con il numero Uf23132810, acquisita il 3 luglio 2023. Riguarderebbe un importante imprenditore italiano. Ma poiché si tratta di informazioni protette dalla privacy, le fonti non hanno fornito altri dettagli. Nemmeno il suo nome.

 

DOSSIER

Altra incursione nel database della Banca d'Italia: il trasferimento all'esterno del file della Sos protocollata con il numero Uf22071886, segnalata all'Unità di informazione finanziaria il 28 luglio 2022. Si tratterebbe di una imprenditrice. Ma anche in questo caso non sono stati rivelati i particolari. C'è poi il traffico di informazioni dell'Uif false, per il quale il 28 febbraio 2024 la Banca d'Italia ha diramato un allarme.

 

La squadra Fiore a Roma dispone di propri mezzi civetta. I testimoni hanno mostrato a Today.it la foto di un Suv Alfa Romeo Stelvio con lampeggiante blu sul cruscotto e paletta bianca e rossa ministeriale a disposizione del gruppo di piazza Bologna. Almeno uno dei membri è stato fotografato perfino durante un pedinamento. I whistleblower però non sono in grado di precisare se questa attività clandestina venga svolta durante il tempo libero o negli orari di servizio, costituendo così un ulteriore danno a carico dello Stato.

 

GLI 007 FRANCESI: 250MILA EURO PER UN DOSSIER IN ITALIA

DOSSIER

Nei Paesi in cui l'autorità non è invasiva come in Italia, è facile far credere che una segnalazione dell'Uif o una comunicazione rubata dall'archivio di polizia siano le prove dell'esistenza di un'inchiesta giudiziaria. Anche quando non c'è nessuna inchiesta in corso.

 

Una volta portati all'esterno, o caricati su una cloud digitale, i file diventano così munizioni in grado di condizionare la vita professionale e privata di imprenditori impegnati ad affrontare le sfide del mercato internazionale, la concorrenza esterna e interna ai processi di fusione. E magari anche la valutazione della propria reputazione da parte delle agenzie di rating, in vista di un prestito o del matrimonio con un fondo di investimento.

 

Si tratta di munizioni pagate profumatamente: la società francese di intelligence, incaricata di raccogliere informazioni riservate su un centinaio di uomini d'affari italiani o impegnati in Italia - come Today.it ha potuto leggere - ha ottenuto un contratto di 250 mila euro, con un anticipo di 180 mila. Nel mandato firmato con il committente, rimasto nell'ombra, non si richiede ufficialmente lo svolgimento di attività illegali. Ma per le notizie legali non occorre pagare: a certi livelli di popolarità, basterebbero Wikipedia e Internet.

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