monsignor luigi capozzi coccopalmerio

VATICANO-ANO-ANO - CHE FARA’ BERGOGLIO DOPO LA SCOPERTA DEL FESTINO GAY A BASE DI DROGA NELL’ABITAZIONE DI MONSIGNOR LUIGI CAPOZZI, SEGRETARIO DEL CARDINALE FRANCESCO COCCOPALMERIO? - MANDERA’ IN PENSIONE LA PORPORELLA? - NEL SILENZIO GENERALE, LA LOBBY GAIA NELLA SANTA SEDE CONTINUA AD AGIRE (E A GODERE) - ECCO LA STORIA E I POSSIBILI RISVOLTI

1 - VATICANO, FESTINO GAY CON DROGA PER IL SEGRETARIO DEL CARDINALE COCCOPALMERIO. NUOVA GRANA PER PAPA FRANCESCO

Francesco Antonio Grana per www.ilfattoquotidiano.it

 

monsignor Luigi Capozzimonsignor Luigi Capozzi

Non c’è pace per Papa Francesco. Archiviati, almeno per il momento, gli scandali della pedofilia con il “congelamento” del cardinale George Pell dal ruolo di prefetto della Segreteria per l’economia e il licenziamento del cardinale Gerhard Ludwig Müller dalla guida delle Congregazione per la dottrina della fede. Sulla scrivania di Bergoglio, però, resta ancora da risolvere il caso del festino gay a base di droga svoltosi nell’abitazione vaticana di monsignor Luigi Capozzi, segretario del cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi.

 

coccopalmerio cardinale coccopalmerio cardinale

Quando la Gendarmeria Vaticana è entrata nella casa di monsignor Capozzi, all’interno del Palazzo dell’ex Sant’Uffizio, si è trovata davanti uno scenario sconvolgente che ha confermato le voci e le proteste dei vicini, quasi tutti cardinali, che abitano in quell’edificio. Da tempo, infatti, era stato notato e segnalato un insolito via vai di persone, nelle ore serali, dall’accesso principale del Palazzo dell’ex Sant’Uffizio che dà direttamente sul territorio italiano e davanti al quale non c’è nessun posto di blocco né della Gendarmeria Vaticana, né delle Guardie Svizzere come, invece, avviene in tutti gli altri ingressi della Città leonina.

 

monsignor Luigi Capozzimonsignor Luigi Capozzi

Monsignor Capozzi, 50 anni, è nato a Salerno il 23 luglio 1967 ed è stato ordinato sacerdote ad Amalfi il 19 dicembre 1992. Incardinato nella diocesi di Palestrina, nel Lazio, è addetto di segreteria di seconda classe presso il Pontificio Consiglio per i testi legislativi dove svolge mansioni di segretario del cardinale Coccopalmerio.

 

Il 7 maggio 2007 viene nominato Cappellano di Sua Santità e ciò gli vale il titolo di monsignore. Dopo lo scandalo che lo ha travolto è stato prima ricoverato presso la clinica romana Pio XI, poi ha trascorso un periodo di ritiro presso un monastero e attualmente si trova al Policlinico Gemelli di Roma. Significativa la citazione anonima con la quale si presenta su un social network: “La vita è troppo strana: ci vuole la tristezza per sapere cosa sia la felicità, il rumore per apprezzare il silenzio e l’assenza per valutare la presenza”.

PAPA BERGOGLIOPAPA BERGOGLIO

 

Sulla vicenda che ha travolto monsignor Capozzi, che era stato anche proposto come vescovo, il Papa vuole che si faccia massima chiarezza. In molti in Vaticano ora si attendono che Francesco mandi finalmente in pensione il diretto superiore del prelato protagonista dello scandalo dei festini, ovvero il cardinale Coccopalmerio. Il porporato ha ampiamente superato i 79 anni, ben quattro in più dell’età canonica delle dimissioni, e da poco più di un decennio è alla guida del Pontificio Consiglio per i testi legislativi.

 

Nativo di San Giuliano Milanese, un comune di 38mila abitanti della città metropolitana di Milano, l’infanzia del futuro cardinale si svolge a Sernio in Valtellina, paese originario della madre insegnante dove la famiglia sfolla durante la Seconda guerra mondiale.

 

coccopalmeriococcopalmerio

Dopo aver conseguito la maturità classica al liceo statale di Busto Arsizio, nel 1957 entra nel seminario arcivescovile ambrosiano presso la sede di Venegono Inferiore. Il 28 giugno 1962 viene ordinato presbitero nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano dall’allora cardinale arcivescovo Giovanni Battista Montini, che l’anno successivo sarà eletto al pontificato e assumerà il nome di Paolo VI.

 

La carriera ecclesiastica di Coccopalmerio procede abbastanza spedita così come la sua docenza di diritto canonico che lo vede tra i professori della Pontificia Università Gregoriana. Nel 1985 l’allora cardinale arcivescovo Carlo Maria Martini lo nomina pro-vicario generale dell’arcidiocesi ambrosiana e nel 1988 presidente della Commissione diocesana per l’ecumenismo e il dialogo.

PAPA BERGOGLIOPAPA BERGOGLIO

 

È proprio Martini, nel 1993, a consacrarlo vescovo ausiliare di Milano dopo la nomina decisa da san Giovanni Paolo II. In questa veste Coccopalmerio è affianco al porporato biblista per quasi un decennio fino al passaggio di consegne, nel 2002, con il nuovo arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi.

 

Coccopalmerio gli rimane accanto per cinque anni sempre come vescovo ausiliare fino a quando, nel 2007, Benedetto XVI lo nomina presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi succedendo così al cardinale Julian Herranz Casado, cresciuto insieme al fondatore dell’Opus Dei san Josemaria Escrivá.

 

FRANCESCO COCCOPALMERIOFRANCESCO COCCOPALMERIO

Nel concistoro del 18 febbraio 2012 Coccopalmerio riceve la berretta rossa dalle mani di Joseph Ratzinger e così entra a far parte del Collegio cardinalizio. In Vaticano si raccontano di alcuni momenti di tensione vissuti con l’allora Segretario di Stato del Papa tedesco, il cardinale salesiano Tarcisio Bertone. Così come di una certa ritrosia di Coccopalmerio a lasciare il suo incarico di capo dicastero della Curia romana e andare in pensione benché abbia ampiamente superato l’età delle dimissioni.

 

Recentemente, infatti, il porporato ha dato alle stampe un volumetto, edito dalla Libreria Editrice Vaticana, nel quale spiega il capitolo ottavo, quello contenente le aperture ai divorziati risposati, dell’esortazione apostolica di Francesco, Amoris laetitia.

 

GEORGE PELLGEORGE PELL

Coccopalmerio si schiera totalmente a favore del Papa contro i quattro cardinali, capeggiati da Raymond Leo Burke, che contestano apertamente il documento di Bergoglio. Un tentativo, secondo quanto affermano nei sacri palazzi, di restare ancora in sella almeno fino agli 80 anni, età in cui, come prevede il Codice di diritto canonico, per i porporati cessano tutti gli incarichi nella Curia romana insieme al diritto di eleggere il Papa in conclave.

 

2 - VATICANO, FERMATO UN MONSIGNORE: FESTINI GAY E DROGA AL PALAZZO DELL’EX SANT’UFFIZIO

Francesco Antonio Grana per www.ilfattoquotidiano.it

 

Raymond 
Leo 
Burke 
Raymond Leo Burke

Un festino gay a base di droga. È quello che hanno scoperto gli uomini della Gendarmeria vaticana in un blitz all’interno di un appartamento nel Palazzo dell’ex Sant’Uffizio. Proprio lì dove per un quarto di secolo l’allora cardinale Joseph Ratzinger ha svolto il suo incarico di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede prima di essere eletto Papa. L’inquilino dell’appartamento, stando a quanto raccontano in Vaticano, è un monsignore che svolge le mansioni di segretario di un importante porporato a capo di un dicastero della Curia romana. L’uomo, subito fermato dalla Gendarmeria, è stato prima ricoverato per un breve periodo nella clinica romana Pio XI per disintossicarsi dalle sostanze stupefacenti, e attualmente si trova in ritiro spirituale in un convento in Italia.

 

GERHARD 
MULLER
GERHARD MULLER

In Vaticano bocche cucite o quasi sull’operazione delicatissima svolta dagli uomini comandati da Domenico Giani. Qualcuno si lascia scappare di essersi lamentato più volte per un continuo via vai dal portone di ingresso, la sera, di persone che erano abituali frequentatori del monsignore fermato. All’interno dei sacri palazzi spiegano che l’appartamento dove si consumavano i festini a luci rosse a base di droga non doveva essere assegnato al segretario di un capo dicastero.

 

RATZINGERRATZINGER

Si tratta, infatti, di un’abitazione riservata ai superiori: prefetti, presidenti o segretari della Curia romana e non semplici monsignori. Così come aveva destato diversi malumori che il presule in questione avesse una macchina lussuosa con la targa della Santa Sede. Anche questo è un privilegio riservato ad alti prelati. Evidentemente, come emerso anche da alcune ricostruzioni fatte in Vaticano, era proprio questo veicolo che consentiva al suo proprietario di trasportare la droga senza essere mai fermato dalla polizia italiana.

 

Si racconta di un Papa a dir poco infuriato quando, dopo che era arrivata la soffiata ed era stata decisa l’operazione della Gendarmeria, ha saputo che il monsignore era stato beccato sul fatto. Tra i condomini del Palazzo dell’ex Sant’Uffizio l’imbarazzo è diffuso, ma anche la rassicurazione che, almeno per il momento, tornerà a regnare un po’ di tranquillità nell’edificio.

DOMENICO GIANI jpegDOMENICO GIANI jpeg

 

Il suo ingresso principale, infatti, dà direttamente su piazza del Sant’Uffizio che è già territorio italiano ed è fuori da ogni controllo delle Guardie Svizzere e della Gendarmeria. Chiunque, di giorno e di notte, può entrare liberamente in Vaticano da questo accesso senza subire alcun controllo e senza ovviamente essere schedato. Una location perfetta per godere dei privilegi dell’extraterritorialità senza però dover sottostare né ai controlli dello Stato italiano, né a quelli della Città del Vaticano.

 

Risolta, per usare un eufemismo, la vicenda a dir poco incresciosa del monsignore, resta da chiarire la posizione del cardinale di cui era segretario. “Possibile che non si sia mai accorto di nulla? Eppure diceva che lavoravano insieme fino a tardi”, si lascia scappare ancora un alto prelato.

 

vaticano, guardie svizzerevaticano, guardie svizzere

Si vocifera che, considerando anche l’età del porporato che ha ampiamente superato i 75 anni, ovvero l’età canonica delle dimissioni, Francesco abbia deciso di accelerarne il pensionamento anche a causa degli ultimi avvenimenti. “Aveva proposto il suo segretario per l’episcopato. Fortuna che non lo hanno nominato vescovo. Ora che cosa sarebbe successo?”, è la considerazione di un presule condivisa anche da altri confratelli. Ma qualcuno ha fermato questa nomina prima che fosse troppo tardi.

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