treno

IL VIAGGIO DELLA SPERANZA – DIMENTICATE LE SCENE DA INCUBO DELL’ASSALTO AI TRENI: SE OGGI NON RISPETTATE LE REGOLE NEMMENO CI ARRIVATE A DESTINAZIONE – DOPO AVER SUPERATO I CONTROLLI IN CUI VENGONO ACCERTATI I REQUISITI PER PARTIRE SI DEVE RISPETTARE LA DISTANZA SOCIALE E RICORDARSI CHE MASCHERINA È OBBLIGATORIA – SE C’È QUALCUNO CHE SGARRA IL CONTROLLORE PUÒ FAR FERMARE IL TRENO E…

Valentina Dardari per "www.ilgiornale.it"

trenitalia

 

Ieri 4 maggio inizia la fatidica fase 2, con tutte le sue norme e le sue incertezze. Tante. Attenzione per chi dovrà salire sui treni per raggiungere il proprio posto di lavoro.

Se si sgarra alle regole si viene invitati a scendere dal convoglio. E per regole si intendono le due principali: l’utilizzo della mascherina e la distanza di sicurezza. Come spiegato nei giorni scorsi, per proteggere naso e bocca, in mancanza di meglio, vanno bene anche foulard e sciarpe, purché di stoffa.

milano, controlli ai passeggeri in stazione centrale per le nuove norme dell'emergenza coronavirus 10

 

I controllori possono fermare il treno

Trenitalia e RFI oggi mettono in campo 12 Frecce, contro le 8 dei giorni scorsi, 6 treni Intercity e 3,800 convogli regionali, quasi il 60% di quelli previsti in periodi normali. Se i viaggiatori non rispettano le regole viene automaticamente interrotto il servizio. Senza se e senza ma. Come anche ricordato nell’ultimo punto delle raccomandazioni ai passeggeri emesse da RFI.

 

CORONAVIRUS – LA FUGA DA MILANO IN TRENO

Come sottolineato da Quotidiano.net, Trenitalia si rivolge direttamente ai controllori e al personale d’accompagnamento a bordo. Questi, qualora si dovessero trovare davanti a sovraffollamento o utenti indisciplinati, possono, una volta avvisata la catena di comando, di fermare il treno, non appena possibile. Viaggi che si prospettano quindi interminabili.

milano, controlli ai passeggeri in stazione centrale per le nuove norme dell'emergenza coronavirus 17

 

Consideriamo il fatto che in questa fase due ci vorrà molto più tempo rispetto al solito per raggiungere i luoghi che ci siamo prefissati. Anche perché già salire sul convoglio non sarà proprio veloce. Nelle stazioni più grandi è previsto anche un controllo ulteriore dovuto all’utilizzo del termoscanner. Un po’ come capita ormai da giorni in alcuni supermercati.

 

Ma una volta riusciti a salire in carrozza, avremo tutto lo spazio necessario per un viaggio lungo ma tranquillo. Si spera. Insomma, non si dovrebbero più vedere le scene di pendolari ammassati uno sull’altro che fanno quasi fatica a muoversi. Gli spostamenti devono comunque avvenire per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità . Oltre che per il rientro al proprio comune di residenza.

treni - fuga da milano per coronavirus

 

Come comportarsi

Solo il 50% dei posti a sedere potrà essere occupato e, dove sarà vietato sedersi, ci sarà un chiaro segnale rosso di divieto. Protezioni alle vie respiratorie sono obbligatorie anche durante il viaggio. Per quanto riguarda invece l’uso dei guanti ci sono ancora dei punti non chiari. O meglio, in Lombardia si devono indossare, ma in altre regioni no. Trenitalia ha risolto il problema consigliandoli sempre.

 

Come spiegato dal Mit, “ al fine di identificare tutti i passeggeri e gestire eventuali casi di presenza a bordo di sospetti o conclamati casi di positività al virus”, i documenti di viaggio saranno nominativi. Da acquistare online o attraverso app. Sulle scale mobili si dovrà occupare il gradino contrassegnato dal colore verde, meglio dimenticare invece l’uso delle ascensori. Le sale d’attesa resteranno chiuse, e quindi inaccessibili, e non si potrà nemmeno sedersi sulle panchine. Tutti in piedi e ben distanziati.

milano, controlli ai passeggeri in stazione centrale per le nuove norme dell'emergenza coronavirus 9

 

Come riportato da Tgcom24, ieri mattina alla stazione di Milano Cadorna, una delle più frequentate dai pendolari, la situazione era tranquilla. Erano presenti più giornalisti che passeggeri. Ancor meno gente a Milano Bovisa. Qualche momento di confusione si è registrato invece alla stazione di Porta Genova, anche perché sembra che inizialmente tutti i passeggeri scesi dal treno siano stati incanalati nel sottopassaggio che conduce alla metropolitana. Solo in seguito a qualche protesta sono stati aperti anche gli altri varchi.

treni - fuga da milano per coronavirustreni - fuga da milano per coronavirusmilano, controlli ai passeggeri in stazione centrale per le nuove norme dell'emergenza coronavirus 1milano, controlli ai passeggeri in stazione centrale per le nuove norme dell'emergenza coronavirus 26milano, controlli ai passeggeri in stazione centrale per le nuove norme dell'emergenza coronavirus 7milano, controlli ai passeggeri in stazione centrale per le nuove norme dell'emergenza coronavirus 3treni - fuga da milano per coronavirusmilano, controlli ai passeggeri in stazione centrale per le nuove norme dell'emergenza coronavirus 22milano, controlli ai passeggeri in stazione centrale per le nuove norme dell'emergenza coronavirus 23milano, controlli ai passeggeri in stazione centrale per le nuove norme dell'emergenza coronavirus 2milano, controlli ai passeggeri in stazione centrale per le nuove norme dell'emergenza coronavirus 21trenomilano, controlli ai passeggeri in stazione centrale per le nuove norme dell'emergenza coronavirus 20treni - fuga da milano per coronavirustreni - fuga da milano per coronavirus

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?