1- LEGA, CHIAGNE E FOTTE! LE CASSE DEL CARROCCIO SONO PIENE DI SOLDI: 237 MILIONI 2- L’IMPERO ECONOMICO DI UNO-DUE-ICTUS BOSSI NON CONTA SOLO I RIMBORSI ELETTORALI: NEL FORZIERE RIENTRANO ANCHE FINANZIAMENTI STATALI, VERSAMENTI, INVESTIMENTI, FINANZIARIE, SOCIETA' E UN PATRIMONIO IMMOBILIARE DA 29 FABBRICATI E 7 TERRENI 3- QUANDO SI DECISE L’ARRESTO PER PAPA, MOSTRÒ SORRIDENTE AI GIORNALISTI CHE STAVA VOTANDO PER IL CARCERE. QUANDO SI TRATTÒ DI SALVARE MARCO MILANESE, DIFFUSE IL SUO SECCO MALUMORE IN TRANSATLANTICO. QUANDO LA LEGA SI ASTENNE DAL CONCEDERE LA CUSTODIA CAUTELARE PER COSENTINO, SI DISSE “DISGUSTATO”: LO PREFERIVA AL GABBIO IN CONSONANZA AI GUSTI PADANI. ADESSO SI RISCOPRE GARANTISTA ED ESPRIME SOLIDARIETÀ A DAVIDE BONI: “LUI E LA LEGA NON SI TOCCANO”. QUALCUNO SALVI BOBO MARÒ

1- QUALCUNO SALVI BOBO MARÃ’
Mattia Feltri per "la Stampa" - Quando si decise l'arresto per Alfonso Papa, mostrò sorridente ai giornalisti che stava votando per il carcere. Quando si trattò di salvare Marco Milanese, diffuse il suo secco malumore in Transatlantico. Quando la Lega si astenne dal concedere la custodia cautelare per Nicola Cosentino, si disse «disgustato»: lo preferiva al gabbio in consonanza ai gusti padani. Adesso si riscopre garantista ed esprime solidarietà a Davide Boni: «Lui e la Lega non si toccano». Qualcuno salvi Bobo Marò.

2- LE CASSE DELLA LEGA SONO PIENE DI SOLDI
Franco Bechis per "Libero"

La cifra totale ammonta a 237 milioni di euro, ma anche lei non riesce a fotografare compiutamente quello che è stato ribattezzato come l'oro di Umberto Bossi. Un oro che splende alla luce del sole, a differenza di quello che sta emergendo dalla nuova clamorosa inchiesta della procura di Milano che ha portato all'indagine sul presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni. Ma oro pesante, quello che in questi anni è affluito nei forzieri della Lega Nord.

La maggiore parte viene dai rimborsi elettorali e dal finanziamento pubblico: 168.561.690 euro dalle europee del 1989 ad oggi secondo l'accurato calcolo effettuato da Paolo Bracalini nel suo libro-inchiesta da poco uscito «Partiti spa». Ma a questa somma andrebbe aggiunta la liquidità che il partito ha in cassa e che non è frutto solo di finanziamenti pubblici. Al 31 dicembre 2010, ultima data al momento disponibile, risultava di 31,6 milioni di euro. Di questi poco più di un milione era nelle casse del partito in via Bellerio e i restanti 30,6 milioni erano divisi in «depositi bancari e postali».

La formula è di rito, ma comprende come si è poi saputo qualsiasi tipo di investimento, anche quello un po' spericolato compiuto in Tanzania dal tesoriere del partito, Francesco Belsito. È lui che da qualche anno - da quando è prematuramente scomparso Maurizio Balocchi, anima finanziaria della Lega - tiene strette le chiavi della cassa di via Bellerio. Se Balocchi veniva dalla professione di amministratore di condominio, Belsito invece era un piccolo imprenditore ligure, che ha vissuto qualche disavventura con la Plastform, società di materie plastiche di cui possedeva il 43% e di cui si è chiuso il fallimento il 6 luglio 2006.

È finita invece in liquidazione volontaria un'altra impresa di cui era azionista al 22,5%, la Ser.mac di Genova specializzata in posa in opera di casseforti e infissi. La cassaforte faceva dunque parte del suo mestiere. E in quella della Lega non mancano certo i contanti.

Arrivano finanziamenti dello Stato per i rimborsi elettorali e anche per le proprie cooperative editoriali che pubblicano Radio Padania (poco meno di un milione di euro) e il quotidiano La Padania (alla coop Editoriale Nord sono arrivati circa 3,9 milioni di euro nel 2010). Oltre a questi ci sono ogni anno le quote associative dei militanti (1,2
milioni di euro) e i contributi di persone fisiche o giuridiche (in tutto qualcosa più di 10 milioni di euro nel 2010, un centinaio di milioni di euro nell'ultimo decennio). Quota rilevante in questa somma quella dei versamenti (poco meno di 5 milioni) di parte delle indennità degli eletti di ogni ordine e grado, che è quasi obbligatoria (ci sono alcune deroghe) come avveniva nel vecchio partito comunista.

Ma il tesoro della Lega è incardinato anche in sette società direttamente o
indirettamente controllate dal partito insieme al suo segretario Umberto Bossi (che di solito detiene l'uno per cento delle finanziarie capogruppo). Fra le sette ci sono le già citate due cooperative editoriali per il quotidiano di partito e per la radio di partito. Servono a diffondere il verbo leghista, ma non navigano in buonissime acque.

La radio nel 2010 aveva una perdita di poco inferiore ai 10mila euro, il quotidiano faceva figurare un modesto utile di 1.923 euro. Alcune cause risarcitorie
avviate dai dipendenti però hanno messo ko i conti e costretto a una ristrutturazione continua, poi aggravata dai tagli governativi ai contributi per l'editoria.
Sono due invece le holding che sovrintendono al piccolo impero della Lega Nord.

Una è una finanziaria di partecipazioni, la Fingroup srl, attraverso cui sono state avviate tutte le attività di questi anni, molte delle quali (da quelle turistiche a quelle finanziarie) si sono rivelate un vero e proprio disastro: L'altra finanziaria, la Pontidafin, è l'immobiliare del partito che ha la proprietà della sede nazionale di via Bellerio e quella di terreni e fabbricati soprattutto a Ponte di Legno. La Lega e le sue finanziarie hanno alla banca dati del catasto 29 fabbricati e 7 terreni.

A valore di libro sono riportati in tutto 17,8 milioni di euro, in gran parte fra le immobilizzazioni materiali della stessa Pontidafin. La Fingroup ha chiuso nell'ultimo anno alcune disavventure societarie, mettendo prima in liquidazione e poi chiudendo ad esempio la Check up srl e la Padania Viaggi srl. Restano attive la Media Padania, la Celticon e la Bicicletta Padana, attraverso cui si organizza il giro della Padania che tanto entusiasma Renzo Bossi detto il Trota.

Nessuna delle tre controllate eccelle per gestione economica, e anzi, nel 2011 (lo si vedrà dal prossimo bilancio) la Celticon, che è una società di produzione video, ha dovuto ricostituire capitale e patrimonio ormai mangiati dalle perdite. La Bicicletta Padana è ancora in rodaggio, e risulta vendere una ventina di bici verdi all'anno: costano 250 euro l'una, e il ricavo nel primo anno completo di attività è stato di appena 4.817 euro. Si farà. La Media Padania è invece una concessionaria di pubblicità. Un po' zoppicante: tre anni fa fatturava 1,2 milioni di euro. Nel 2010 era scesa già a un terzo di quella somma. Ma il mercato è così per tutti.

 

IL PATRIMONIO DELLA LEGA BOSSI E MARONI DAVIDE BONI FORMIGONI E DAVIDE BONIFrancesco BelsitoFRANCESCO BELSITO RENZO BOSSI CON UMBERTO BOSSI RENZO BOSSILa Padania 8 MarzoBOSSI E BONI

Ultimi Dagoreport

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”

peter thiel papa leone xiv

DAGOREPORT – PETER THIEL SBARCA A ROMA E PAPA LEONE RUGGISCE AL "CAVALIERE NERO" - IL PONTEFICE AVREBBE DATO MANDATO AL SEGRETARIO DI STATO VATICANO, PIETRO PAROLIN, DI COMUNICARE AI DOMENICANI DELL’ANGELICUM, DOVE SI SAREBBE DOVUTA TENERE LA TRE GIORNI DI CONFERENZE DI THIEL, DI CANCELLARE LA PRENOTAZIONE EFFETTUATA DAL MILIARDARIO-FILOSOFO DELLA TECNO-DESTRA E SUPPORTER DI JD VANCE - IERI LA PONTIFICIA UNIVERSITÀ SAN TOMMASO D’AQUINO, PER BOCCA DEL RETTORE, PADRE THOMAS JOSEPH WHITE, HA SMENTITO LA NOTIZIA DEL CONVEGNO DI THIEL - LA 'MORAL SUASION' PAPALINA HA GIÀ FUNZIONATO O DAVVERO LE CONFERENZE NON SONO MAI STATE IN PROGRAMMA ALL’ANGELICUM? – LO SCONTRO TRA LA VISIONE TECNO-CATTO-APOCALITTICA, CON IL PALLINO DELL'ANTI-CRISTO ED ECHI ESOTERICI, DEL BOSS DI PALANTIR E QUELLA ANTI-TRUMPIANA E ANTI-MAGA DEL PAPA STATUNITENSE…

donald trump vladimir putin benjamin netanyahu

DAGOREPORT – CI SONO SOLO DUE VINCITORI, AL MOMENTO, DALLA GUERRA IN IRAN, E NESSUNO DEI DUE È DONALD TRUMP: SONO VLADIMIR PUTIN E BENJAMIN NETANYAHU. IL PRESIDENTE RUSSO GODE PER IL PREZZO DEL PETROLIO CHE S’IMPENNA E PER LA RINNOVATA CENTRALITÀ (TRUMP L’HA TENUTO UN’ORA AL TELEFONO A CHIEDERGLI CONSIGLIO) – “BIBI” VELEGGIA NEI SONDAGGI IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE E, MENTRE TUTTI SONO CONCENTRATI SU TEHERAN, INVADE IL LIBANO E S’ANNETTE LA CISGIORDANIA – LA RESISTENZA IRANIANA (HA UN ESERCITO DI MARTIRI PRONTI A MORIRE PER LA CAUSA) E I PAESI DEL GOLFO SPIAZZATI…

andrea orcel banco bpm giampiero maioli brasseur banco bpm giuseppe castagna

DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO DALLA PADELLA DI UNICREDIT ALLA BRACE DI CREDIT AGRICOLE – ALTRO CHE ACCORDO: SI È CONSUMATA SOTTOTRACCIA LA ROTTURA TRA L’AD CASTAGNA E I VERTICI DELL’ISTITUTO FRANCESE, PRIMO AZIONISTA DELL’EX POPOLARE DI MILANO – IL NUMERO UNO TRANSALPINO, HUGUES BRASSEUR, CHIAMATO DA CASTAGNA IN SOCCORSO PER RIGETTARE L’ASSALTO DI ORCEL, AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER IL SUO SOSTEGNO LA CACCIATA DEL PRESIDENTE, MASSIMO TONONI, OSTILE AI SOCI FRANCESI, IN VISTA DEL RINNOVO DEL CDA. MA TONONI HA LE SPALLE COPERTE: È LEGATO AL “GRANDE VECCHIO” GIUSEPPE GUZZETTI COSÌ COME GIORGETTI, E SARÀ RICONFERMATO – COSÌ I FRANCESI, INCAZZATISSIMI, PRESENTARANNO UNA LISTA DI MINORANZA, E PUNTANO A OTTENERE FINO A SEI CONSIGLIERI, GRAZIE ALLA NUOVA “LEGGE CAPITALI” – IL TERZO INCOMODO E' UN ALTRO ANTI-AGRICOLE: DAVIDE LEONE, AZIONISTA PESANTE CON L’8,2% , CHE SI AGGREGERÀ ALLA LISTA DI ASSOGESTIONI...

massimo giletti urbano cairo fabrizio corona salvatore baiardo matteo salvini pier silvio marina berlusconi

DAGOREPORT – A FINE GIUGNO È PRONTA UNA CORONA DI SPINE PER MASSIMO GILETTI, GIUNTO ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO BIENNALE CON LA RAI - LA DECISIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI TOGLIERSI DAI PIEDI GILETTI NON È LEGATA AGLI ASCOLTI: A SPAZZARLO VIA E' LO SPAZIO CONCESSO NELLA SUA TRASMISSIONE A FABRIZIO CORONA, CHE HA MESSO NEL SUO FRULLATORE DI SCIACALLO CAMUFFATO DA ROBIN HOOD LA FAMIGLIA BERLUSCONI: “DI SIGNORINI NON MI FREGA UN CAZZO. NEL MOMENTO IN CUI RACCONTI CHE MARINA SCENDE IN POLITICA, RACCONTI ANCHE IL SISTEMA SIGNORINI” – L’IRA FUNESTA DEGLI EREDI DI PAPI SILVIO SI SAREBBE FATTA SENTIRE AI PIANI ALTI DELLA RAI ATTRAVERSO DEBORAH BERGAMINI, VICESEGRETARIA DI FORZA ITALIA, LEGATISSIMA A MARINA ED EX FIDANZATA DELL'AD RAI ROSSI – SENZA IL SALVAGENTE SALVINI, ABBANDONATO  ANCHE DAL LEGHISTA ''FACENTE FUNZIONI DI PRESIDENTE'' RAI, ANTONIO MARANO, CON LA MELONI CHE HA UNA CAUSA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA CONTRO CORONA, ORA GILETTI RISCHIA DI FINIRE AI GIARDINETTI A FAR COMPAGNIA A BARBARA D'URSO - VIDEO: FIORELLO A RADIO2 CON “FURBIZIO”

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO