ABBIAMO FATTO TUTTO 'STO CASINO PER AVERE IL VACCINO E ORA IL GOVERNO E’ DIVISO SULL'OBBLIGO? CONTE E SPERANZA SONO PER LA LIBERTÀ DI SCELTA - BURIONI: “IN ITALIA L'ATTEGGIAMENTO DELLA POPOLAZIONE, INSPIEGABILMENTE, APPARE MOLTO DIFFIDENTE”- IL PIANO: SI PARTIRÀ DA SANITARI E OSPIZI. ARCURI ALLE REGIONI: “ENTRO IL 23 LA LISTA DEGLI OSPEDALI”. PREVISTO ANCHE L' UTILIZZO DEI DRIVE IN…

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Mauro Evangelisti per “il Messaggero”

 

vaccino vaccino

La lettera, inviata ai presidenti di tutte le regioni italiane, è datata 17 novembre ed è firmata dal commissario per l' emergenza coronavirus, Domenico Arcuri. Oggetto: Raccolta informazioni per il piano di fattibilità della prima fase di somministrazione del vaccino Covid-19. Si tratta di un documento che, con una buona dose di enfasi, potremmo definire storico perché è tra i primi atti ufficiali ad affermare che ci saranno uno o più vaccini contro il coronavirus. E dice alle Regioni: entro il 23 novembre indicate la lista dei presidi ospedalieri in cui cominciare la vaccinazione.

 

Si partirà con operatori sanitari e anziani delle Rsa a gennaio. E il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, annuncia: «Le Forze armate sono a disposizione per la distribuzione del vaccino».

 

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Ieri Pfizer, che con BioNTech ha sviluppato uno dei vaccini più promettenti, ha annunciato la conclusione della fase 3 della sperimentazione e confermato una efficacia del 94 per cento, anche per gli over 65. Sempre premesso che né per questo, né per altri vaccini in dirittura d' arrivo (Moderna e Oxford-Irbm-AstraZeneca) vi è ancora la validazione delle autorità regolatorie in Europa e in Usa e dunque è giusto essere prudenti, però va registrato che anche in Italia la macchina organizzativa si è messa in moto.

 

Nella lettera di Arcuri a tutte le Regioni viene spiegato che il vaccino Pfizer, «il cui iter di validazione sembra essere il più avanzato, permetterebbe all' Italia di disporre già da fine gennaio 2021 di circa 3,4 milioni di dosi da somministrare a 1,7 milioni di persone, è necessario, pertanto, scegliere il target di cittadini a cui somministrare le prime dosi disponibili».

 

Secondo Arcuri bisogna salvaguardare ospedali e presidi residenziali per anziani. Da questi luoghi bisognerà partire, ricorrendo anche a «unità mobili». Per gli altri vaccini, invece, Arcuri prevede l' utilizzo dei canali tradizionali, a partire dai drive in.

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 Per Pfizer, il tipo di vaccino prevede la consegna in borse speciali (che contengono 5 scatole con 975 dosi ciascuna), dove possono restare al massimo 15 giorni. La conservazione invece può durare sei mesi se avviene in celle frigorifere con temperatura inferiore a -75 gradi. Una volta estratte dalle borse, infine, le dosi vanno somministrate entro sei ore. Sulla base di una procedura così complessa, Arcuri chiede alle Regioni di stilare entro il 23 novembre la lista degli ospedali, per ogni provincia, dove vaccinare almeno 2.000 persone in 15 giorni; per ogni ospedale andrà specificato quanti sono i dipendenti e la disponibilità di congelatori. Serve anche l' elenco delle Rsa, le strutture per anziani, dove vaccinare ospiti e dipendenti ricorrendo a delle unità mobili.

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Ma oggi, oltre alla necessità di mettere in moto una macchina organizzativa senza precedenti, c' è da rispondere a una domanda dai mille risvolti, anche etici, che risuona anche in altri paesi europei: la vaccinazione dovrà essere obbligatoria? Il premier Conte si è già espresso per il no, anche al Ministero della Salute per ora sono su questa stessa linea, che è stata illustrata apertamente dal consigliere di Speranza, il professor Andrea Ricciardi. Si dice: non possiamo costringere le persone a vaccinarsi, sarebbe un trattamento sanitario obbligatorio.

 

Quando il Lazio ha provato a rendere obbligatorio il vaccino anti influenzale per gli over 65 è arrivata la bocciatura del Tar. D' altra parte, il Paese è bloccato, molti ragazzi non possono frequentare la scuola, l' economia è in grande difficoltà. I sondaggi dicono che una parte consistente degli italiani non vuole vaccinarsi, dunque l' ipotesi di fermare la trasmissione del virus appare lontana anche con il vaccino.

GIUSEPPE CONTE ROBERTO SPERANZA GIUSEPPE CONTE ROBERTO SPERANZA

 

Per questo anche tra i politici c' è chi ritiene che sarebbero giuste misure straordinarie. Nel Pd l' assessore alla Salute del Lazio, Alessio D' Amato, non ha mai nascosto che il vaccino anti Covid secondo lui dovrebbe essere obbligatorio, perché c' è in gioco l' interesse del Paese. Anche Italia Viva, quando Conte disse no a questo principio, andò nella direzione opposta. E l' onorevole Ettore Rosato, coordinatore nazionale di Iv, conferma: «Noi siamo per l' obbligatorietà di un vaccino testato e sperimentato, ma con regole persuasive prima che coercitive».

 

Tra gli scienziati più attenti al rischio di un flop della vaccinazione anti Covid-19, c' è il professor Ranieri Guerra, direttore vicario dell' Organizzazione mondiale della Sanità. Il vaccino anti Covid dovrà essere obbligatorio? Guerra risponde: «Non subito. Avrebbe l' effetto contrario e rischieremmo anche di non avere abbastanza dosi. Prima servirà una forte campagna di comunicazione istituzionale, poi una copertura progressiva di gruppi a rischio o esposti e poi vediamo quale sarà la richiesta. Se saremo approvvigionati, allora si potrebbe considerare l' obbligo, ma direi la seconda metà dell' anno. Non prima».

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Il professor Roberto Burioni avverte: «In Italia l' atteggiamento della popolazione, inspiegabilmente, appare molto diffidente. Sarà indispensabile fare qualcosa». Anche in Germania su questo tema il dibattito è molto vivace tanto che il ministro della salute tedesco, Jens Spahn, ha ribadito: «Vi do la mia parola, in questa pandemia non ci sarà alcun obbligo di vaccinarsi».

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