raffaele matano anna paratore giorgia meloni

AFFARI, INTRALLAZZI E TRADIMENTI: LA FAMIGLIA DA FILM DI GIORGIA MELONI - CON LE SORELLASTRE BARBARA E SIMONA I "RAPPORTI SI SONO INTERROTTI PER RAGIONI PERSONALI”. ALL'ORIGINE DEL DISTACCO IL MATRIMONIO DI BARBARA CON L'EX COMPAGNO DELLA MADRE, IL SIGNOR RAFFAELE MATANO, CHE ERA STATO IN ALCUNE SOCIETÀ SPAGNOLE ANCHE CON IL PADRE DI GIORGIA, FRANCESCO MELONI - MERLO: “COME QUEL GENIO IMBROGLIONE DI PAPA’ MELONI SPACCIAVA HASHISH PER LIBERARSI DAI DEBITI, GIORGIA HA SPACCIATO CANDORE PER LIBERARSI DI SÉ STESSA. ORA, GRAZIE ALL'INCHIESTA DI REPUBBLICA, SAPPIAMO CHE ERA UNA STORIA DI…”

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/tana-matano-ndash-ldquo-repubblica-rdquo-ricostruisce-storia-353320.htm

 

Estratto dell'articolo di Francesco Merlo per la Repubblica

giorgia meloni

Quel che le dà spessore, Giorgia lo tiene segreto, come nei romanzi di Carolina Invernizio, come in Beautiful, come nelle telenovela sudamericane. E dunque, ricapitoliamo: ci sono le due sorelle che tutti conosciamo, Giorgia e Arianna, ma ci sono anche due altre Meloni, figlie dello stesso padre, le sorellastre Barbara e Simona.

 

Giorgia le ha nascoste agli italiani che governa, anche se Barbara Meloni sembra, non solo nelle foto, la sua copia, il suo doppio sofferto. E forse le belle rughe di Barbara raccontano a Giorgia l'altra sé stessa che, come capitò a Borges, un giorno, anche Giorgia incontrerà su una panchina.

 

Con Barbara e con la seconda sorellastra, Simona, i "rapporti si sono interrotti per ragioni personali che non ritengo di dover condividere" ha detto Giorgia al Domani. Mentre a Repubblica, Barbara, che è appunto la maggiore delle quattro, mormorando con amarezza "alle mie sorelle voglio un gran bene" ha raccontato un lessico familiare con il tocco della grazia: "tutti insieme, perché ad alcune cose mio padre ci teneva molto e non potevi mancare".

BARBARA MELONI SORELLASTRA DI GIORGIA MELONI

 

Senz'altre spiegazioni, è lecito immaginare che all'origine del distacco di Giorgia ci sia il matrimonio della sorellastra Barbara con l'ex compagno della madre, il signor Raffaele Matano, che nelle foto sembra un energico mascellone delle serie latinoamericane di Netflix, occhiali scuri e basettoni: non certo il patrigno, ma una figura che, per qualche tempo, nei primi anni del 2000, in casa Meloni somigliava a un genitore.

 

(…)

C'è, allora, un incanto nella nuova inchiesta sulla famiglia Meloni, sul pedigree di Giorgia direbbe Simenon, che è una reta fitta fitta di amore e odio, di affari e tradimenti, di politica e parenti. E finalmente si capisce quell'ostentazione del distacco dal padre, Francesco Meloni, che nella famosa autobiografia "Io sono Giorgia" è solo un groppo in gola, un nodo di stomaco di poche righe. Furono i giornali spagnoli a raccontarlo al timone della barca "cavallo pazzo" imbottita di hashish , e poi le Canarie come rifugio, i soldi facili, la condanna a nove anni e la violenza della malattia che in carcere l'ha ucciso. "La mia storia con il padre delle mie figlie non è materia pubblica" ha detto indignata la mamma di Giorgia, Anna Paratore. Giorgia lo aveva liquidato così: "Quando è morto, qualche anno fa, la cosa mi ha lasciato indifferente, lo scrivo con dolore".

FRANCESCO MELONI PADRE DI GIORGIA MELONI

 

Un inesauribile genio-imbroglione

Ma le sorellastre di Giorgia, Barbara e Simona, e la sorella di papà Meloni, Gemma Meloni, una signora piena di dignità e di prudenza, con Repubblica hanno rovesciato l'uomo rude in poeta romantico, e la barca a vela da nascondiglio della droga è diventata un pianeta solitario e veloce, un frammento di felicità staccato dalla terra.

 

E le tante imprese, anche quelle con l'ex moglie e con quel suo nuovo compagno (ormai ex anche lui), Matano appunto, fanno di papà Meloni un inesauribile genio-imbroglione di quelli classici, affari e passioni, un piccolo Jean Paul Belmondo, la simpatica canaglia, donne, romanticismo e figli, anche due ragazzi acquisiti da una terza moglie, tutti coinvolti nelle sue avventure economiche: "mi disse che lavorava per mantenere tutte queste famiglie" ha confidato la sorella. Comprò belle case, aprì ristoranti e locali notturni, restaurò la storica villa che oggi ospita il Museo Archeologico a La Gomera.

 

raffale matano socio di francesco meloni e anna paratore

Nelle inchieste giornalistiche come questa, si possono anche seguire i sentimenti invece di perdersi nei soldi, nelle società fittizie, nelle condanne per bancarotta, affari, fatture e intrallazzi che qui vanno da Ostia sino a Panama, da Roma alle Canarie, a Palma di Majorca, a tutti quei luoghi dell'imprenditoria sudata. E' l'Altrove che, riassunto nella parola "Sudamerica", Paolo Conte aveva segnalato come sottofondo dell'anima gaglioffa dell'italiano piccolo piccolo: "Il giorno tropicale era un sudario / davanti ai grattacieli era un sipario / campa decentemente e intanto spera / di essere prossimamente milionario".

 

E si capisce che è accucciato lì il talento di Giorgia, in queste cronache dal disordine, nell'incanto dell'albero genealogico intrecciato, di una famiglia di famiglie, una famiglia plurima, radiale, che fuori dal nascondiglio potrebbe brillare di modernità. E' un bel pasticcio, insomma, di quelli che piacciono alla sinistra, con quei nonni paterni che sono pure artisti, ovviamente di sinistra: nonno Nino, l'antifascista, regista radiofonico di romanzi sceneggiati e nonna Zoe (Incrocci era il cognome), sorella maggiore di Age, lo sceneggiatore in coppia con Scarpelli, bravissima attrice caratterista e doppiatrice anche di Marilyn Monroe ("Eva contro Eva"). Nonna Zoe nel 1991 vinse il David di Donatello e pure il Nastro d'argento come migliore attrice non protagonista in Verso sera, il bel film di Francesca Archibugi.

Anna Paratore e Giorgia Meloni

 

 

(...)

 

 

E infatti Giorgia ha truccato la sua biografia con ragioni più intime, forti e drammatiche di Giuseppe Conte, che truccò il suo curriculum e gonfiò i suoi titoli.

 

E come il padre spacciava hashish per liberarsi dai debiti, Giorgia ha spacciato candore per liberarsi di sé stessa: il candore come ideologia politica, la falsa aureola della destra - "mamma, cristiana, italiana" - che ne segnò il successo elettorale. Ma ora, grazie a questa inchiesta, che avanza su Repubblica, e che dall'autobiografia è partita e quel candore ha cercato di verificare, sappiamo che c'era, al contrario, da raccontare una grande storia di vite spericolate alla Vasco Rossi, che probabilmente alla fine daranno appunto spessore e senso a Giorgia Meloni. Senza nulla togliere alla sua innocenza, che rimarrà certamente intatta, prende infatti forma la forza di carattere e la sapienza di vita che stanno segnando una leadership inaspettata.

Giorgia e Arianna Meloni

 

Io non vedo crimini finanziari e neppure grandi capitali, ma vedo la lotta testarda della piccola gente romana che teme la povertà e vive sempre al confine con l'umiliazione. C'è il grasso della vita e ci sono gli uomini malandrini del sottosuolo economico italiano e dei destini arruffati, tutti con il pensiero aristotelico: "Nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu". Forza presidente Meloni, si liberi e ci liberi.

RAFFAELE MATANO

LA TELA DI RAFFAELE MATANO

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