giuseppe conte il tempo

E ANCHE OGGI TI QUERELO DOMANI - ''IL TEMPO'' DI BECHIS APRE CON UN CONTE BELLISSIMO E PALESTRATO: ''È UN UOMO AFFASCINANTE, DAL FISICO SCULTOREO. RICORDA IL DIO GRECO APOLLO''. OVVIAMENTE È UNA PRESA PER I FONDELLI LEGATA AL MESSAGGINO DI MINACCIA INVIATO DAL PRODE CASALINO, CON PROMESSA DI CAUSA PER DIFFAMAZIONE ''A FINE MANDATO''. SOLO PERCHÉ IL QUOTIDIANO HA PARLATO DEI GUAI FISCALI DEL SUOCERO DEL PREMIER…

1. IL PREMIER CONTE MINACCIA IL TEMPO

LA PRIMA PAGINA DEL TEMPO SU GIUSEPPE CONTE

Franco Bechis per ''Il Tempo''

 

Ieri mattina mi è arrivato dal portavoce di Giuseppe Conte questo messaggio: “Il Presidente ha chiarito sin dall’inizio del suo mandato che non agirà mai contro la stampa approfittando della sua veste di Presidente del Consiglio. Ha rinunciato a iniziative di tutela giudiziaria sin quando sarà Presidente, perché non vuole approfittare di una eventuale asimmetria di posizioni. Ma quell’articolo e in particolare il titolo è gravemente diffamatorio. Quando terminerà l’incarico questa causa per diffamazione sarà la prima che farà”. Il premier ce l'aveva con Il Tempo che ieri ha pubblicato- a mia firma- una inchiesta sui bilanci delle società di cui è azionista anche la fidanzata di Conte, Olivia Paladino, e di cui è amministratore il papà, Cesare.

 

Da quei documenti si rilevava che gran parte di quelle immobiliari- una delle quali controlla l'hotel Plaza di Roma- da anni non versavano al fisco, all'Inps e agli enti locali il dovuto, sostenendo di non poterlo fare per mancanza di liquidità. Quando le cose si stavano mettendo davvero male, è arrivato un aiuto legislativo decisivo: quello del decreto fiscale emanato nell'ottobre 2018 a prima firma dello stesso presidente del Consiglio, Conte, che conteneva la cosiddetta “rottamazione ter” delle cartelle esattoriali, ribattezzata “pace fiscale” da quel governo. Abbiamo raccontato la storia di quel gruppo imprenditoriale, citando fra virgolette non opinioni nostre, ma le relazioni del revisore dei conti di ogni società allegate ai bilanci regolarmente depositati in Camera di commercio.

LA PRIMA PAGINA DEL TEMPO SU GIUSEPPE CONTE

 

Lo stesso revisore avvertiva Cesare Paladino dei rischi penali a cui sarebbe andato incontro pur aderendo alla rottamazione ter, perché le cifre evase (decine di milioni di euro) superavano ampiamente le soglie di punibilità. D'altra parte il papà della fidanzata del premier era già finito nelle maglie della magistratura penale per avere evaso circa 2 milioni di euro di tassa di soggiorno che l'Hotel Plaza aveva riscosso ma non girato come doveva alle casse del comune di Roma, e proprio il mese scorso aveva patteggiato una condanna di poco superiore a 1 anno e due mesi. L'inchiesta è stata così titolata in prima pagina: “L'evasore del popolo- Non solo l'hotel Plaza: il suocero del premier Conte da anni non pagava le tasse...”.

 

il tempo copertina sulla ristrutturazione di conte a palazzo chigi

Come ho chiarito subito al messaggio ricevuto dal portavoce di Conte, la libertà di stampa ha sempre un contrappeso nella legge, che offre il diritto di replica e se uno si ritiene offeso anche il diritto di querelare per diffamazione. Ce l'ha qualsiasi cittadino, perché non dovrebbe averlo il presidente del Consiglio? Personalmente non vedo i margini per una querela del premier su quanto scritto, essendo pura cronaca dei fatti tratta da documenti che ovviamente produrrei in qualsiasi giudizio.

 

Ma se lui ritiene diversamente (sono di parte, essendo il possibile querelato), ha diritto a presentarla. Questo non toglie nulla alla libertà di nessuno dei due. Il messaggio che mi è arrivato al contrario minaccia seriamente Il Tempo e la libertà di stampa. E secondo me offende pure la categoria dei magistrati. Sostenere come fa il premier che ci sarebbe asimmetria nel giudizio se procedesse ora, sarebbe come dire che un tribunale di Roma (davanti a cui il procedimento sarebbe incardinato per competenza territoriale) sarebbe condizionato dal potere del premier.

 

A me hanno insegnato che i magistrati applicano la legge e sono indipendenti, non prendono la parte del più potente e quindi non ho alcun timore nel sottopormi al loro giudizio sulla correttezza professionale utilizzata nel caso di cui si duole il presidente del Consiglio. Dire invece come è stato fatto: “appena smetto di essere premier sarete i primi verso cui farò causa per diffamazione” significa invece mettere in ostaggio un giornalista e una testata per non so quanti mesi o anni (il tempo che durerà l'attuale incarico di Conte).

franco bechis foto di bacco

 

Al di là di chi vi scrive che ha la pellaccia dura e in tanti anni di professione ha trovato tanti premier, ministri, industriali, finanzieri e potenti vari furiosi per un articolo scritto, questo vezzo del “vi querelerò” vorrebbe essere scelta di stile, e invece con assai poca eleganza ha l'aspetto tenebroso di una minaccia alla libertà di scrivere su questa testata da domani in avanti sulle attività del premier e del suo governo.

 

E' come dire ogni giorno: “attenti, che ho quella querela in canna”, e questo un uomo di potere non lo deve fare semplicemente perché ne abuserebbe oltre ogni accettabile misura. Mi quereli oggi, presidente, e liberi Il Tempo da questa scure sulla testa. Sono qui.

 

 

2. CONTE È UN PREMIER BELLISSIMO

Franco Bechis per ''Il Tempo'' di ieri

 

GIUSEPPE CONTE E ROCCO CASALINO IN CONFERENZA STAMPA

“Il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte è un uomo affascinante, dal fisico scultoreo. Ricorda nel viso certe statue del dio greco Apollo e nel corpo i bronzi di Riace. Veste come solo alcuni lord inglesi sanno fare, ha modi gentili e cavallereschi che ricordano altri tempi e veri gentiluomini. Ha una cultura vastissima, che non sfoggia per non umiliare gli interlocutori, e un'intelligenza vivida che inevitabilmente il più scettico degli interlocutori coglie. Parla con facilità almeno una trentina di lingue come fossero la natia. In ogni vertice internazionale cui abbia partecipato nell'ultimo anno al suo passaggio si è sentito mormorare unicamente un “Oh” di assoluta sorprendente meraviglia.

 

Talvolta le donne svengono dall'emozione scorgendolo da lontano passeggiare nella loro direzione. La regina Elisabetta di Inghilterra ne è incantata, il cancelliere Angela Merkel affascinata, qualche giorno fa la giovanissima neo premier finlandese Sanna Marin, sembrava rapita non volere lasciare più quella mano che stava stringendo per la prima volta.

GIUSEPPE CONTE E ROCCO CASALINO

 

Conte è anche il migliore politico che sia apparso sulla scena italiana dal dopoguerra: equilibrato, saggio, competente, illuminato. Profondo conoscitore delle leggi, le plasma davanti agli occhi attoniti dei colleghi durante i consigli dei ministri: è un piacere dello spirito vederle nascere così. Siccome fin dalle elementari era il primo della classe in matematica, ha una spiccata capacità nel compilare tabelle di bilancio, aggirarsi fra aliquote fiscali, limare la spesa, costruire la crescita della ricchezza nazionale del paese che ha la fortuna di averlo alla guida. Sempre sorridente, sa contagiare ogni tipo di platea con il buon umore: fine ironia, lieve sarcasmo, dosata bonomia sono frecce sempre presenti al suo arco e pronte ad essere scoccate.

GIUSEPPE CONTE E OLIVIA PALADINO

 

Come l'altro giorno quando ha strappato a tutti un sorriso facendosi fotografare a fianco di Andrea Scanzi tenendo in mano la copertina del suo ultimo libro su Matteo Salvini, “Il cazzaro verde”. Non dovremmo addentrarci, anche perché Conte è di grandissima riservatezza, ma anche la vita privata brilla di luci che un diamante non saprebbe riflettere con tanta intensità. Compagno perfetto di vita, padre ideale, spirito profondissimo, valori granitici, generosità oltre ogni convenienza personale. Mai alterato, sempre disponibile per tutti, di straordinaria umiltà e commovente dolcezza...”

OLIVIA PALADINO E GIUSEPPE CONTE

 

Chiedo scusa se mi fermo qui, come un film interrotto proprio sul più bello. Ma avrò bisogno di altre puntate per questa monumentale biografia del premierissimo a cui tutti vogliamo benissimo. Non vorrei averci messo troppo pepe, indispettendo il protagonista con il rischio di aggiungere anche questo suo disappunto alla causa che ha appena minacciato di fare a Il Tempo come prima cosa il giorno stesso che dovesse malauguratamente terminare il suo prezioso servizio al Paese da palazzo Chigi. Sto camminando sulle uova, perché so che il terreno è accidentato. Da palazzo Chigi l'altro giorno mi informavano che Conte era furioso, ieri rincaravano la dose aggiungendo che gli abbiamo causato “dolore” con i nostri titoli ed articoli. Furia e dolore: ci toccherà pagare anche i danni “sentimentali”, e potete capire quanta angoscia ci accompagnerà fino a quando non gli faremo tornare almeno un istante il sorriso.

giuseppe conte olivia paladino

 

Sono stato ironico fin qui, ma volevo dare l'idea di cosa significhi la minaccia che Conte ci ha fatto: “sarete i primi a cui farò causa appena non sarò più premier”. Potete stare tranquilli che non per questo grideremo “Lunga vita al premier”. Ma è giornali densi di articoli così che si vorrebbe avere nell'attesa della mannaia? E' questa la stampa libera che ha in mente palazzo Chigi? Io credo di no, ma si renda conto il premier che la minaccia che ci ha trasmesso l'altro giorno è in se stessa prigione della libertà di stampa.

 

E' vero che il premier gode di un potere molto grande, ed è pure vero che molti anni fa quando un presidente del Consiglio- Massimo D'Alema- annunciò querela nei confronti del vignettista Giorgio Forattini, tutti insorsero. Lo fecero perché quel potere deve avere contrappesi in un paese liberale, e fra questi c'è il diritto di critica nei suoi confronti, anche puntuto, anche irriverente, anche urticante. Sarebbe cambiato qualcosa se D'Alema come fa oggi Conte, avesse detto: “appena lascio palazzo Chigi querelerò Forattini?”.

olivia e cesare paladino

 

Sì, sarebbe cambiato in molto peggio. Perché da quel giorno stesso Forattini non sarebbe stato più libero di trattare D'Alema nelle sue vignette, e se anche lui lo fosse stato, magari avrebbe avuto un freno dentro il giornale o l'azienda editoriale per cui lavorava.

 

Come ho ripetuto in questi giorni, sostenere come Conte fa che oggi il suo potere lo metterebbe in posizione di vantaggio in un tribunale della Repubblica è offensivo verso i magistrati della cui indipendenza evidentemente dubita il capo del governo. Se si ritiene diffamato (continuo a non capire come e dove) da quanto scritto da me su Il Tempo, mi quereli subito come farebbe qualsiasi semplice cittadino e dal giorno dopo continueremmo a fare il nostro mestiere con serenità entrambi.

 

cesare olivia paladino

Ps. La prima parte di questo articolo è più o meno l'idea di libera stampa che hanno nella loro testa la maggiore parte dei leader politici. In questo Conte è sicuramente in larga compagnia.

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...