renzi conte

BUIO, CONTROBUIO E RILANCIO - L'INCONTRO TRA RENZI E FRANCESCHINI E' STATO UN GIOCO DI BLUFF PER STANARE L'ALTRO - MA IL SUCCO E' CHE NESSUNO VUOLE MOLLARE UN CAZZO - SE CONTE DOVESSE ANDARE IN PARLAMENTO PER LA RESA DEI CONTI, MATTEUCCIO PARTIREBBE CON I SILURI SUL SUO "CURRICULUM PROFESSIONALE" (IL CONCORSO UNIVERSITARIO E I RAPPORTI CON GUIDO ALPA) E FINIREBBE SULLE "LEGGI AD PERSONAM" (PRO SUOCERO) - MASTELLA AVVERTE RENZI: "I POTENZIALI 'RESPONSABILI' PER SALVARE CONTE SONO COME I VIETCONG: SPUNTANO FUORI ALL'ULTIMO MOMENTO…"

Francesco Verderami per il "Corriere della Sera"

 

GIUSEPPE CONTE MATTEO RENZI - BY GIANBOY

Solo ora si può considerare aperta la verifica di governo, perché Renzi e Franceschini si sono finalmente parlati. E chi è venuto a conoscenza del colloquio, lo descrive come una «partita di poker» tra due ex compagni di partito che non si piacciono ma riconoscono all'altro abilità politica e capacità manovriera. Così, senza perder tempo, il leader di Iv e il capodelegazione del Pd hanno giocato a carte scoperte. Il primo a farlo è stato Renzi, avvertendo l'interlocutore che è a conoscenza del tentativo di Conte di far campagna acquisti, e che se gli mancassero un paio di parlamentari per raggiungere l' obiettivo, lui sarebbe pronto a regalarglieli.

GIUSEPPE CONTE - MATTEO RENZI

 

Franceschini ha risposto che questo cadeau sarebbe in realtà una mela avvelenata, perché senza controllare le commissioni parlamentari il governo sarebbe paralizzato e dunque tanto varrebbe andare alle elezioni.

 

Insomma al bluff di Renzi, Franceschini ha replicato con un altro bluff. Almeno così l' ha inteso il leader di Iv, visto che le urne - a suo dire - consegnerebbero in un colpo solo al centrodestra il governo, la gestione del Recovery fund e il Quirinale, e non si capirebbe il motivo per cui il Pd sacrificherebbe tutto pur di difendere l' indifendibile gabinetto Conte. Esaurite le carte sul tavolo, i due sono andati al nocciolo della questione.

RENZI FRANCESCHINI

 

E appena Renzi ha accennato a una soluzione di compromesso, Franceschini ha replicato senza peli sulla lingua di non fidarsi, perché se il Pd accedesse all' idea del Conte 3 esporrebbe il fianco: a crisi aperta, infatti, basterebbe che Iv dicesse no a un reincarico del premier uscente per conquistare il banco.

 

Chissà se per trovare infine un accordo basterà usare il «franceschinellum», che è la versione aggiornata del manuale Cencelli secondo la definizione di Renzi. Per quanto sia evidente che l' incontro è stato interlocutorio, è altresì evidente che da quel momento è iniziato il countdown per il Conte 2. Il capo di Iv ha fissato come deadline il sette gennaio, dopodiché aprirà la crisi.

 

RENZI CONTE

I giorni che mancano serviranno per capire se la coalizione giallorossa troverà un' intesa, che comunque porterebbe a un nuovo governo, o se il premier tenterà di costruire una nuova maggioranza con cui fare a meno di Iv. Nonostante chiami personalmente i potenziali «responsabili», compresi alcuni renziani, per ora Conte non sembra disporre dei numeri, sebbene Mastella ricordi che «i responsabili sono come i vietcong: spuntano fuori solo all' ultimo momento».

 

Che qualcosa si stia muovendo lo s' intuisce anche da un articolo apparso sull' Huffington Post , in cui l' ex ministro berlusconiano Brunetta ha evocato la «maggioranza Ursula». Il centrodestra è in subbuglio, se possibile più diviso del centrosinistra. È bastato che la Meloni proponesse agli alleati di presentare una mozione di sfiducia contro il governo per provocare la reazione di Salvini, che ritiene la mossa «un favore a Conte».

francesco bonifazi matteo renzi

 

Formalmente l'iniziativa di FdI mira a evitare eventuali manovre al centro, ma la replica leghista è il segno che le forze di opposizione hanno un ruolo nella sfida interna alla maggioranza e sono schierate su fronti contrapposti.

 

Tutti si sono posizionati in attesa del sette gennaio. Renzi sa che l' ostacolo maggiore alla sua azione è la pandemia, e che l' opzione peggiore sarebbe ritrovarsi ancora Conte a palazzo Chigi. Ma ormai non può più ritrarsi e attende di vedere le mosse altrui. Se il premier dovesse andare in Parlamento per metterlo all' angolo, ha anticipato cosa gli direbbe in Aula: partirebbe rammentandogli «il suo curriculum professionale» e finirebbe ricordandogli «le sue leggi ad personam». Così si aprirebbe una crisi al buio.

Più buia di quanto non lo sia già ora.

 

MATTEO RENZI FRANCESCO BONIFAZImastella

 

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…