CAMPIONESSA O PARLAMENTARE? - LA VEZZALI, MEDAGLIA D’ORO DI ASSENTEISMO, SI DIFENDE: “LA MIA PARTE L’HO FATTA DA CASA” (PERCHÉ NON VOTARE DIRETTAMENTE LE LEGGI DAL SALOTTO?)

Stefano Borgonovo per "Libero"

Dice Valentina Vezzali, intercettata dalla Stampa in Ungheria poco prima di salire in pedana e far volteggiare il suo fioretto: «Non sono venuta ai Mondiali per fare presenza».Ne siamo felici. Tifiamo per lei. E notiamo che il discorso vale anche per il Parlamento italiano: neppure lì va per fare presenza. Semplicemente, non ci va. A febbraio, la campionessa è stata eletta alla Camera come capolista di Scelta Civica nelle Marche. A marzo l'abbiamo vista mentre s'avviava radiosa alla seduta inaugurale con il pancione. Il 16 maggio, ecco il lieto evento: nasce il suo secondogenito, Andrea.

Bene, poco più di ottanta giorni dopo, la Vezzali è di nuovo lì, con la lama in pugno, pronta a dar lezioni agli atleti di tutto il globo. Giù il cappello: per una donna di trentanove anni, già è un mezzo miracolo presentarsi all'appuntamento, figuriamoci dopo un parto. Dunque, dal punto di vista agonistico, onore e gloria imperituri a uno dei più grandi fenomeni dello sport azzurro. C'è però un leggerissimo problema.

Una piccola casualità, chiamiamola così. E cioè che la signora è anche una rappresentante del popolo italiano, regolarmente eletta. E quindi tenuta - oltre che a dar lustro all'Italia sulle pedane con la mascherona sul viso - a servire il Paese presentandosi in aula e schiacciando, se richiesta, qualche bottone. Per farle svolgere questa occupazione, fra l'altro, i contribuenti le versano uno stipendio non proprio trascurabile. Eppure la Vezzali sembra non preoccuparsi troppo. Nell'intervista alla Stampa spiega di essersi presa «un anno sabbatico» che «mi ha fatto bene» e di aver tuttavia «bisogno di rientrare nel mio mondo».

Cioè quello della scherma. Dice Valentina: «Ho ripreso a correre e fare scherma il 24 giugno, un mese e otto giorni dopo il parto: prima avevo fatto piscina». Ottimo, un programma eccezionale. Però uno legge le risposte della campionessa e resta un po' perplesso. Ma la politica? Il Parlamento? L'impegno civile? A un certo punto, scorrendo le dichiarazioni, arriva un lampo di speranza.

«Il problema», dice la Vezzali, «è organizzare le giornate». Subito l'incauto elettore pensa: ecco, ci siamo,ora dice che il lavoro a Montecitorio le porta via un sacco di energie, che deve allenarsi nei ritagli di tempo, che prima vengono le magnifiche sorti e progressive del Paese. Un corno. Il problema della signora è «organizzare la giornata» perché allatta. «Quindi bisogna pensare a tutto. Con Pietro (ilprimofiglio, ndr) c'è un rapporto profondo e non deve pensare che il fratellino gli levi qualcosa: al pomeriggio lo porto con me a riposare ed è venuto in Ungheria per il Mondiale, come sempre.

E con Andrea così piccolo bisogna essere elastici sugli orari: venerdì, poiché gli avevano fatto la prima vaccinazione, ho tardato ad allenarmi. Ho finito che era già buio». Guai a toccare un brava mamma, per carità. Però, mentre lei tardava ad allenarsi, a Roma si decidevano equilibri di governo, si votavano provvedimenti, incredibilmente si lavorava. Ma chi se ne importa: qui c'è un torneo mondiale da disputare.

Poi, c'è da gestire la famiglia. E qui sorge la domanda: ma in Parlamento che ci sta a fare, se è sempre occupata con i fatti propri? Dev'essere una deformazione professionale degli sportivi. Son convinti che le medaglie giustifichino ogni comportamento. Un po' come accadde a Josefa Idem, altra campionessa. Già regina della canoa, si dedicava a fare lo slalom tra i cavilli del fisco, e quando l'hanno pizzicata si è giustificata così: «Non mi sono mai occupata personalmente di queste cose. Perché stavo in canoa ». Gìà, che vuoi che sia: uno va a pagaiare, le leggi son roba per comuni mortali. Chissà se anche la Vezzali la pensa così. A proposito della Idem, dichiara: «Non ci siamo più incrociate, perché sono stata in maternità. Come atleta e come persona, la mia stima nei suoi confronti non si è mossa di una virgola».

Già, peccato non si siano più viste. Prima la maternità, poi gli allenamenti... Chi ha tempo per passare da Roma a fare un salutino? Finalmente, dopo una pagina d'intervista in cui ci ha intrattenuto con la sua dieta e le sue tecniche d'allenamento, la parlamentare dedica un pensierino alla politica: «Non vedo l'ora di tornare al lavoro a settembre». Oh, fantastico. Magari nel frattempo è calata l'Apocalisse parlamentare, ma tant'è. Tuttavia, gli elettori possono stare tranquilli: «Ho agito a distanza», spiega la Vezzali.

«La mia parte l'ho fatta da casa». Evvai, abbiamo inventato una nuova figura: il tele-parlamentare. A questo punto, se si può lavorare da casa, non si capisce perché teniamo aperte le Camere. Gli onorevoli potrebbero starsene in salotto, votare dal bagno, parlarsi in teleconferenza mentre corrono sul tapis roulant. Di sicuro sarebbero tutti più in forma.

Comunque sia, la Vezzali a Roma ci vuol tornare. Anche se a settembre ci saranno gravi problemi da risolvere. Quali? Forse la crisi? La tenuta del governo? Le condanne di Berlusconi? Dai, siamo seri. Il guaio sarà che il maestro di scherma della nostra vive ad Avignone. «Dovrò inventarmi una soluzione», dice la campionessa, «ma voglio pensare una cosa alla volta. Intanto vado a tirare per il Mondiale». A tutto il resto penseremo poi. Tanto, che vuoi che sia.

 

VALENTINA VEZZALI E MARIO MONTILONDRA ORO NEL FIORETTO FEMMINILE ELISA DI FRANCISCA ARIANNA ERRIGO VALENTINA VEZZALI ILARIA SALVATORI jpegValentina Vezzali SCHERMA jpegLONDRA ORO NEL FIORETTO FEMMINILE ELISA DI FRANCISCA ARIANNA ERRIGO VALENTINA VEZZALI ILARIA SALVATORI jpegOLIMPIADI, ECCO L'ITALIAVALENTINA VEZZALI E FRANCESCO DANIELLObia42 valentina vezzalivalentina vezzali

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?