LA CASTA NON MOLLA – NONOSTANTE IL TETTO RENZIANO DEI 240MILA EURO I MANDARINI DI STATO CONTINUANO A INCASSARE MAXI-STIPENDI – CORTE COSTITUZIONALE E BANKITALIA SURCLASSANO I COLLEGHI STRANIERI – IDEM PER MAGISTRATI E AMBASCIATORI

Angelo Allegri per "il Giornale"

 

ALESSANDRO 
CRISCUOLO
ALESSANDRO CRISCUOLO

Alessandro Criscuolo, da poche settimane presidente della Corte Costituzionale, ha di che essere soddisfatto. Rispetto ai suoi colleghi del resto d'Europa è una specie di nababbo. Tra ponderose sentenze e sottili valutazioni giuridiche porta a casa uno stipendio di 432mila euro l'anno. Roba da far sfigurare i poveri giudici costituzionali degli altri Paesi: il presidente del Bundesverfassungsgericht tedesco si deve accontentare di 196mila euro, quello inglese di poco più di 235mila.

 

Per non parlare dei giudici della Corte Suprema americana: qui il presidente è costretto a tirare la cinghia con l'equivalente di 189mila euro. Insomma, Criscuolo guadagna più del doppio degli omologhi di Paesi ben più ricchi dell'Italia. E non è che ai suoi colleghi vada peggio. Ognuno degli altri 13 giudici della Consulta guadagna 360mila euro l'anno. I loro corrispondenti tedeschi 160mila, quelli americani 166mila. All'estero siamo sempre a meno della metà che nella Penisola.

 

Matteo Renzi e berlusconi Matteo Renzi e berlusconi

Uno scandalo? Può darsi, ma soprattutto una regola che vale praticamente per tutte le amministrazioni pubbliche: la classe dirigente italiana avrà magari qualche cosa da imparare per quanto riguarda il funzionamento della macchina statale, ma quanto a difesa dei propri interessi economici e corporativi ha pochi rivali. Il tema è annoso e il governo ha cercato di metterci una pezza con il tanto celebrato tetto di 240mila euro per gli stipendi pubblici, corrispondenti all'indennità del Presidente della Repubblica. Ma in Italia le leggi corrono sempre il rischio di trasformarsi in grida manzoniane. E il limite ai salari sembra già un colabrodo. Dai funzionari parlamentari (vedi anche articolo alla pagina successiva) alla Banca d'Italia, chi poteva opporsi all'abbassamento degli stipendi lo ha fatto con decisione degna di miglior causa. E nella giungla dell'amministrazione italiana i privilegi rimangono una costante.

ignazio visco ignazio visco

 

Da questo punto di vista la Corte Costituzionale è un caso di scuola. La sua indipendenza è doverosamente ancorata nella Carta Fondamentale e il tetto di Renzi & C. dalle sue parti non conta. I giudici, nella loro totale autonomia, hanno deciso di tagliarsi stipendio e indennità di ben 100mila euro a partire dal primo maggio 2014. Atto meritorio. Volendo cavillare il problema era il mostruoso punto di partenza. Fino al 30 aprile il presidente della Corte guadagnava quasi 550mila euro l'anno (quasi tre volte tanto che in Germania) e i suoi colleghi seguivano a ruota. Anche dopo l'autoriduzione restano a disposizione di ogni singolo giudice una foresteria e un'auto blu. Auto e autista sono assegnati fino a un anno dopo il raggiungimento della pensione.

 

Salvatore Rossi Salvatore Rossi

Interessante il confronto con la Corte Costituzionale tedesca dove le auto blu sono in tutto due: una per il presidente e una per il vice. Gli altri magistrati si dividono un'auto di servizio. Anche così, probabilmente, si spiegano i bilanci tanto diversi tra loro: la Corte Costituzionale italiana costa ai cittadini 41 milioni di euro (a cui si aggiungono 20 milioni per le pensioni di ex giudici e dipendenti), la Corte tedesca 29 e quella inglese addirittura 13. Differenze non da poco, ma si sa, noi italiani per fare bella figura non badiamo a spese.

 

Un altro bastione impermeabile al tetto dei 240mila euro è Banca d'Italia. Qui l'indipendenza è legata all'appartenenza al Sistema europeo delle banche centrali. Anche in Europa ci sono però Governatori di serie A e Governatori di serie B. A Mario Draghi, numero uno della Banca Centrale di Francoforte, è affidata la politica monetaria e sotto molti aspetti la sopravvivenza della moneta unica. Compito impegnativo remunerato con 378mila euro l'anno, a cui si aggiungono 90mila euro di benefit vari. Sempre a Francoforte è il potentissimo Jens Weidmann, Governatore della Bundesbank, l'istituzione più amata dai tedeschi. Il suo stipendio viaggia di conseguenza: 418mila euro. Molto più modesto il salario del numero uno del Banco de España: 166mila euro l'anno.

 

Forse anche per l'imbarazzante confronto il Consiglio Superiore di Banca d'Italia sta riducendo anno dopo anno gli emolumenti dei vertici: tre anni fa il governatore guadagnava 758mila euro, poi diventati 495. Un mese fa altro taglio: 450mila euro al governatore Ignazio Visco; 400mila al direttore generale Salvatore Rossi, 315mila ai tre vicedirettori.

MINISTERO 
SALUTE
MINISTERO SALUTE

 

Resta il fatto che, Bce a parte, a superare la pattuglia tricolore è solo il Governatore britannico Mark Carney con più di un milione di euro (compresi benefit pensionistici e valore dell'affitto dell'abitazione nel centro di Londra che gli è stata assegnata). Qualche differenza a dire la verità c'è: a Carney, che era numero uno della Banca del Canada ed è stato strappato con un'offerta sonante al precedente datore di lavoro, spetta una responsabilità, quella di determinare i tassi di interesse, che i colleghi italiani non hanno più.

 

In generale per quanto riguarda il livello degli stipendi nell'amministrazione pubblica italiana vale un principio: lungo tutta la scala gerarchica si guadagna meno che all'estero. La cuccagna inizia quando si arriva ai vertici: Roberto Perotti, economista e docente alla Bocconi, sul sito lavoce.info l'ha chiamata la regola del «poco a tanti e tanto a pochi». In una serie di articoli Perotti e il suo collega Filippo Teoldi hanno passato in rassegna gli emolumenti dell'alta burocrazia. Il confronto con quanto avviene oltre le nostre frontiere è sconfortante, basta qualche esempio per rendersene conto.

MINISTERO SVILUPPO ECONOMICOMINISTERO SVILUPPO ECONOMICO

 

Scrivevano qualche mese fa i due economisti: in Italia «i ministeri della Salute e dello Sviluppo economico hanno rispettivamente 125 e 165 dirigenti di seconda fascia che guadagnano in media 110mila euro, quanto i 17 dirigenti di prima fascia del Ministero dell'Economia britannico. I 300 dirigenti apicali di Regioni e Province guadagnano 150mila euro, quanto uno dei quattro direttori generali del Ministero dell'Economia e il capo di gabinetto del ministero degli Esteri britannico. I quasi 700 dirigenti apicali del Servizio Sanitario nazionale guadagnano ben più di un dirigente di prima fascia del Ministero (in tutto, come detto, sono 17, ndr) dell'Economia britannico». E si potrebbe continuare.

 

I soldi per pagare gli alti burocrati ci sono, grazie anche al fatto che si paga poco chi sta sotto. Sempre Perotti e Teoldi hanno fatto un test e messo a confronto gli stipendi di maestre, professori di scuola superiore e vigili del Fuoco in Italia e Gran Bretagna. In tutti e tre i casi gli stipendi britannici sono molto più alti, sia in valore assoluto, sia in rapporto al Pil procapite.

 

matteo renzi koalamatteo renzi koala

Si spiega anche così il fatto che nel suo complesso la pubblica amministrazione italiana (contrariamente al luogo comune) non costi più che negli altri Paesi. Nicola Bellè, docente di management pubblico, in un recente studio condotto insieme ad altri professori della Bocconi, ha fissato a 2.717 euro la spesa per retribuzioni nell'amministrazione statale per residente. Meno della media europea, fissata a 2.736. La retribuzione dell'amministrazione pubblica incide sul Pil per il 10,6%: anche qui meno della media europea, e meno anche dell'amministrazione statale del Regno Unito (10,8%) i cui dirigenti di vertice guadagnano così poco rispetto ai loro colleghi italiani.

 

Un altro esempio di differenza tra stipendio della base e dei vertici è la magistratura. Qualche settimana fa un ponderoso rapporto del Consiglio d'Europa ha messo a confronto le retribuzioni dei magistrati del Vecchio Continente. A fine carriera gli italiani sono tra quelli che guadagnano di più (vedi anche tabella in pagina). Al secondo posto assoluto dopo i britannici se si considera lo stipendio in rapporto al salario medio del Paese. A inizio carriera, invece, non è affatto così: i giovani magistrati precipitano alla ventesima posizione della graduatoria continentale.

 

Ancora più interessante il caso dei circa 900 ambasciatori italiani. A giudicare dallo stipendio non guadagnano poi molto. Ma il più volte citato Perotti è riuscito a quantificare gli emolumenti reali dei vertici della diplomazia italiana, tenendo conto cioè delle varie indennità incassate, e a confrontarli con i diplomatici stranieri: gli italiani in servizio nelle capitali d'Europa e Nord America guadagnano in media quasi tre volte i loro colleghi tedeschi. Qualche ambasciatore ha parlato di «gogna mediatica», il Ministero ha avviato una faticosa riforma. Perotti è stato chiamato a far parte di un gruppo di lavoro costituito a Palazzo Chigi per il riordino della spesa pubblica. Auguri.

 

Ultimi Dagoreport

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...

giorgia meloni arianna ignazio la russa marina berlusconi matteo salvini roberto vannacci

DAGOREPORT – URGE UNO BRAVO PER GIORGIA MELONI: A UNA SETTIMANA DAL REFERENDUM, LA DUCETTA SI RITROVA TRAVOLTA DA BURIANE INTERNAZIONALI E MILLE FAIDE INTERNE – IL TRUMPISMO CHE BOMBARDA L'IRAN E TOGLIE LE SANZIONI ALLA RUSSIA HA DI FATTO SPACCATO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO: SALVINI, PER NON FARSI SCAVALCARE A DESTRA DA VANNACCI, VA ALLO SCONTRO TOTALE - SE TRUMP SI DIVERTE A METTERLA IN DIFFICOLTA' CON I LEADER EUROPEI, IL PARTITO E' DIVENTATO "COLTELLI D'ITALIA": IN ATTO UNA GUERRIGLIA I RAS DI ''VIA DELLA SCROFA'' (LOLLOBRIGIDA, LA RUSSA, RAMPELLI) E LA "FIAMMA MAGICA" DI FAZZOLARI E MANTOVANO - E ANCHE SE NON EMERGERÀ MAI PUBBLICAMENTE, ESISTE UNA TENSIONE LATENTE ANCHE TRA GIORGIA E ARIANNA – RISULTATO? LA STATISTA DELLA SGARBATELLA HA PERSO L’ANTICO VIGORE COATTO, E NON SA DOVE SBATTERE LA TESTA: AL COMIZIO PER IL “SÌ” AL REFERENDUM ERA MOSCIA E SENZA VERVE - SE VINCE IL "NO", L'UNICA SCONFITTA SARA' LEI E TUTTE LE QUESTIONI APERTE POTREBBERO ESPLODERE IN SUPERFICIE E TRAVOLGERLA… - VIDEO

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...