giuseppe conte luigi di maio movimento 5 stelle

CONTE? CONTA 'STO CAZZO! – OGGI STATE LONTANI DA DI MAIO, HA PIÙ VELENO IN CORPO DI UN COBRA: “CONTE CAPO DEI 5S? SI ISCRIVA AL MOVIMENTO. SAREBBE UNA GRANDE RISORSA IN PIÙ SU CUI CONTARE” – ALTRO MORSO: “RECOVERY FUND, VITTORIA DI CONTE? QUANDO VINCI UNA PARTITA IL MERITO È DI TUTTA LA SQUADRA, ANCHE DI CHI STA DIETRO LE QUINTE. CONTE SI È BATTUTO CON TUTTA LA DELEGAZIONE ITALIANA E IL CORPO DIPLOMATICO’’ – ‘’MES? CONTE HA DETTO E CONFERMATO IN QUESTE ORE CHE L'ITALIA NON NE AVRÀ BISOGNO. NON ABBIAMO MOTIVO DI DUBITARE DELLE SUE PAROLE” - ''DI MAIO PRENDE LE DISTANZE DALL'INTERPRETAZIONE CHE DAGOSPIA DÀ ALLE SUE PAROLE''

Riceviamo e pubblichiamo dallo staff di Luigi Di Maio:

 

Il ministro DI Maio prende totalmente le distanze dall'interpretazione che Dagospia dà alle sue parole, rilasciate oggi in una intervista al quotidiano La Repubblica.

 

 

Annalisa Cuzzocrea per “la Repubblica”

 

conte di maio

Ministro Luigi Di Maio, come giudica l'accordo sul Recovery Fund? 

«È un accordo che mette al centro il futuro delle giovani generazioni e non gli interessi di qualche Stato. Di questo sono davvero contento. L'Europa era davanti a un bivio e ha scelto di rispondere. Ora tocca a noi dare le dovute risposte agli italiani attraverso un piano di riforme concreto e ambizioso». 

 

Quali? Ne avete idea?

 «Bisogna cogliere l'occasione per avviare una grande modernizzazione del Paese. Il governo ha le qualità per farlo, ma soprattutto ha la credibilità. Mi creda, non si tratta di un dettaglio, e lo stesso M5S sta dando dimostrazione di grande maturità. Ci definivano populisti quando non ci capivano, poi siamo andati al governo, abbiamo contribuito in modo determinante alla nomina della presidente von der Leyen. E si ricorda quanto fui attaccato? Ecco, quella scelta oggi la rivendico». 

 

conte rutte merkel ursula

Fu attaccato, anche all'interno dei 5 stelle, per l'inversione a U. 

«Fu una scelta di campo, una scelta di responsabilità che ha premiato. Il risultato ottenuto ci dimostra che la strada intrapresa crea stabilità e offre opportunità di crescita e di rilancio». 

 

Di chi è il merito del successo a Bruxelles? 

«Quando vinci una partita il merito è di tutta la squadra, anche di chi sta dietro le quinte. Il risultato è del collettivo, rappresentato dal presidente del Consiglio Conte che ha mostrato determinazione, si è battuto con tutta la delegazione italiana e il corpo diplomatico». 

 

GILET GIALLI DI MAIO DI BATTISTA TONINELLI GRILLINI

La trattativa è stata dura anche perché parte dell'Europa non si fida di chi ha fatto riforme come Quota 100. Difende ancora quella legge? 

«Se iniziamo a bacchettarci da soli prima ancora di confrontarci sulle riforme partiamo col piede sbagliato. Intanto pensiamo ai tempi, che sono un punto determinante. Le imprese e tutto il mondo produttivo chiedono una reazione a stretto giro, la nostra economia non può reggere i tempi della burocrazia europea. E poi c'è il tema del Patto di Stabilità». 

 

È sospeso. Non pensa che dovremmo smettere di chiedere e metterci al lavoro per ripartire? 

di maio di battista

«Siamo già al lavoro per ripartire, ma è evidente a tutti che gli effetti della gravissima recessione in atto non possano essere nuovamente affrontati con le vecchie regole. Se portiamo avanti delle riforme investendo in alcuni comparti per tagliare su altri è inutile. La revisione del Patto di Stabilità o una proroga della sospensione è fondamentale». 

 

Ennesima richiesta. Ma su cosa vogliamo investire?

«Non si tratta di richieste, ma di realismo, e per quanto riguarda l'Italia se non diminuiamo il carico fiscale i consumi non ripartono. Poi vanno incentivate le attività produttive che dalla pandemia hanno subito l'impatto maggiore. E bisogna attrezzarsi sul fronte sanitario, realizzare ospedali dove non ci sono, garantire assistenza alle fasce più deboli, creare opportunità per i più giovani. Vanno protetti i posti di lavoro». 

GIUSEPPE CONTE MEME

 

Con i prestiti europei non possiamo ridurre le tasse. 

«Quando parlo di riforma fiscale mi riferisco a qualcosa che serve al Paese, al di là della trattativa europea. Quanto al Recovery, penso che bisogna mettere in piedi dei progetti su digitalizzazione ed economia sostenibile legata alle imprese per permettere alle aziende italiane di agganciare le sfide globali. Digitalizzare completamente la pubblica amministrazione, riducendo i tempi di attesa per i cittadini. E creare asset comuni insieme ad altri Paesi: se in questo momento l'industria tedesca o francese avviano una conversione di tipo energetico, l'indotto di quelle aziende - che è in Italia - deve fare lo stesso. Sarebbe interessante poter coordinare i progetti da sviluppare». 

giuseppe conte meme leghista

 

Per la parte sanitaria cui ha accennato prima, basterebbe accedere al Mes, che non ha condizionalità a differenza del Recovery fund. Perché no? 

«Il presidente Conte ha detto e confermato in queste ore che l'Italia non ne avrà bisogno. Non abbiamo motivo di dubitare delle sue parole».

 

Lei ha guidato e rappresenta ancora una forza politica che nel 2015 andò ad Atene a tifare contro l'Europa. Che ha organizzato banchetti per l'uscita dall'euro. Che è stata al Parlamento europeo insieme a Farage. E' cambiata la Ue o il Movimento 5 stelle? 

«Sono passati 5 anni, il M5S è cresciuto, si è evoluto, ha imparato dagli errori. Lo trovo un percorso sano, che io stesso definii ufficialmente in occasione delle elezioni del 2018, quando sottolineai la nostra appartenenza ai valori euro-atlantici. E l'assoluta contrarietà ad uscire dall'Europa e dall'euro». 

travaglio conte

 

Quando ha lasciato la guida del M5S doveva cambiare tutto con un congresso e invece tutto si è cristallizzato con una reggenza e molte correnti. Non è arrivato il momento di decidere cosa siete? 

«A oggi c'è un capo politico reggente che ha il compito di guidare il processo e va sostenuto. Certo, da attivista quale non ho mai smesso di essere penso sia opportuno rafforzare il nostro progetto, guardarci negli occhi e fare un ulteriore passo in avanti». 

 

LUIGI DI MAIO - DAVIDE CASALEGGIO - PIETRO DETTORI

Avete già proposto di abolire il limite del secondo mandato per le sindache Appendino e Raggi. Lo abolirete anche per i parlamentari?

«Queste sono domande che deve fare a Crimi». 

 

Che ruolo ha Rousseau in un Movimento così cambiato? Nessuna delle vostre decisioni passa più di lì. 

«È una piattaforma di supporto alla realizzazione di idee e progetti, un luogo di condivisione. Per fare quel passo avanti di cui le parlavo penso sia utile guardare cosa innovare nel M5S, non colpirsi all'interno e provare a imporre la propria voce. La voce è forte quando è una. Dobbiamo costruire ponti, non muri». 

ZINGARETTI - CONTE - DI MAIO

 

Zingaretti vi ha chiamato a far parte del centrosinistra. È lo stesso progetto di Conte. Lei che pensa? 

«Penso che con il Pd si lavori bene e che il compito di ogni forza politica sia ascoltare i territori. Quando il M5S sceglierà di riorganizzarsi, raccogliendo le idee di tutti, allora avrà le idee più chiare sul suo futuro. Ora ci sono molte anime che si stanno confrontando, l'unico modo per trovare una strada è fermarci e guardarci dentro, con unità. Non si può mettere il carro davanti ai buoi». 

 

Paola Taverna ha chiesto a Conte di dare una mano. Alessandro Di Battista lo ha più volte lodato di recente. Potrebbe essere il premier il prossimo capo politico M5S?

PAOLA TAVERNA SI LAUREA

«Questo deve chiederlo a Conte, da parte mia le dico che sarei molto felice se scegliesse di iscriversi al Movimento. Sarebbe una grande risorsa in più su cui contare».

 

Ultimi Dagoreport

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!