xi jinping e vladimir putin

COSA STANNO TRAMANDO CINA E RUSSIA? - PUTIN E XI JINPING SI CONSIDERANO I VERI "KINGMAKER" DELL'AFGHANISTAN E SE NE FREGANO DELLE CONSULTAZIONI COI PAESI OCCIDENTALI. INTANTO I DUE TIPINI FINI SI STANNO COMPATTANDO ANCHE NELLA PARTITA DELL'INDO-PACIFICO - SUL FRONTE COMMERCIALE PECHINO CONTINUA AD AUMENTARE LE IMPORTAZIONI DI CARBONE DA MOSCA PER SOPPERIRE A QUELLO AUSTRALIANO - UNA PARTNERSHIP CHE ASSOMIGLIA SEMPRE DI PIÙ A UN'ALLEANZA…

Lorenzo Lamperti per "La Stampa"

 

XI JINPING E VLADIMIR PUTIN

Da una parte Quad e Aukus, dall'altra Cina e Russia. Si delineano sempre di più gli opposti «schieramenti» nelle acque dell'Indo-Pacifico. Ieri un gruppo di dieci navi da guerra di Pechino e Mosca ha attraversato lo stretto di Tsugaru, che divide Honshu, il corpo principale dell'arcipelago giapponese, e Hokkaido, l'isola più vicina al territorio continentale russo.

 

Una lingua di mare che separa il mar del Giappone e l'oceano Pacifico già utilizzata in passato da unità navali straniere, ma mai in maniera congiunta da componenti di due diverse flotte militari.

 

VLADIMIR PUTIN XI JINPING BY EDOARDO BARALDI

Il transito non ha violato le acque territoriali giapponesi, che qui si estendono per sole 3 miglia nautiche invece delle tradizionali 12. Una scelta compiuta da Tokyo dopo la Seconda Guerra Mondiale, per consentire agli Usa di trasportare armi nucleari lungo lo stretto senza violare l'impegno giapponese alla non proliferazione.

 

Anche per questo, dopo il lancio del missile ipersonico da parte di Pechino, la mossa delle marine di Cina e Russia manda un altro messaggio simbolico a Washington e ai partner regionali, sottolineando una comunione di intenti strategica che mancava invece durante la Guerra fredda.

 

Un segnale anche per il Giappone, che dall'arrivo di Joe Biden sta progressivamente abbandonando i tradizionali toni felpati per assumere una postura più assertiva nei confronti di Pechino.

 

VLADIMIR PUTIN E XI JINPING

Tokyo ha dispute territoriali irrisolte con entrambi i vicini, sulle isole Senkaku/Diaoyu nel caso della Cina e sulle isole Curili nel caso della Russia. Soprattutto nel primo caso, gli incroci pericolosi sono in aumento, tanto che il Giappone ha da poco approvato un budget difensivo da record per il 2022.

 

Fonti del ministero della Difesa giapponese citate dal «South China Morning Post» temono che il passaggio nello stretto di Tsugaru possa essere solo il primo di una serie, in una sorta di nuova normalità che Pechino sta cercando di imporre già su altri teatri, per esempio con l'estensione della cosiddetta zona grigia militare intorno a Taiwan.

 

PUTIN E XI JINPING

I rapporti tra Cina e Russia continuano a rafforzarsi, con la partnership marittima che sta sempre più accompagnando quella più tradizionale sul fronte eurasiatico. Nei giorni scorsi è stata condotta un'esercitazione militare congiunta nel mar del Giappone. Ad agosto era stato compiuto un test su larga scala nella regione autonoma cinese dello Ningxia, con diecimila truppe di terra e forze aeree.

 

Anche l'allineamento diplomatico appare di vasta portata. Nei giorni scorsi sia il ministro degli Esteri Sergej Lavrov sia Putin hanno appoggiato le rivendicazioni cinesi su Taiwan.

 

PUTIN E XI JINPING

Si sta svolgendo a Mosca un summit sull'Afghanistan alla presenza di inviati di Cina, Pakistan, Iran, India, taleban e paesi dell'Asia centrale. Ma non degli Stati Uniti, che saltano anche l'appuntamento della "troika" allargata con Mosca, Pechino e Islamabad.

 

Dopo l'assenza di Putin e Xi Jinping al G20 straordinario sulla crisi afghana, un altro segnale che Cina e Russia si considerano i veri "kingmakers" della regione, senza bisogno di consultazioni coi paesi occidentali.

 

putin e xi jinping

Il tutto mentre sul fronte commerciale Pechino continua ad aumentare le importazioni di carbone da Mosca per sopperire a quello australiano: +43% nei primi otto mesi del 2021, già prima della crisi energetica. La partnership tra Cina e Russia assomiglia sempre di più a un'alleanza, o almeno questo è il messaggio che Xi e Putin vogliono dare.

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?