LA (CYBER) GUERRA CHE PUTIN NON PUÒ VINCERE - L'OFFENSIVA DI ANONYMOUS CONTRO LO ZAR E L'APPELLO AGLI HACKER DI TUTTO IL MONDO STANNO INDIRIZZANDO IL CONFLITTO IN UCRAINA COME LE BOMBE: GLI SMANETTONI HANNO FERMATO I TRENI RUSSI, BUCATO TELEVISIONI, BANCHE, AZIENDE DI ENERGIA E PETROLIO, PERSINO IL COLOSSO GAZPROM - I SOLDATI INFORMATICI POTREBBERO AVERE UN RUOLO ANCHE NELLA PARTITA ATOMICA: SONO STATI PUBBLICATI 40 MILA DOCUMENTI RISERVATI E ATTRIBUITI ALL'ISTITUTO DI SICUREZZA NUCLEARE DI MOSCA…

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1 - ANONYMOUS E GLI ALTRI, LA RESISTENZA IN CYBER-GUERRA

Estratto dell'articolo di Floriana Bulfon e Giuliano Foschini per “la Repubblica

 

PUTIN E GLI HACKER PUTIN E GLI HACKER

Per esempio: sono entrati nel portale della compagnia ferroviaria bielorussa e hanno fermato i treni che portavano le truppe di Putin al confine con l'Ucraina. Per farli ripartire, i macchinisti sono stati costretti a riattivare il sistema manuale in disuso ormai da anni. Ancora: hanno bucato il server della storica agenzia di stampa russa, la Tass.

 

E in conclusione di una notizia hanno aggiunto l'elenco - censurato a Mosca - delle perdite «delle Forze Armate della Federazione russa: 4300 uomini, 27 aerei, 26 elicotteri, 143 carri armati».

 

la tv russa hackerata da anonymous 1 la tv russa hackerata da anonymous 1

Nei giorni scorsi erano arrivati in televisione, prima facendo trasmettere ai canali nazionali russi gli inni nazionalisti ucraini e poi le immagini degli assalti ai civili.

 

Ogni ora si moltiplicano le notizie sulle infrastrutture "bucate": banche, aziende di energia e petrolio, persino il colosso Gazprom, al cui interno sarebbero riusciti a far scoppiare un incendio.

 

la tv russa hackerata da anonymous 3 la tv russa hackerata da anonymous 3

In questi giorni orrendi di guerra, si pronuncia spesso una parola, "cyber", alla quale, però, in molti fanno fatica a dare una collocazione. Perché detta così sembra quasi un non definito war game. In realtà di "game" non c'è proprio nulla.

 

la tv russa hackerata da anonymous 2 la tv russa hackerata da anonymous 2

Queste ore stanno infatti dimostrando come quel conflitto cominciato sulla rete, in silenzio, ormai mesi fa sia diventato cruciale quanto quello sul campo. In grado di orientare il corso delle cose e di essere letale quanto lo sono, purtroppo, le armi tradizionali.

 

la tv russa hackerata da anonymous 5 la tv russa hackerata da anonymous 5

Tanto che c'è qualcuno che si spinge a ipotizzare, addirittura, che i soldati informatici potrebbero avere un ruolo anche nella partita nucleare (ieri sono stati pubblicati 40 mila documenti riservati e attribuiti all'Istituto di Sicurezza nucleare di Mosca). Se però è chiara la portata dello scontro, meno limpidi sono gli schieramenti in campo.

 

Perché, come ha spiegato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, è vero che un attacco cyber a un paese Nato può innescare l'articolo 5 del Trattato, cioè l'intervento da parte di altri Stati membri.

 

VLADIMIR PUTIN IN VERSIONE CYBER VLADIMIR PUTIN IN VERSIONE CYBER

Ma è altrettanto vero che in questo campo, dietro la maschera è difficile essere veramente certi di chi ci sia. I primi a muoversi sono stati nelle scorse settimane gruppi vicini alla Russia.

 

Su tutti il Conti Group, storicamente amici del Cremlino. Hanno attaccato per lo più infrastrutture ucraine: banche, società energetiche. Hanno preso informazioni e compiuto qualche gesto dimostrativo.

 

Gli avversari sono, chiaramente, gli ucraini. Che dalla loro hanno i cyber attivisti bielorussi anti-Lukashenko. La vera novità è, però, l'entrata in campo dei due colossi: Anonymus e Atw (Against the West). «Questi gruppi - spiega Stefano Mele, avvocato dello studio Gianni &Origoni, tra i principali esperti italiani del settore - si muovono contro la legge.

 

Continua a leggere su:

https://www.repubblica.it/esteri/2022/02/27/news/anonymous_in_guerra_cibernetica_contro_putin_ecco_loperazione_dietro_lhackeraggio_della_tv_di_stato_russa-339534197/

 

2 - GLI ATTACCHI DI ANONYMOUS CHE METTONO IN GINOCCHIO LA RUSSIA

Chiara Baldi per www.lastampa.it

 

Lo avevano annunciato su Twitter – la loro principale piattaforma di comunicazione – lo scorso venerdì 25 febbraio, a neanche 24 ore dall’ingresso dei carri armati russi in Ucraina, mentre erano in corso i primi bombardamenti: quella alla Russia di Putin sarà (anche) una «cyberguerra».

 

la tv russa hackerata da anonymous 4 la tv russa hackerata da anonymous 4

«Anonymous – si leggeva nel tweet sul loro account seguito da oltre 7 milioni di persone – è attualmente coinvolto in operazioni contro la Federazione russa. Le nostre operazioni prendono di mira il governo russo. È inevitabile che anche il settore privato ne risentirà molto».

 

ATTACCO HACKER AI SITI DEL GOVERNO UCRAINO ATTACCO HACKER AI SITI DEL GOVERNO UCRAINO

La ragione, secondo il collettivo di hacker più famoso e battagliero al mondo, è semplice, e la spiegano loro stessi: «Mettetevi nei panni degli ucraini che vengono bombardati in questo momento. Insieme possiamo cambiare il mondo, possiamo resistere a qualsiasi cosa. È tempo che il popolo russo si unisca e dica no alla guerra di Vladimir Putin. Siamo Anonymous. Siamo una legione. Aspettaci».

 

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E la prima azione era stata colpire il sito web «della stazione di propaganda russa “Russia Today” in risposta alla brutale invasione dell'Ucraina da parte del Cremlino». Con l’unico obiettivo, dichiarato davanti al mondo intero, di far cadere Putin.

 

«Non è ora di rovesciare il tuo governo aggressivo in modo da poter vivere tutti in pace?», hanno scritto gli hacker qualche giorno fa sempre su Twitter, usando l’eloquente hashtag #UpTheRebels.

 

Per questo il collettivo si è rivolto a tutti gli altri pirati informatici: «Hacker di tutto il mondo: prendete di mira la Russia nel nome di Anonymous: fategli sapere che non perdoniamo e non dimentichiamo».

 

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Poche ore dopo il primo attacco informatico, Anonymous ha poi tirato giù anche il sito del ministero della Difesa russo e ne ha diffuso il database contenente telefoni, posta e nomi di dipendenti del Ministero (diffusione che, però, la Russia ha sempre negato).

 

Era stato poi il turno del sito web del Cremlino: «Abbiamo mandato offline i siti governativi e girato le informazioni ai cittadini russi in modo che possano essere liberi dalla macchina della censura di Putin», avevano comunicato gli hacker di Anonymous, aggiungendo di star lavorando per «garantire al meglio la connessione online del popolo ucraino». Sabato, poi, era stata la volta della piattaforma online dell'Agenzia spaziale russa (roscosmos.ru) e al sistema ferroviario rzd.ru.

 

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Domenica, poi, un nuovo attacco hacker contro un sito della rete di controllo del gas russo: il Russian Linux terminal di Nogir, nel nord dell'Ossezia. «Abbiamo cambiato i dati e alzato così tanto la pressione del gas da causare quasi un incendio. Ma così non è stato per la rapida azione di un responsabile», hanno scritto su Twitter.

 

Poi hanno reso irraggiungibili circa 300 siti internet di compagnie, banche e media statali russi, tra cui quelli dei colossi energetici Gazprom, Lukoil e Rosneft e quello dell'agenzia stampa Tass. E soprattutto il sito del ministero dell'Energia russo. «Tango down», hanno twittato, cioè «Obiettivo centrato».

 

Il video esplicativo

In un video di oltre tre minuti, poi, avevano chiarito le ragioni dell’operazione chiamata «OpRussia»: in qualità di attivisti, non rimarrà inattivo mentre le forze russe continuano ad uccidere persone innocenti che cercano di difendere la propria patria. Il messaggio è rivolto anche a tutti i soldati russi a cui viene chiesto di deporre le armi e di ritirarsi dall'Ucraina, in quanto «i crimini di Putin non devono essere anche i loro».

 

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Come collettivo, Anonymous si propone di aiutare a fornire informazioni valide al popolo russo sulle «folli» azioni di Putin, provando anche ad aiutare le persone dell'Ucraina fornendo pacchetti di assistenza, cercando di mantenere aperti i canali di comunicazione e aiutare ad offuscare le loro comunicazioni da «occhi indiscreti».

 

Un’azione, quella di Anonymous, che vuole in qualche modo contrastare la censura russa verso le piattaforme social: nei giorni scorsi Putin aveva infatti annunciato di aver bandito Facebook e poi anche Twitter.

 

Non solo Russia

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Gli attacchi informatici non si limitano alla sola nazione guidata da Putin: anche la Bielorussia, alleata della Russia, sta subendo da ore attacchi hacker dal collettivo. Il primo è stato contro le ferrovie bielorusse affermando che «tutti i servizi sono fuori uso» e resteranno «disattivati finché le forze russe non lasceranno il territorio della Bielorussia», mentre il secondo è avvenuto contro le banche del paese guidato da Aleksandr Lukashenko, fedelissimo di Putin.

 

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L'appello del governo ucraino

D'altronde, sabato 25 febbraio era arrivata la “chiamata alle armi digitali” del ministro ucraino per la trasformazione digitale, Mykhailo Fedorov, che su Twitter aveva annunciato che la stessa Ucraina sta creando un «esercito informatico» per «continuare la lotta sul cyber fronte» contro la Russia.

 

In un tweet, Fedorov aveva anche incluso un link ad una chat di Telegram dove si incoraggiano hacker ad attaccare aziende russe dell'energia e della finanza. La lista include il gigante del gas Gazprom e banche come Sberbank e VTB.

 

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