mario draghi arrivederci ragazzi

DRAGHICIDIO! IN UN LIBRO DI LUCIA ANNUNZIATA UNO STRETTO COLLABORATORE DEL PREMIER RICOSTRUISCE LA MANCATA ELEZIONE DI MARIOPIO AL COLLE – L’ASSE CONTE-SALVINI PER LA BELLONI, IL COMITATO RENZI-FRANCESCHINI PER CASINI (“QUELLO ERA IL COMMISSARIAMENTO DI DRAGHI. ERA LA VECCHIA POLITICA, LA PRIMA REPUBBLICA”), GIANNI LETTA CHE NON TOCCAVA PALLA E IL NIPOTE ENRICO: “TUTTI I NOMI CHE USCIVANO, LUI DICEVA DI SÌ” – L’USCITA DI SCENA DA PALAZZO CHIGI - "DRAGHI NON VOLEVA ESSERE LOGORATO E INTESTARSI UNA SCONFITTA SUL PNRR. I GRUPPI DIRIGENTI NON SOPPORTANO DI NON POTER GESTIRE NOMINE E POLTRONE”

Da “La Stampa”

lucia annunziata l'inquilino cover

 

Pubblichiamo un brano dell’ultimo capitolo de “L’inquilino” (Feltrinelli) di Lucia Annunziata, in cui si racconta la mancata elezione di Mario Draghi al Quirinale e la caduta del governo.

 

Chi parla fa parte del gruppo di uomini che l’allora presidente del Consiglio Draghi si era portato a Palazzo Chigi

 

***

E il caso Belloni come lo hai valutato? «Mi mancano dei pezzi. Lei è bravissima, io sono molto di parte con lei. Lo ammetto perché sono molto affezionato a Elisabetta. Penso sia tra le cinque persone migliori di questo Paese». Forse è stato un errore metterla lì? «Elisabetta Belloni al Dis è stata una delle migliori scelte del governo Draghi: Elisabetta sarà la grande riformatrice e modernizzatrice dei Servizi e risolverà uno dei nodi più complessi del sistema-Paese.

mario draghi a praga

 

Se fosse rimasta alla Farnesina, avrebbe forse dato meno pretesti ai suoi avversari per non volerla al Quirinale, ma comunque non sarebbe bastato, e al Colle lei non sarebbe ascesa: l’odio che alcuni hanno verso di lei precede il suo arrivo al Dis. Noi l’accettavamo volentieri, eh. Ma era una candidatura fragile. Forza Italia non la voleva».

 

Come viene fuori il nome? «Viene fuori sull’asse Salvini-Conte, più Conte che Salvini. Essendo questo l’ennesimo paradosso di questo personaggio incredibile. Perché quando noi togliamo Vecchione e mettiamo la Belloni, io mi ricordo le urla di Conte al telefono. Le urla».

 

sergio mattarella mario draghi

«Comunque lasciamo perdere, quella roba lì nasce male, la roba di Elisabetta è subito fragile. Poi Renzi come al solito… Renzi avrebbe voluto eleggere Casini, lui era straconvinto di eleggere Casini». Sì, e il venerdì ci vanno molto vicini.

 

«Sabato mattina fanno le riunioni per eleggerlo, quando Draghi e Mattarella si sono già parlati. C’è un momento che è divertente. Draghi torna qui sabato mattina e chiama i leader per dirgli che bisogna salvare la maggioranza, il Paese, e bisogna votare Mattarella.

 

Nel frattempo Renzi faceva le riunioni con Franceschini per votare Casini. Sono due esplorazioni simultanee. Volevano votare Casini la mattina, portava 200 voti, e lanciarlo in quella del pomeriggio. A quel punto tutto un pezzo di destra disordinata dice: “Noi mettiamo Draghi”, così fra Draghi e Casini alla fine vince Draghi.

 

Pero Draghi aveva già capito. Di quella settimana complicata, in cui noi usciamo sconfitti, la coda la gestiamo però molto bene. Perché non cadiamo nell’illusione di poter rientrare in gioco e gestiamo un’uscita ordinata, che è quella che ci consente di rimanere qua».

 

Quindi martedì Draghi era ancora in ballo, mercoledì capite che è finita. «Tra martedì e mercoledì. Già martedì sera era come se già lo sapessimo. Perché dopo due giorni Salvini non dice nulla. Mercoledì è chiaro che questa roba non sta più in piedi. Due giorni da incubo. Perché incubo? Perché vediamo che c’è un tentativo di distruggere Draghi, cioè di fare una cosa contro Draghi. Quindi iniziano due giorni pesanti da mercoledì pomeriggio».

mario draghi a praga.

 

Voi non ve lo aspettavate? «Alcune cose non le avevamo viste. Primo, l’asse Salvini-Conte, che sapevamo esistere ma non sapevamo che fosse uno degli assi prevalenti. Questo è uno. Secondo, il comitato Casini. Il comitato Casini è stato affascinante, devo dire, perché è stato l’unico barlume di politica di questa settimana.

 

Casini era il vero attacco a Draghi. E sono stati bravissimi. Mentre in Parlamento non è mai stato così forte, Casini a un certo punto è cresciuto moltissimo sui giornali, in televisione. Alla fine poteva spuntarla, e sarebbe stata una cosa contro Draghi. Quello era lo sfondamento, il commissariamento di Draghi. Era la vecchia politica, la Prima Repubblica. Insomma, tra mercoledì pomeriggio e venerdì mattina c’è il timore di prendere una sberla…».

 

DRAGHI ALL'ONU

Lui di che umore era su questo? «Cattivo. I giorni immediati sono stati brutti». Invece quando è cominciata l’uscita? «Venerdì, venerdì pomeriggio». Infatti lui venerdì andò a casa abbastanza presto. Mi pare venerdì pomeriggio. Si era capito che ci si poteva salvare. Lui è stato bravo perché non ha ceduto alla tentazione di rientrare in gioco, perché non sarebbe rientrato in gioco».

 

Avete poi fatto una riunione su questo risultato? «No, chiacchiere. Parlavamo tantissimo. Quello è stato il punto di svolta in cui ci siamo trovati. Poi vediamo se andremo avanti in questo governo bizzarro. Pero quello è stato il momento della svolta. Ci siamo sentiti tutti i giorni».

 

KISSINGER DRAGHI

Game over. Torniamo a quel momento. «A un certo punto, venerdì già in mattinata, ma fu chiarissimo il pomeriggio, abbiamo avuto la prova che Salvini non è che stava fregando noi, Salvini stava fregando se stesso. Non riusciva. Sai quando comincia a dire Cassese, Massolo, era evidente che non c’era più nessuno che dava le carte. Il mazziere aveva perso il mazzo».

 

DRAGHI SALVINI

E Letta si è comportato abbastanza bene? «Sì, si è comportato bene perché non ha mai detto no. Letta era per tutti i nomi fuorché la Casellati. Tutti. Cioè Amato, Casini, Belloni. Tutti. Cassese. Tutti. Tutti i nomi che uscivano, lui diceva di sì. A parte la Casellati. Tant’è che sulla Belloni lui è rimasto spiazzato perché a un certo punto gli si è scatenato il partito contro». Stiamo parlando di Letta Letta? «Sì. In questa partita c’è stato solo un Letta, perché all’altro Letta, Gianni, non hanno fatto toccare palla».

 

elisabetta belloni foto di bacco (4)

Sottrarre Gianni Letta al negoziato ha significato nei fatti eliminare la possibilità di costruire davvero un confronto fra parti, se non una mediazione. Il mio interlocutore non risponde direttamente. Ma risponde, non evita la questione. «Gli è stata inibita la possibilità di parlare con Berlusconi. Gianni Letta non ha parlato con Berlusconi in quei giorni ed è uscito completamente fuori dai giochi. Per Forza Italia hanno giocato Tajani e Ronzulli».

 

Silenzio. Pesa la domanda. Sul futuro. La domanda sulla fine.

 

SALVINI DRAGHI

«Io non sono ottimista, ma il voi non è ancora maturo qua. Io non ho ancora capito bene il presidente che cosa vede. Il presidente non vuole essere logorato e non vuole intestarsi una sconfitta sul Pnrr. Io sono manifestamente pessimista perché mi pare che questi signori… i gruppi dirigenti dei partiti sono convinti che quale che sia lo sviluppo della situazione, si salveranno. È la pulsione di morte freudiana, proprio quella al di là del principio di piacere, che li anima fortissimo. L’istinto. Cioè a loro non gliene frega niente del Pnrr. Loro non sopportano di non poter gestire il potere. Loro sono stati estromessi quest’anno dalla gestione del potere. L’idea di non toccare palla su Fincantieri, Invitalia, Snam ecc.».

 

Adesso comincia la stagione delle nomine… «È cominciata. A fine marzo. Li fa impazzire».

FRANCESCHINI CASINI E RENZI SE LA RIDONO

 

«Sai, dopo le elezioni ci sarà l’Eni, l’Enel, Leonardo, Poste e tante altre. Quindi sarà un problema capire quando piazzi le elezioni. Perché ammesso e non concesso che questo governo vada avanti e non si voti prima, se voti l’anno prossimo… Io sono pessimista, non vedo le condizioni affinché questi ci vengano dietro. Su certe cose non possiamo non chiudere tassativamente perché verremmo meno a degli impegni presi sul Piano. Faccio l’esempio del Pnrr, se a giugno non soddisfa gli accordi presi, invece di darti tot miliardi, te ne danno il 20 per cento in meno».

 

Ma Draghi ha davvero intenzione di lavorare ora un po’ più con il Parlamento e i leader politici?

 

«Lui secondo me è sincero in questo. Questo lo abbiamo fatto. Il governo è andato sotto sull’Ilva, ma quella è una questione parlamentare. E una questione politica».

berlusconi meloni salvini alle consultazioni GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI MEME

 

Ultimi Dagoreport

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”

peter thiel papa leone xiv

DAGOREPORT – PETER THIEL SBARCA A ROMA E PAPA LEONE RUGGISCE AL "CAVALIERE NERO" - IL PONTEFICE AVREBBE DATO MANDATO AL SEGRETARIO DI STATO VATICANO, PIETRO PAROLIN, DI COMUNICARE AI DOMENICANI DELL’ANGELICUM, DOVE SI SAREBBE DOVUTA TENERE LA TRE GIORNI DI CONFERENZE DI THIEL, DI CANCELLARE LA PRENOTAZIONE EFFETTUATA DAL MILIARDARIO-FILOSOFO DELLA TECNO-DESTRA E SUPPORTER DI JD VANCE - IERI LA PONTIFICIA UNIVERSITÀ SAN TOMMASO D’AQUINO, PER BOCCA DEL RETTORE, PADRE THOMAS JOSEPH WHITE, HA SMENTITO LA NOTIZIA DEL CONVEGNO DI THIEL - LA 'MORAL SUASION' PAPALINA HA GIÀ FUNZIONATO O DAVVERO LE CONFERENZE NON SONO MAI STATE IN PROGRAMMA ALL’ANGELICUM? – LO SCONTRO TRA LA VISIONE TECNO-CATTO-APOCALITTICA, CON IL PALLINO DELL'ANTI-CRISTO ED ECHI ESOTERICI, DEL BOSS DI PALANTIR E QUELLA ANTI-TRUMPIANA E ANTI-MAGA DEL PAPA STATUNITENSE…

donald trump vladimir putin benjamin netanyahu

DAGOREPORT – CI SONO SOLO DUE VINCITORI, AL MOMENTO, DALLA GUERRA IN IRAN, E NESSUNO DEI DUE È DONALD TRUMP: SONO VLADIMIR PUTIN E BENJAMIN NETANYAHU. IL PRESIDENTE RUSSO GODE PER IL PREZZO DEL PETROLIO CHE S’IMPENNA E PER LA RINNOVATA CENTRALITÀ (TRUMP L’HA TENUTO UN’ORA AL TELEFONO A CHIEDERGLI CONSIGLIO) – “BIBI” VELEGGIA NEI SONDAGGI IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE E, MENTRE TUTTI SONO CONCENTRATI SU TEHERAN, INVADE IL LIBANO E S’ANNETTE LA CISGIORDANIA – LA RESISTENZA IRANIANA (HA UN ESERCITO DI MARTIRI PRONTI A MORIRE PER LA CAUSA) E I PAESI DEL GOLFO SPIAZZATI…

andrea orcel banco bpm giampiero maioli brasseur banco bpm giuseppe castagna

DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO DALLA PADELLA DI UNICREDIT ALLA BRACE DI CREDIT AGRICOLE – ALTRO CHE ACCORDO: SI È CONSUMATA SOTTOTRACCIA LA ROTTURA TRA L’AD CASTAGNA E I VERTICI DELL’ISTITUTO FRANCESE, PRIMO AZIONISTA DELL’EX POPOLARE DI MILANO – IL NUMERO UNO TRANSALPINO, HUGUES BRASSEUR, CHIAMATO DA CASTAGNA IN SOCCORSO PER RIGETTARE L’ASSALTO DI ORCEL, AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER IL SUO SOSTEGNO LA CACCIATA DEL PRESIDENTE, MASSIMO TONONI, OSTILE AI SOCI FRANCESI, IN VISTA DEL RINNOVO DEL CDA. MA TONONI HA LE SPALLE COPERTE: È LEGATO AL “GRANDE VECCHIO” GIUSEPPE GUZZETTI COSÌ COME GIORGETTI, E SARÀ RICONFERMATO – COSÌ I FRANCESI, INCAZZATISSIMI, PRESENTARANNO UNA LISTA DI MINORANZA, E PUNTANO A OTTENERE FINO A SEI CONSIGLIERI, GRAZIE ALLA NUOVA “LEGGE CAPITALI” – IL TERZO INCOMODO E' UN ALTRO ANTI-AGRICOLE: DAVIDE LEONE, AZIONISTA PESANTE CON L’8,2% , CHE SI AGGREGERÀ ALLA LISTA DI ASSOGESTIONI...

massimo giletti urbano cairo fabrizio corona salvatore baiardo matteo salvini pier silvio marina berlusconi

DAGOREPORT – A FINE GIUGNO È PRONTA UNA CORONA DI SPINE PER MASSIMO GILETTI, GIUNTO ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO BIENNALE CON LA RAI - LA DECISIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI TOGLIERSI DAI PIEDI GILETTI NON È LEGATA AGLI ASCOLTI: A SPAZZARLO VIA E' LO SPAZIO CONCESSO NELLA SUA TRASMISSIONE A FABRIZIO CORONA, CHE HA MESSO NEL SUO FRULLATORE DI SCIACALLO CAMUFFATO DA ROBIN HOOD LA FAMIGLIA BERLUSCONI: “DI SIGNORINI NON MI FREGA UN CAZZO. NEL MOMENTO IN CUI RACCONTI CHE MARINA SCENDE IN POLITICA, RACCONTI ANCHE IL SISTEMA SIGNORINI” – L’IRA FUNESTA DEGLI EREDI DI PAPI SILVIO SI SAREBBE FATTA SENTIRE AI PIANI ALTI DELLA RAI ATTRAVERSO DEBORAH BERGAMINI, VICESEGRETARIA DI FORZA ITALIA, LEGATISSIMA A MARINA ED EX FIDANZATA DELL'AD RAI ROSSI – SENZA IL SALVAGENTE SALVINI, ABBANDONATO  ANCHE DAL LEGHISTA ''FACENTE FUNZIONI DI PRESIDENTE'' RAI, ANTONIO MARANO, CON LA MELONI CHE HA UNA CAUSA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA CONTRO CORONA, ORA GILETTI RISCHIA DI FINIRE AI GIARDINETTI A FAR COMPAGNIA A BARBARA D'URSO - VIDEO: FIORELLO A RADIO2 CON “FURBIZIO”

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO