UN, DUE, TRE, GRILLINO – MAI SOTTOVALUTARE LA FORZA INTERCLASSISTA DELLA TV PER PUNTARE SUL WEB – INTERNET È ESTRANEO A LARGHE FETTE DELL’ELETTORATO E IL BLOG DI GRILLO È DIVENTATO UNO STRUMENTO VERTICISTICO E INQUISITORIO

Maurizio Caverzan per “il Giornale

 

Beppe grillo a palermoBeppe grillo a palermo

Avesse un'anima, la televisione, adesso godrebbe alla grande. Quell'ingrato di Beppe Grillo; ben gli sta. Deve tutto a me, si può dire senza esagerare che l'ho inventato io, e lui cosa fa? Mi cancella, mi disconosce.

 

Mai più in televisione, non andremo mai in quei salotti servi del potere. La televisione fa male, la televisione è marcia... Se l'è voluta. Lui e la sua Rete scritta con la maiuscola. Si sa cosa dicono i proverbi cinesi: mettiti in riva al fiume e aspetta che passi il cadavere dei tuoi nemici... Ha commesso tanti errori lo Sciamano pentastellato che doveva ribaltare il Paese come un calzino, che aveva intimato «arrendetevi!» ai politici e promesso di aprire il Parlamento come una scatola di tonno.

marco travaglio marco travaglio

 

Ma il principale, quello che alla lunga l'ha logorato e che ora tanti osservatori, anche quelli più simpatetici come Marco Travaglio e Gianluigi Paragone, gli rinfacciano, è il ripudio della televisione. Strafalcione gigantesco per un uomo di comunicazione. Grave miopia sottovalutare il Quinto potere, la sua forza tranquilla e, nel tempo, vincente. Già, il tempo: altro fattore calcolato male. Secondo le previsioni di Gianroberto Casaleggio, il web avrebbe dovuto rapidissimamente sostituire il piccolo schermo. Noi abbiamo la Rete, predicava lo Sciamano. E vietava ai suoi di partecipare ai talk show per soddisfare il loro «punto G», espellendo i trasgressori come Federica Salsi e Giovanni Favia.

 

Tra le tante cose che l'ex spalla di Baudo voleva riformare c'erano il sistema di comunicazione con gli elettori e l'informazione politica. I giornalisti, i conduttori tv erano feccia. Non c'era adunata di piazza in cui i «vaffa» planetari non comportassero maltrattamenti di qualche troupe di telegiornali pubblici e privati, soprattutto pubblici.

 

Gianluigi PARAGONEGianluigi PARAGONE

Noi abbiamo il Blog. Il web è democrazia vera, pura, affidabile. Il Sesto potere era pronto a mandare in soffitta il Quinto. Salvo poi accorgersi che internet restava una tecnologia classista, estranea a larghe fette di popolazione, alla provincia profonda, agli anziani.

 

Le consultazioni interne M5S, le primarie per le candidature erano dei flop. In piena campagna per l'elezione del capo dello Stato, quando non si parlava d'altro, alle Quirinarie votarono 28mila persone. E tanto per smentire l'attendibilità della procedura, Milena Gabanelli e Gino Strada, i primi due classificati, rinunciavano lasciando campo libero a Stefano Rodotà (4.677 voti). Poco alla volta, da strumento costruttivo, il Blog diventava verticistico e inquisitorio, un bollettino d'intimidazioni del dissenso.

 

VESPA GRILLO INVERTITI TWITTER VESPA GRILLO INVERTITI TWITTER

La rubrica più letta era «Il Giornalista del giorno», inaugurata nel dicembre 2013 con Maria Novella Oppo dell' Unità , prima di una lista nera che includerà Michele Santoro, un tempo suo sponsor.

 

La nuova frontiera era la «disintermediazione», la scelta di bypassare i conduttori e parlare direttamente al popolo. Come? Con lo streaming , la divulgazione senza mediazioni degli eventi prescelti. Ma la strategia restava incerta e le situazioni più problematiche - contestazioni interne, assemblee per le epurazioni - sfuggivano alla presa diretta. Per riformare l'informazione Rai, Grillo aveva preteso la presidenza della commissione di Vigilanza, il più antico e inutile organismo di controllo della politica. Come portavoce dei gruppi parlamentari, invece, era stato scelto Rocco Casalino, un ex concorrente del «Grande Fratello», e già questo emanava un sentore di nemesi.

SELFIE A PORTA A PORTA GRILLO VESPA SELFIE A PORTA A PORTA GRILLO VESPA

 

Che divenne ancora più forte quando, dopo un timido riavvicinamento alla ripudiata «televisiùn» (intervista a Mentana), alla vigilia delle Europee sorrise in camicia bianca nel selfie con Bruno Vespa. Per poi compiere un altro dietrofront. Andare in tv «è stato un errore. La televisione non consente di approfondire, è il contrario della strategia comunicativa del M5S», si pentì in luglio. Chissà se ora, dopo la resa, tornerà a prendere a mazzate i computer come faceva nella sua prima vita, a teatro?

SELFIE A PORTA A PORTA GRILLO VESPA SELFIE A PORTA A PORTA GRILLO VESPA

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)