L’EUROPA SENZA DIFESE E BERLINO AFFILA LE ARMI: AIUTO! E’ RITORNATA LA GRANDE GERMANIA - SMOBILITANO LE TRUPPE NEI PAESI DELL’UNIONE: LA SVEZIA RESISTEREBBE A UN ATTACCO AL MASSIMO PER UNA SETTIMANA - DISATTESA DA QUASI TUTTI I GOVERNI LA RACCOMANDAZIONE DEGLI USA DI DESTINARE ALLA DIFESA ALMENO IL 2% DEL PIL (L’ITALIA E’ ALLO 0,80%) - MA LA GERMANIA INTANTO SFORNA ARMAMENTI A TUTTO SPIANO: NEL 2011 OK A ESPORTAZIONI MILITARI PER 10 MILIARDI DI EURO…

Ernesto Galli della Loggia per "Style"-Corriere della Sera

Se non sbaglio - ma sono sicuro di non sbagliare - i giornali italiani non hanno degnato della minima attenzione quanto ha dichiarato all'inizio dell'anno il capo di Stato maggiore svedese, il generale Sverker Góranson. In caso di attacco convenzionale - egli ha detto - le forze armate svedesi potrebbero difendersi al massimo per una settimana: «Dopo di che le nostre difese sarebbero talmente giunte allo stremo da non essere più in grado di opporre alcuna resistenza significativa».

È questo il risultato di un bilancio della difesa ridotto del 50 per cento negli ultimi 15 anni: riduzione che ha indotto il generale Góranson a ipotizzare che, in futuro, per mantenere un minimo di operatività le forze armate svedesi rinuncino addirittura a una delle tre armi tradizionali. Se questa è la situazione della neutrale Svezia, quella dei Paesi europei membri della Nato non appare migliore.

L'Europa in quanto tale non ha, da sola, alcuna capacità difensiva. Basti pensare che per la guerra in Mali la Francia ha dovuto chiedere all'Italia l'impiego di due grandi aerei da trasporto perché pare che non ne avesse più disponibili di propri. In pratica, tranne la Gran Bretagna e la Grecia - la quale, incredibile a dirsi, è dopo gli Stati Uniti il Paese dell'alleanza con il più alto bilancio militare - nessuno di essi ha soddisfatto la richiesta americana di destinare alla difesa almeno il due per cento del Pil: l'Italia, ad esempio, è appena allo 0,80 per cento.

Tutto ciò mentre tensioni e conflitti di ogni tipo divampano lungo un arco di crisi che va dall'Afghanistan all'Algeria lambendo il confine meridionale del nostro continente. In questo modo, tra l'altro, i nostri Paesi rischiano di compiere un ulteriore passo sulla via della deindustrializzazione, vedendo scomparire definitivamente le proprie industrie degli armamenti, e quindi divenendo sempre più tributari degli Stati Uniti.

Come sia possibile per l'Ue, stando così le cose, pensare di contare qualcosa nel mondo, di avervi una qualche influenza propria e distinta da Washington, dal momento che non ha neppure la possibilità di difendersi per una manciata di giorni, è un mistero che solo la sua evanescente responsabile degli Affari esteri, la baronessa Catherine Ashton, potrebbe cercare di spiegarci.

Anche se c'è da dire che all'interno del continente, e proprio nel settore della difesa, sta avvenendo qualcosa di assai significativo che ha un sapore d'antico: vale a dire l'ascesa della Germania. Pochi sanno che Berlino, infatti, già oggi dispone di un'industria militare che impiega circa 80 mila persone ed è la terza esportatrice mondiale di armamenti dopo gli Stati Uniti e la Russia: per la prima volta nel 2011 il governo tedesco ha dato il via libera a esportazioni militari un po' dappertutto per un valore superiore ai dieci miliardi di euro.

E poiché, come si dice, tutto si tiene, non è un caso che il ministro tedesco della Difesa Thomas de Maizière abbia dichiarato recentemente: «Siamo in grado, e in un certo senso abbiamo anche il dovere di far sentire il nostro impatto». Da un lato, dunque, un'Europa che ha rinunciato ad avere un suo strumento militare (e quindi una sua politica nei confronti del mondo), e dall'altro una Germania intenzionata, invece, ad avere in questo campo un ruolo sempre più incisivo. Per l'Unione europea (e per noi tutti) non mi sembrano buone notizie.

 

merkel-mangiaANGELA MERKEL LEGGE SMS SUL SUO TELEFONINO MERKEL ARRABBIATA jpegpentagono satObama barak

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...