FINIAMOLA CON L’ALIBI DELL’EUROPA - E’ VERO, C’È UN PAESE IN RECESSIONE (CIPRO), E CE NE SONO QUATTRO, FRA CUI ITALIA E FRANCIA, CHE SONO IN STAGNAZIONE. MA TUTTI GLI ALTRI, E SONO BEN 14 SU 19, CRESCONO A UN TASSO MEDIO DEL 2% (CON PUNTE DEL 4%), UN RITMO CHE NON È DA ECONOMIA IN CRISI

E fra i Paesi che crescono di più, ossia fra il 2 e il 4%, ci sono tutti i cosiddetti PIGS tranne noi: Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna. Forse anziché arrabbiarci perché Bruxelles non ci lascia esagerare con il deficit pubblico, faremmo meglio a chiederci come fanno tanti Paesi dell’eurozona a crescere nonostante l’Europa…. -

Condividi questo articolo


Luca Ricolfi per La Stampa

 

FARAGE DA LE SPALLE ALL'INNO FARAGE DA LE SPALLE ALL'INNO

Uno degli episodi che più mi aveva colpito, nella campagna elettorale per le elezioni del 2013, era stata una trasmissione di «Porta a Porta» nella quale Renato Brunetta e Stefano Fassina, ossia due esponenti di parti politiche opposte (Forza Italia e Pd), si erano trovati perfettamente d’accordo su un punto: l’allentamento dei vincoli europei. ??

 

banche europa stress test banche europa stress test

Il che, tradotto in soldoni, significava e significa: lasciateci fare più deficit, se no l’economia non riparte. Ora constato, tutti i santi giorni, che la stessa idea, ovvero che il patto di stabilità sia «stupido», è condivisa quasi universalmente: lo dice Renzi, lo ripetono i politici di governo e opposizione, lo pensano i sindacati, lo scrivono i giornali. ?E la teoria che sta alle spalle di questo giudizio è sempre quella: se l’economia europea non si è ancora ripresa è per la debolezza della domanda interna, e il rigore sui conti pubblici, nella misura in cui deprime la domanda, non fa che aggravare la malattia. ?

EURODEPUTATI EURODEPUTATI

 

Il che, tradotto in termini politici, significa: se l’economia non riparte la colpa è della Merkel e dei burocrati europei, che con la loro ottusa ostinazione sul rispetto delle regole bloccano la ripresa.?Questa visione del problema italiano (ed europeo) è indubbiamente suggestiva, se non altro perché alcuni pezzi del ragionamento che la sorregge stanno perfettamente in piedi. Difficile negare i sacrifici degli ultimi 7 anni. Difficile pensare che ci possa essere ripresa se non ripartono consumi e investimenti.

 

europa europa

Difficile non vedere la lentezza, e spesso l’ottusità, della macchina europea (a proposito: si è votato a maggio, e ancora non abbiamo un governo europeo nel pieno dei suoi poteri). Difficile non cogliere il feticismo di certe regole, come quella che si affida a un algoritmo matematico-statistico controverso (quello del calcolo dell’output gap) per stabilire quanti miliardi di deficit può fare un Paese.?

 

Tuttavia, detto e riconosciuto tutto questo, mi sembra che un simile modo di mettere le cose non faccia completamente i conti né con la logica, né con la realtà. ?Non fa i conti con la logica, perché il fatto che gli ultimi anni siano stati (peraltro non sempre e non ovunque) anni di rigore non implica che lasciando correre i conti pubblici le cose sarebbero andate meglio. Forse sarebbero andate ancora peggio, perché alcuni Stati sarebbero falliti e le loro economie non avrebbero più avuto accesso al credito. ?

europarlamento- europarlamento-

 

Ma non fa neppure i conti con la realtà, perché l’idea che l’Europa, o la zona euro, siano in stagnazione o addirittura in recessione è una mezza verità. Se prendiamo i tassi di crescita del Pil per abitante nel 2014-2015 (in parte noti, in parte frutto di stime), quel che colpisce non è il basso tasso di crescita europeo ma, semmai, la grandissima eterogeneità dei tassi di crescita dei vari Paesi.

 

Soffermiamoci sulla zona euro, la grande imputata. E’ vero, c’è un Paese in recessione (Cipro), e ce ne sono quattro, fra cui Italia e Francia, che sono in stagnazione (crescita prossima a zero). Ma tutti gli altri, e sono ben 14 su 19, crescono a un tasso medio del 2% (con punte del 4%), un ritmo che non è da economia in crisi, e meno che mai da economia in recessione.

 

europa europa

E fra i Paesi che crescono di più, ossia fra il 2 e il 4%, ci sono tutti i cosiddetti PIGS tranne noi: Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna.?Se questo dicono i dati, i termini del problema si spostano un pochino. Forse anziché arrabbiarci perché Bruxelles non ci lascia esagerare con il deficit pubblico, faremmo meglio a chiederci come fanno tanti Paesi dell’eurozona a crescere nonostante l’Europa, nonostante l’euro, nonostante l’ottusità dei burocrati.

 

EUROPA EUROPA

Non voglio azzardare la risposta, che presumibilmente è diversa da Paese a Paese, ma vorrei che almeno si riflettesse: dare la colpa all’Europa è troppo comodo, e sa tanto di alibi. Che l’Europa sia un disastro mi pare una tesi plausibile, ma che al disastro europeo si debba e si possa aggiungere il disastro di governi nazionali incapaci di «cambiare verso» nel loro Paese mi pare un lusso che non ci si può più permettere.?

EUROPA STRAPPATA EUROPA STRAPPATA

 

Quanto all’Europa, sono convinto anch’io che abbia un ruolo negativo. E tuttavia oserei, anche qui, avanzare un dubbio. Siamo sicuri che il massimo difetto dell’Europa sia la rigidità nella sorveglianza sui conti pubblici degli Stati nazionali??Io ne suggerirei almeno un altro, secondo me altrettanto se non più dannoso: l’ingerenza selettiva, per non dire masochistica, nelle politiche nazionali.

 

Più precisamente: la tendenza ad essere rigida là dove un atteggiamento più flessibile farebbe meno danni, e ad essere flessibile là dove una maggiore rigidità sarebbe benefica. ?Faccio due esempi, giusto per dare un’idea di quel che ho in mente. Prima della crisi l’economia irlandese cresceva più di qualsiasi altra economia avanzata (salvo quella dell’Estonia).

EURO EURO

 

La bassa tassazione sulle imprese è stata un fattore fondamentale della crescita irlandese, così come l’ostinazione del governo irlandese nel mantenere bassa tale tassazione anche durante la crisi è stato un fattore cruciale per l’uscita dell’Irlanda dalla crisi (la crescita irlandese è ora fra il 3 e il 4%).

SCIOPERO EUROPEO jpeg SCIOPERO EUROPEO jpeg

 

Ebbene, le autorità europee, anziché invitare gli altri Paesi a studiare il caso irlandese, hanno spesso esercitato pressioni sull’Irlanda per convincerla ad alzare l’aliquota del 12,5%, in passato per il timore di un mancato ripianamento dei conti pubblici, più recentemente per timore della concorrenza fiscale di un Paese capace di attirare gli investimenti stranieri.

 

SCIOPERO EUROPEO jpeg SCIOPERO EUROPEO jpeg

Qui una minore ingerenza sarebbe probabilmente benefica.?Ma c’è anche il caso opposto, in cui si rinuncia a un’ingerenza che farebbe bene al Paese che la subisce. Diverse direttive europee, più o meno recenti, impongono agli Stati nazionali cose ragionevolissime: ad esempio di pagare le imprese tempestivamente, di fare leggi comprensibili (senza indecifrabili rimandi a parole, commi ed articoli di altre leggi), di non tenere i detenuti in condizioni disumane, a partire dall’inaccettabile affollamento delle celle. Ebbene l’Italia ha violato sistematicamente tutte queste regole, e continua a farlo serenamente anche ora. Ma qui l’Europa balbetta, e al massimo ci commina qualche multa.?Come mai?

SALVATAGGIO GRECO SALVATAGGIO GRECO

 

 

 

Condividi questo articolo

politica

SIAMO NEI GUAI: IL DISGELO IN MANO AL "CAPITONE"! – SALVINI “MINACCIA” UN VIAGGIO A MOSCA PER “CONFRONTARSI CON LE ISTITUZIONI RUSSE”: “PUTIN HA APPENA PARLATO CON DRAGHI, E NE SONO STATO FELICE, SE ANDRÒ A MOSCA LO FARÒ SOLO SE UTILE. SE DEVI CHIEDERE UN "CESSATE IL FUOCO", LO CHIEDI INNANZITUTTO A CHI HA COMINCIATO IL CONFLITTO” (E LA DIPLOMAZIA MONDIALE CHE STA FACENDO, SI GRATTA I CABASISI?!) – E’ L’ENNESIMA PIROETTA SENZA SENSO: “QUALORA SI CONCRETIZZASSE, FARÒ TUTTI I PASSAGGI NECESSARI E NE PARLERÒ PRIMA DI TUTTO CON IL PRESIDENTE DRAGHI. OVVIAMENTE MI CONFRONTERÒ ANCHE CON I VERTICI DELLA LEGA” (MATTE’, MA ‘NDO VAI? METTI L’ELMETTO E ASSERRAGLIATI AL DIVANO)

LA VENDETTA DEL CREMLINO SUI CONTI CORRENTI DI INTESA E UNICREDIT - LA BANCA CENTRALE DI MOSCA HA DISPOSTO CHE AZIENDE E CITTADINI ITALIANI NON POTRANNO PRELEVARE FONDI DALLE CONTROLLATE LOCALI DI UNICREDIT E INTESA, NÉ APRIRE NUOVE CONTI. UNA DECISIONE CHE RIGUARDA ANCHE I CONTI ISTITUZIONALI DEI CONSOLATI ITALIANI, CHE NEGLI ULTIMI GIORNI SONO STATI COSTRETTI A SOSPENDERE LA CONCESSIONE DI GRAN PARTE DEI VISTI AI CITTADINI RUSSI – LA MISURA COLPISCE SOLO GLI ITALIANI E NON CITTADINI DI ALTRI PAESI…

"QUANDO SARÒ PRESIDENTE PER LA SECONDA VOLTA, MI OCCUPERÒ DI ELIMINARE IL MALE" - DONALD TRUMP, DI FATTO ANNUNCIA UNA SUA CANDIDATURA ALLE ELEZIONI DEL 2024 (ANCHE SE COMUNQUE DOVRÀ PASSARE PER LE PRIMARIE DEL PARTITO REPUBBLICANO) – IL SUO PROGRAMMA HA IL GRILLETTO PRONTO: NO AL DISARMO DEI CITTADINI E NESSUN DEFINANZIAMENTO ALLA POLIZIA – L’ATTACCO A BIDEN: “SE SIAMO IN GRADO DI INVIARE MILIARDI IN UCRAINA POSSIAMO ANCHE FARE TUTTO QUELLO CHE È NECESSARIO PER METTERE IN SICUREZZA LE SCUOLE”

SANZIONI ALLA CORATELLA: UN PO’ SI, UN PO’ NO - LO STOP ALL’IMPORTAZIONE DI PETROLIO RUSSO ESCLUDEREBBE L'OLEODOTTO “DRUZHBA”, CHE PORTA IN EUROPA 750 MILA BARILI AL GIORNO, PER ANDARE INCONTRO ALL'UNGHERIA - PRIMA DI DARE IL SUO OK ALLE SANZIONI, VIKTOR ORBAN VUOLE AVERE LA GARANZIA DI POTER METTERE LA MANO SUI FONDI “REPOWEREU” (CHE SARANNO DISTRIBUITI ATTRAVERSO IL RECOVERY PLAN), PER RICONVERTIRE LE RAFFINERIE E PER PROLUNGARE L'OLEODOTTO CHE ARRIVA DALLA CROAZIA: IL PROBLEMA È CHE IL PIANO UNGHERESE NON È STATO ANCORA APPROVATO A CAUSA DELLO SCONTRO SULLO STATO DI DIRITTO…