attilio fontana

FONTANA DI GUAI – COME MAI SE IL CONTO IN SVIZZERA NON ERA OPERATIVO DAGLI ANNI OTTANTA, COME HA DETTO LUI, DAL 2013 AL 2015 SONO ENTRATI PIÙ DI 600MILA EURO? IL SALDO ERA DI 4,7 MILIONI NEL 2013, MA DUE ANNI DOPO FONTANA NE DICHIARA 5,3 NELLA VOLUNTARY DISCLOSURE. SE FOSSERO SUOI GUADAGNI, SI CONFIGUREREBBE IL REATO DI “FALSO IN VOLUNTARY” – L’IPOTESI DIMISSIONI E LA RISPOSTA DI SALVINI: "VAI AVANTI..."

FONTANA CAMICE DI FORZA – BY BOCHICCHIO

1 – L’IPOTESI DEI PM: DA UN WHATSAPP LA RIPROVA DI UN "ACCORDO PREORDINATO" TRA IL COGNATO DEL GOVERNATORE E LA CENTRALE ACQUISTI DELLA REGIONE LOMBARDIA – TUTTE LE CONTRADDIZIONI DEL GOVERNATORE - SALVINI CHIAMA IL GOVERNATORE, CHE NELLE SCORSE ORE HA PENSATO DI LASCIARE, E PRETENDE UN CHIARIMENTO…

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/non-fu-donazione-fontana-sempre-piu-rsquo-guai-scandalo-camici-243392.htm

 

2 – LA STORIA DEI 600MILA EURO IN PIÙ SUL CONTO IN SVIZZERA DI ATTILIO FONTANA

Alessandro D’Amato per www.nextquotidiano.it

 

Ci sono 600mila euro in più nel conto svizzero di Attilio Fontana: sono entrati tra 2013 e 2015 e potrebbero servire a ritenere “curiosa” (eufemismo) l’affermazione del presidente di Regione Lombardia riguardo il conto a Lugano «non operativo dagli anni Ottanta», come ha detto lui.

 

roberto maroni attilio fontana matteo salvini

La storia dei 600mila euro in più sul conto in Svizzera di Attilio Fontana

Repubblica spiega oggi la vicenda partendo dal casus belli, ovvero il tentativo di inviare tramite bonifico 250mila euro alla ditta di Andrea Dini, nata, secondo quanto detto dal governatore, dalla necessità di fare beneficenza (al cognato) e per il suo avvocato Jacopo Pensa come “un atto di solidarietà al cognato che in forza di quella parentela aveva solo avuto danni”.

i movimenti del conto svizzero di fontana - fonte domani

 

Fontana sembra aver cercato di occultare la provenienza di quei soldi visto che, come ha scritto oggi anche il Corriere della Sera, i soldi si sarebbero mossi dal conto svizzero Ubs «a nome della fiduciaria italiana» a «un conto omnibus intestato alla fiduciaria presso la Banca Popolare di Sondrio», e da qui alla società di Dini. Senza mai che Fontana comparisse in «un trasferimento formalmente disposto da una società fiduciaria (ma di fatto da Fontana) tramite un’operazione domestica (ma di fatto proveniente da un conto estero)».

 

andrea dini attilio fontana

La dichiarazione di Fontana sul sito di Regione Lombardia

Come abbiamo già raccontato, a giugno del 2015, alla morte della madre 92enne che di professione faceva la dentista e secondo Fontana non ha mai evaso il fisco, il governatore eredita 5,3 milioni di euro, depositati nel conto svizzero protetto da due trust, basati alle Bahamas e creati dalla madre, di professione dentista, nel 1997 e nel 2005. Il che è tipico di chi non evade mai il fisco, converrete.

 

i movimenti del conto svizzero di fontana - fonte domani 1

Ereditato il denaro (insieme a immobili tra Varese e Como) Fontana approfitta dello scudo fiscale. Nel 2015 denuncia i soldi svizzeri alle Agenzie delle Entrate aderendo alla voluntary disclosure. E indicando come provenienza unica «eredità familiare». In un’intervista al Foglio racconta di aver scoperto dell’esistenza del trust soltanto alla morte dei genitori: «Escludo che mia madre sia mai stata alla Bahamas. Da quanto ne so io, i soldi sono sempre rimasti a Lugano dove ogni tanto si recavano per curarne la gestione». Eppure di quel trust lui era beneficiario, dopo essere stato, dal 1997 al 2005, anche delegato a operare sul patrimonio.

 

L’ipotesi dimissioni di Attilio Fontana e Salvini che frena ma vuole spiegazioni

«Comunque quel conto (aperto presso la Ubs Switzerland di Lugano, ndr) non era operativo da decine di anni, penso almeno dalla metà degli anni Ottanta», sostiene Fontana nell’intervista a

Repubblica.

 

Attilio Fontana

L’analisi dei flussi finanziari contenuta negli allegati della volontary disclosure però racconta altro. Nel 2010 il saldo del conto si ingrossa di 129.000 euro, nel 2011 diminuisce di mezzo milione, nel 2012 cresce di 442.000 euro, e di altri 200.000 euro nel 2013. Il documento dell’Agenzia delle Entrate si ferma a quell’anno, non va oltre. Già così ce n’è abbastanza per incuriosire i finanzieri del Nucleo di polizia valutaria, delegati alle indagini dalla procura milanese.

 

Intanto: da dove provengono i soldi (circa 800 mila euro) in entrata? E dove è andato a finire il mezzo milione uscito nel 2011? «Il presidente ribadisce di non aver mai operato su questo conto. Se variazioni ci sono state nel corso degli anni, sono dovute a performance positive o negative degli investimenti», dice Jacopo Pensa, avvocato difensore di Fontana. Che, a proposito, del bonifico da 250mila euro svelato dalla newsletter di Domani, aggiunge: «Lui non sa nulla di queste tecniche bancarie».

matteo salvini attilio fontana

 

Infine, spiega il quotidiano, il conto di Lugano si ingrossa di altri 600 mila euro circa:

 

Nel 2013 ammonta a 4,7 milioni, due anni dopo Fontana ne dichiara 5,3 nella voluntary disclosure. Da dove arriva quella somma in più? Se fossero guadagni dello stesso governatore, si configurerebbe per lui il reato di “falso in voluntary”. Al momento è solo un sospetto, non ci sono prove.

 

ATTILIO FONTANA E LA FIGLIA MARIA CRISTINA

Il Messaggero intanto scrive oggi in un articolo a firma di Emilio Pucci che nei giorni scorsi Fontana per un attimo ha pensato di lasciare, amareggiato per gli attacchi personali. Ma Salvini gli ha ripetuto nuovamente di andare avanti, di non farsi intimorire da quella che considera una vera e propria macchina del fango in movimento.

 

Il segretario difende il governatore lombardo a spada tratta ma – riferisce un big della Lega – ha voluto un chiarimento, un quadro ben definito per non trovarsi sui giornali nuovi particolari dell’inchiesta e conoscere tutti i risvolti giudiziari. Insomma da un lato il leader del partito di via Bellerio lo invita a resistere, dall’altro vuole spiegazioni per capire in maniera completa ogni aspetto su cui la magistratura sta indagando. Con il convincimento che il “caso camici” non porterà a nulla.

ATTILIO FONTANAattilio fontana memegiuseppe conte attilio fontana 1Attilio Fontana e Giulio Gallera mejo di Bob Behnken e Doug Hurley di Space x by lughino

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…