giorgia meloni elly schlein - 8 marzo - vignetta by macondo gender

GIORGIA E ELLY HANNO BISOGNO L’UNA DELL’ALTRA – FRANCESCO VERDERAMI: “MELONI E SCHLEIN SONO UNA COPPIA (POLITICA) DI FATTO. STANNO POLARIZZANDO IL DIBATTITO PER NON LASCIARE SPAZIO AI RISPETTIVI ALLEATI. CANNIBALIZZANO LA SCENA PER DRENARE CONSENSO DAI PARTITI LIMITROFI E RECUPERARE VOTI DAL BACINO DELL’ASTENSIONE” – “L’OBIETTIVO SONO LE EUROPEE DELL’ANNO PROSSIMO, DOVE MELONI CONTA DI CAMBIARE GLI EQUILIBRI DI MAGGIORANZA A BRUXELLES E SCHLEIN AMBISCE A UN RISULTATO CHE FACCIA DEL PD LA PRIMA FORZA DEL GRUPPO SOCIALISTA…”

Estratto dell’articolo Francesco Verderami per il “Corriere della Sera”

 

SCHLEIN MELONI

Meloni e Schlein sono una coppia (politica) di fatto. Sono alleate ma senza il desiderio dell’inciucio. Dalla loro intesa la premier e la segretaria del Pd mirano ad ottenere reciproco giovamento. Infatti si parlano. Il canale è diretto e non filtrato, come si addice a donne diffidenti per carattere. E siccome lavorano a un disegno comune (forse) non hanno avuto nemmeno il bisogno di dirselo, tanto è chiaro.

 

ELLY E GIORGIA DUELLO SULLA FEMMINILITA - TITOLO DI REPUBBLICA

Giorgia ed Elly stanno polarizzando il dibattito da avversarie per non lasciare spazio ai rispettivi alleati. Cannibalizzano la scena per fidelizzare gli elettorati già schierati, drenare consenso dai partiti limitrofi e recuperare voti dal bacino dell’astensione. Per usare un concetto ormai in disuso, si legittimano a vicenda per asfissiare le altre forze, in modo da aprire un ciclo, ognuna nel proprio campo. E i sondaggi segnalano che l’operazione sta avendo effetto.

 

L’obiettivo sono le Europee dell’anno prossimo, dove Meloni conta di cambiare gli equilibri di maggioranza a Bruxelles con un accordo tra Conservatori e Popolari, e dove Schlein ambisce a un risultato che faccia del Pd la prima forza del gruppo Socialista a Strasburgo.

 

ELLY SCHLEIN GIUSEPPE CONTE

Di quei messaggi che si susseguono da quando Giorgia si è complimentata con Elly per la conquista del Nazareno, non si sarebbe saputo nulla se la leader democratica non l’avesse fatto involontariamente capire ad un compagno di partito durante una riunione. Da allora è tutto un pissi-pissi anche a Palazzo Chigi, al punto che alcuni ministri — venuti a sapere della cosa — non sono rimasti sorpresi: «In fondo è quanto Meloni aveva già tentato insieme a Enrico Letta, solo che allora nell’altro campo non si sono realizzate le condizioni».

 

[…] È «l’attrazione fatale — come scrive Gaetano Quagliariello sulla Gazzetta del Mezzogiorno — creatasi tra due giovani leader diversamente carismatiche» e che «in quel diverbio hanno dato voce e volto al mutamento di un paradigma classico»: il ruolo dei «partiti pivot», che un tempo era affidato alle forze più centriste, ora è nelle mani delle forze «più a destra e più a sinistra».

 

matteo salvini giorgia meloni alla camera dei deputati

Infatti Schlein ha puntato sul salario minimo, strappando al Movimento Cinquestelle la bandiera che i grillini avevano sottratto al Pd. Il travaglio quotidiano di Giuseppe Conte rende visibile una preoccupazione maturata circa un mese fa, durante le primarie democratiche. Raccontano che l’ex premier abbia chiamato Francesco Boccia, suo ministro nel governo giallorosso e sostenitore di Schlein: «Allora, come va?». «Benissimo, vedrai che vinceremo». «Sarei davvero contento se succedesse». «Ma quale contento, Giuseppe...».

 

GIORGIA MELONI ELLY SCHLEIN - 8 MARZO - VIGNETTA BY MACONDO

Giorgia ed Elly sono l’una l’opposto dell’altra, anche se hanno una caratteristica che le accomuna: sotto pressione attaccano a fumare. […] Non è vero che nessuno le ha viste arrivare. Nel centrodestra Matteo Salvini si era accorto di Giorgia, ma si è mosso in ritardo. Nel Pd Dario Franceschini si era accorto di Elly e si è mosso in anticipo appoggiandone la candidatura a segretaria. «Scopro adesso che nel partito tutti volevano Schlein», ha ironizzato l’ex ministro della Cultura, durante un colloquio con un compagno dem. «Ora vediamo che succede», si è sentito rispondere: «Certo, almeno fino alle Europee dura». A fronte della gaffe, più o meno involontaria, Franceschini ha pronosticato un buon risultato nel 2024: «Vedrai, sarà un percorso positivo, alle elezioni faremo bene. E poi sbaglieremo...». […]

GIORGIA MELONI VS ELLY SCHLEIN LETTA MELONI MEME GIORGIA MELONI ENRICO LETTA - MEME BY CARLI

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…