giuseppe conte roberto speranza

IL GOVERNO CHE NON GOVERNA NIENTE - DAL MES AI QUATTRO COMMISSARI CALABRESI, CONTE È PARALIZZATO: CI FOSSE UNA CAZZO DI DECISIONE PRESA IN QUESTI MESI. DALL'ILVA AD ALITALIA, DA AUTOSTRADE AI CANTIERI SBLOCCATI PER DECRETO E INVECE RIMASTI FERMI. FINO AL RITARDO VERGOGNOSO SUL RECOVERY FUND. LA MAGGIORANZA NON SA MANCO COME CHIEDERE SOLDI GIÀ PROMESSI. LITIGA SU TUTTO E PENSA SOLO A SPARTIRSI POLTRONE. CI MANCA SOLO IL RIMPASTO CHIESTO DAL PD…

 

Mario Ajello per “il Messaggero

 

Va in tivvù e alla Candide descrive il migliore dei mondi possibili come se invece non fossimo nella palude: «Il governo sta lavorando anche su questo...». E' il mantra di Conte. La sua coperta di Linus. Il suo doping perché nulla si muova e nulla si muove. Anche fare, per poi non fare ancora, un commissario alla sanità calabrese diventa un' impresa titanica quando dovrebbe essere ordinaria amministrazione.

 

Arcuri Conte

E come se non bastasse il balletto dei 3 commissari, arrivati al quarto che doveva essere il filo-Pd Mostarda il filo s' ingarbuglia, come accade su tutto il resto, perché M5S mette bronci e veti. Come se ogni questione fosse simile, e purtroppo lo è, al Mes che è il tormentone che divide e che paralizza il governo e l' Italia nell' indecisione in cui Palazzo Chigi si trova a suo agio in quanto è la garanzia della stabilità impotente. E del tirare a campare che è sempre meglio - secondo celebre proverbio - che tirare le cuoia.

 

LA NUOVA DICOTOMIA

Il Pd sempre più nervoso preme per il rimpasto. Neppure un' emergenza epocale però smuove le acque del pantano. E dunque le scuole vanno riaperte anzi no: sì di M5S e Conte, e dubbi e tormenti di Pd o di parte di esso. L' aperturismo o il chiusurismo di tutto e su tutto - dal commercio al Natale - è la nuova dicotomia dell' improduttività del governo. Che sul Covid si confonde e si ferma tra rinvii e nottate infinite di discussioni vane e riesce soltanto a espletare gli adempimenti formali come per lo scostamento di bilancio, ma solo grazie ai mezzi assist dell' opposizione dialogante. Per il resto, agli Stati Generali di Villa Pamphili si era annunciata la ripartenza: «Saremo rapidi e fattivi su tutto».

LUCIA AZZOLINA GIUSEPPE CONTE PAOLA DE MICHELI

 

Ma le parole di fattività non sembrano tradursi praticamente, e basti pensare - esempio tra tanti - a ciò che sta accadendo intorno alla Rai: Zingaretti e Gualtieri hanno annunciato che l' ad Salini è fuori e Conte con M5S non fanno che blindarlo e così la maggiore azienda culturale italiana non sa se ha una guida oppure no, se dev' essere carne o dev' essere pesce. Ma la lista dei dossier inevasi è lunga e si allarga ogni giorno di più.

 

Diventando foriera di liti nella maggioranza e di guai per il Paese: dalla vicenda Ilva a quella di Alitalia, da quella di Autostrade (in capo a una ministra dem che come se non bastassero i grillini ha contro anche un pezzo di dem) ai cantieri sbloccati per decreto e invece per lo più rimasti fermi.

 

Perché scegliendo si può andare a picco, galleggiando invece si galleggia. Il rosario di riforme che veniva sgranato prima del Covid è lo stesso che viene ripetuto adesso con l' aggiunta della retorica della Ricostruzione - ma allora perché il Recovery Plan già pronto in altre nazioni qui si fa attendere? Perché ognuno ne vuole un pezzo e il mio non combacia con il tuo - che dovrebbe fungere da spinta e rischia di diventare niente.

ilva 1

 

L' INGORGO

E l' ingorgo dei commissari mancanti somiglia al traffico impazzito di «Roma» di Federico Fellini, dove tanto baccano di clacson serviva a riscaldare l' ambiente ma non certo a smuoverlo. Non ci sono soltanto i manager sanitari caduti e non rimpiazzati sul fronte calabrese, ma anche la trentina di commissari alle opere pubbliche che non riescono a diventare tali. Il Mit ha fornito l' elenco, il Tesoro ha segnato i costi, Palazzo Chigi deve mettere i nomi. Ma non ce la fa. Chi destinare alla Metro C? Se ne metto uno che alla Raggi non piace è un bel problema e allora: ripensiamoci poi! E chi va nominato commissario all' alta velocità, chi alle dighe, chi in altri snodi fondamentali della vita e della produttività nazionale? Palazzo Chigi annaspa, temporeggia, teme.

 

L' ira degli uni o la rabbia degli altri. Per non scontentare (se faccio quello esplode il Pd! Se faccio quest' altro, s' arrabbiano i grillini!), meglio la bonaccia. E' al palo, per fare un altro esempio, la riforma del Csm. La «visione strategica» - «Dobbiamo avere visione strategica» - è la formula contiana, se non fosse però che la legislatura sembra avvitata su se stessa e fatica a portare a casa la gestione ordinaria.

AEREO ALITALIA

 

E se Zingaretti aveva detto, all' indomani della vittoria nel referendum sul taglio del numero dei parlamentari, ora si apre la stagione delle riforme», l' orologio dev' essersi inceppato subito dopo. A dispetto del fatto che la pandemia impone accelerazioni e dovrebbe costringere a togliere la mano dai freni e la lingua dal chiacchiericcio autoreferenziale e dagli interessi delle rispettive botteghe. Utili per blindare una premiership ma non per sbloccare un Paese.

di maio zingaretti conte

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...