UN GRILLINO: TUTTO ORGANIZZATO CONTRO L’IMPRESENTABILE SCHIFANI!

Carlo Tarallo per Dagospia

Ma quali dissidenti! Ma quali traditori! E il baccano indiavolato su espulsioni e dimissioni? Se fosse un'arma di distrazione di massa? In pratica: fuffa? Chi lo sa. Quello che si sa è che un senatore napoletano del M5S, Sergio Puglia, smentisce clamorosamente le ricostruzioni di "colleghi", capigruppo e presunti leader assoluti del "non partito". Puglia infatti, con uno stile schietto e "colorito", ricostruisce dall'osservatorio privilegiato di protagonista diretto la riunione del gruppo al Senato prima della elezione a presidente di Pietro Grasso. E le sorprese non mancano.

IL SUMMIT: SCHIFANI NON DEVE PASSARE
Il summit, a dispetto delle ricostruzioni più melodrammatiche, avrebbe infatti portato alla messa a punto di una complessa strategia politica e parlamentare prestabilita nei minimi dettagli, condivisa, sottoscritta e attuata da tutti "come un sol uomo" per impedire l'elezione di Renato Schifani alla Presidenza, e infine perfettamente riuscita.

LA STRATEGIA: DIVISI IN 3 TRONCONI
Una strategia che, come racconta Puglia, sarebbe passata attraverso una certosina divisione dei compiti, con i grillini divisi in 3 tronconi: qualcuno (i senatori siciliani, alcuni campani, un no tav e altri) avrebbe votato Grasso, qualcuno "bianca" e gli altri avrebbero indicato ancora Luis Orellana, annullando di fatto la scheda, come dichiara di aver fatto lo stesso grillino partenopeo.

IL RISCHIO DI UNA SCELTA IN EXTREMIS DEI MONTIANI PER SCHIFANI
Una scelta quindi "superpoliticista" e in perfetto asse (eterogenesi dei fini o qualcosa di più?) con Pd e Sel e in netta contrapposizione con Pdl e Scelta Civica, una "autospaccatura" per il timore che i senatori montiani potessero in extremis convergere su Schifani e far saltare il banco. I senatori del M5S sapevano infatti benissimo che il Pd e Sel avevano la forza di eleggere Grasso da soli. "Bastavano 8 voti di Monti - scrive il senatore parte-nopeo e parte-grillno in un commento a un suo post su facebook - et voilà Schifani Presidente del Senato delle Repubblica".

I grillini sono intervenuti chirurgicamente: "Unanimi come un sol corpo - rivela il senatore
- siamo giunti alla conclusione che non potevamo consentire a Schifani di essere il nostro Garante". "Come fare? Scheda bianca, nulla e assenza dall'Aula per sottolineare che non ci stiamo a queste scelte. Ma attenzione a non far scattare la Presidenza a Schifani! Ciascuno in Aula aveva il suo ruolo, dovevamo realizzare l'obiettivo". Ma a questo punto c'è un problema.


La versione di Puglia (che pubblichiamo anche integralmente, per evitare accuse di tagliaecuci) fa a pugni con quella "ufficiale" che ancora ieri sera il capogruppo al Senato Vito Crimi proclamava all'Ansa: "Confermo che la linea era votare scheda bianca o nulla ieri al Senato. Poi qualcuno ha voluto votare secondo propria coscienza in favore di Pietro Grasso e non mi sento di crocifiggerlo perché so la sofferenza che ci stava dietro".
Insomma, per Puglia è stato tutto organizzato mentre Crimi la butta sul sentimentale. Chi dice il vero? Il racconto su facebook del senatore del M5S è dettagliatissimo.

IL RETROSCENA CHE SMENTISCE CRIMI
"Siamo arrivati - racconta Puglia - all'ultima votazione nella quale qualsiasi nostra decisione avrebbe influenzato l'elezione di Schifani o Grasso quale Garante del Senato della Repubblica. Il gruppo si è incontrato per consultarsi prima della votazione finale. Abbiamo avuto due ore..... Ciascuno, secondo il nostro stile, si è espresso nella piena libertà e col cuore aperto agli altri. Minuti veramente concitati, sentiti, sanguigni. Chi conosceva bene le malefatte di Schifani ce le comunicava con forza e sentimento, chi ricordava le omissioni di Grasso faceva altrettanto...."

UNANIMI COME UN SOL CORPO: "SCHIFANI? UMMAMMA!"
"Unanimi come un sol corpo - rivela il senatore grillino - siamo giunti alla conclusione che non potevamo consentire a Schifani di essere il nostro Garante. Ma dovevamo altrettanto far comprendere che l'arroganza del PD non la condividevamo, nelle votazioni precedenti avevamo indicato in modo chiaro chi era la persona più indicata per noi: Luis Alberto Orellana! È questo non lo hanno preso in considerazione. Dovevamo far capire il nostro peso in Senato. Restava il nodo Schifani Presidente del Senato.... Schifani! UmmMMaMMMMmmA!"

BIANCHE E NULLE COL BILANCINO: ALTRO CHE COSCIENZA!
"Come fare? Scheda bianca, nulla e assenza dall'Aula - conclude Puglia - per sottolineare che non ci stiamo a queste scelte. Ma attenzione a non far scattare la Presidenza a Schifani! Ciascuno in Aula aveva il suo ruolo, dovevamo realizzare l'obiettivo". Ma come! E tutte le storie sulla riunione tra dramma, lacrime e crisi mistiche? E i laceranti "altolà" di Beppuzzo, con annesse scomuniche e immediate promesse di dimissioni?

VERSO UN GOVERNO DEL "MENO PEGGIO"?
In realtà, a quanto pare, mentre alla Camera la capogruppo "dura e pura" Roberta Lombardi tiene facilmente a bada i deputati perché numericamente irrilevanti, i voti dei senatori del M5S pesano invece tantissimo, e il gruppo sembra indifferente a ogni diktat quanto consapevole della propria rilevanza politica. I Crimi Boys, oltretutto, hanno già inaugurato, anche prima delle speranze di Bersani, la logica del "meno peggio". E allora?
E allora nel caso di un "Governo del Meno Peggio" proposto dal segretario Pd, l'alternativa non sarà più tra Schifani e Grasso ma tra Berlusconi e Monti da un lato e "qualunque altra cosa" dall'altro. Ci saranno altri "casi di coscienza" con buona pace di Grillo & Casaleggio? Ah saperlo...

 

topo galileo beppe grillo francesco laudadio kvfv SERGIO PUGLIA SERGIO PUGLIA AL VOTO Beppe Grillo Grillini entrano alla Camera jpegVito Crimi jpegSERGIO PUGLIA DICHIARA IL VOTO SU FB

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)