stefano bonaccini andrea orlando enrico letta

GUARDATE LA FINE DI QUEL NAZARENO – LETTA HA LE ORE CONTATE: LE MANOVRE PER FARGLI LA FESTA IL 26 SETTEMBRE SONO GIÀ COMINCIATE – SE IL PD, COME PROBABILE, NON SARÀ IL PRIMO PARTITO, IL GIORNO DOPO IL VOTO INIZIERÀ LA CORSA VERSO IL CONGRESSO: BONACCINI È GIÀ PRONTO - ORLANDO POTREBBE FARE LO “SFIDANTE” DA SINISTRA, FRANCESCHINI IL KING-MAKER. E LETTA SE NE TORNEREBBE A PARIGI…

Laura Cesaretti per “il Giornale”

 

ENRICO LETTA

Tutto è bene quel che finisce bene, e per le principali correnti Pd è finita bene.

 

Dopo giorni bollenti di assedio strettissimo al segretario, di scontri, drammi, bracci di ferro, guerriglie collegio per collegio, rivolte dei «territori»; ieri Dario Franceschini, Andrea Orlando, Nicola Zingaretti erano assai soddisfatti.

 

Ognuno ha avuto il suo, ciascuno avrà il suo sottogruppo di riferimento e i suoi affetti nei prossimi gruppi parlamentari, e il suo pacchetto di azioni da far valere negli equilibri interni. Soddisfatto anche il ras di Puglia Michele Emiliano, che insieme all'alleato Francesco Boccia ha piazzato di riffa o di raffa tutti i propri sottopanza, a cominciare dal capo-gabinetto, e che quindi avrà voce in capitolo in un partito cui non è neppure iscritto.

 

ENRICO LETTA E MICHELE EMILIANO

Soddisfatto persino Goffredo Bettini, per la «curvatura di sinistra» impressa a liste e programma Pd e per la candidatura di Marco Furfaro (pedigree notevole, era nella lista Tsipras ma venne fregato niente meno che da quella volpe Barbara Spinelli, che si tenne il suo seggio).

 

A fare le spese di tanta allegria diffusa è l'ala riformista del Pd, gli ex renziani di Lorenzo Guerini e Luca Lotti, considerati rei di «ex renzismo» e dunque allegramente decimati dagli altri, e che in pochi ritorneranno in quei gruppi di cui avevano la maggioranza.

GIUSEPPE CONTE E GOFFREDO BETTINI ALLA CAMERA ARDENTE DI DAVID SASSOLI

 

E dire che ci aveva provato un vecchio pezzo da novanta del Pci come Ugo Sposetti a difenderli: «Se Guerini e Lotti non avessero tenuto i propri deputati e senatori nel partito, ai tempi della scissione di Renzi, il Pd sarebbe praticamente rimasto senza gruppi parlamentari, e si sarebbe potuto scordare i ruoli di governo che ha avuto».

 

silvia roggiani foto di bacco

Anche il segretario del Pd Enrico Letta si è ovviamente assicurato un pacchetto di eletti suoi, dal fido Marco Meloni (che, come regista delle liste, ha passato molte notti insonni a fronteggiare i i capibastone nazionali e locali) al brillante professor Nicita alla giovane Silvia Roggiani, fino al virologo Crisanti e all'economista Carlo Cottarelli, una delle ultime foglie di fico rimaste a coprire la decisa virata sinistrorsa, a torsione filo-grillina, imboccata inesorabilmente dal Pd, ex alfiere di Mario Draghi e del suo pragmatico riformismo.

 

ENRICO LETTA NICOLA ZINGARETTI

Al punto che, commenta un dirigente dem ex renziana, «tanto valeva allearsi con Conte, visto che ci abbiamo messo dieci minuti a dimenticare l'agenda Draghi e a recuperare tutte le ambiguità e i populismi sociali del periodo giallo-rosso, e che gran parte dei futuri eletti (prendi la celebratissima Elly Schlein) non vedono l'ora di rifidanzarsi con Toninelli».

 

STEFANO BONACCINI ENRICO LETTA

Eppure, Letta - a differenza di Franceschini, Orlando etc. - non è molto allegro. Conosce i suoi polli, e il suo partito, e ha cominciato a vedere le manovre tutto intorno a lui.

Perché se i sondaggi non saranno miracolosamente invertiti, Letta rischia di essere il leader di un Pd che ha mandato l'orbaniana Meloni al governo.

 

enrico letta andrea orlando

La scommessa di uscire dalle urne come primo partito è ardua, ma potrebbe essere l'ultimo bastione di difesa per il Nazareno. Se cadesse, il copione è già scritto: il malcontento di chi è stato penalizzato dalla composizione delle liste potrebbe coagularsi con la spinta delle correnti uscite vincenti dalla partita delle liste, e reclamare il congresso (l'ultimo si è tenuto nel 2019) a inizio 2023. Il candidato più accreditato è l'emiliano Stefano Bonaccini. Orlando potrebbe fare lo «sfidante» da sinistra puntando a capeggiare la minoranza, Franceschini il kingmaker, Letta saluterebbe in fretta e il Pd avrebbe - di nuovo - un leader che non controlla i gruppi parlamentari. Una specie di «giorno della marmotta», sempre uguale.

Ultimi Dagoreport

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...