nicola fratoianni giuseppe conte enrico letta carlo calenda

“ALTRO CHE AGENDA DRAGHI: SE NELLA COALIZIONE C'È QUELLO, ALLORA NON CI SONO IO” – PIÙ LETTA SI SPOSTA AL CENTRO, PIÙ LA SINISTRA SI AVVICINA A CONTE. NICOLA FRATOIANNI, CHE HA GLI STESSI VOTI DI CALENDA, RUMOREGGIA: “SE DEVO ACCETTARE DI NON BATTERMI PIÙ CONTRO IL RIGASSIFICATORE DI PIOMBINO O DEVO VOTARE PER L'INVIO DI ARMI ALL'UCRAINA ALLORA ARRIVEDERCI E GRAZIE. VA RIAPERTO IL DIALOGO CON IL M5S” – LA “PULCINA” DI CONTE, ALESSANDRA TODDE: “SAREBBE GIUSTO PROVARE A COSTRUIRE UN PERCORSO COMUNE CON BONELLI E FRATOIANNI”

1 - ELEZIONI: TODDE (M5S), SAREBBE GIUSTO UN PERCORSO CON SI-EV

alessandra todde 2

(ANSA) - "A quale percentuale puntiamo? Non gioco con i numeri. Io sono contenta per ogni voto che prenderemo in più, i cittadini parleranno alle urne. Questa legge dimostra che non si può governare da soli, e ciò vale per il Pd è per tutti partiti. Il nostro obiettivo è raggiungere più persone possibili in modo da tornare nuovamente ad incidere. Il Movimento sarà la sorpresa delle elezioni".

 

Lo ha dichiarato Alessandra Todde, vicepresidente del M5s e viceministro allo Sviluppo economico, ospite di Rtl. "Con Bonelli e Fratoianni abbiamo molti temi in comune e se ci si incontrerà sul programma credo che sarebbe cosa giusta provare a costruire un percorso comune.

giuseppe conte

 

Noi - ha aggiunto - stiamo lavorando su un'agenda chiara, sociale, progressista, di sinistra, e sono convinta che lo spazio per lavorare si possa costruire. Il M5s è l'unica forza politica, a differenza di tutti gli altri, a non avere messo veti".

 

Secondo Todde, "il M5s è molto maturato, siamo passati da essere una forza movimentista ad essere forza di governo. E quando si governa, e lo dico per esperienza personale, si comprende concretamente la difficoltà di fare le cose. Noi siamo l'unica forza politica ad aver rispettato il programma del 2018 e gli impegni presi con i cittadini".

 

ANGELO BONELLI NICOLA FRATOIANNI

2 - NICOLA FRATOIANNI "SE C'È L'AGENDA DRAGHI, NON CI SONO IO VA RIAPERTO IL DIALOGO CON I CINQUE STELLE"

Antonio Bravetti per “La Stampa”

 

«Non farò mai campagna elettorale parlando bene del governo di cui sono stato opposizione», dice il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. «Altro che agenda Draghi: se nella coalizione c'è quello, allora non ci sono io».

 

Cosa pensa dell'accordo tra Pd e Azione?

«Ne prendo atto: vincola quelle due forze, ma in nessun modo vincola l'alleanza con Sinistra e Verdi ai temi contenuti di quell'accordo».

 

nicola fratoianni enrico letta

Quindi non farà campagna elettorale sull'agenda Draghi?

«Se c'è questo, non ci sono io. Se qualcuno pensa che l'agenda programmatica della coalizione sia questa, non ci sarà l'alleanza con Sinistra e Verdi. Calenda parli di quel che vuole e vada in pace».

 

Cosa dirà oggi a Letta?

«Verificheremo se ci sono le condizioni per fare campagna elettorale sul nostro programma. Se qualcuno mi dice che per fare questa intesa devo accettare di non battermi più contro il rigassificatore di Piombino o devo votare per l'invio di armi all'Ucraina o per l'aumento della spesa militare allora arrivederci e grazie. Senza rancori, ma arrivederci».

letta calenda

 

È così importante il rigassificatore?

«Noi pensiamo che non si debba fare e continueremo a batterci, saremo in piazza.

Calenda se ne faccia una ragione».

 

Perché ieri ha votato contro l'adesione di Finlandia e Svezia alla Nato?

«Perché quell'accordo si è consumato sulla pelle del popolo curdo: non avremmo dovuto accettare lo scambio che Erdogan ha preteso per togliere il veto. E penso che oggi più che di Nato e atlantismo dovremmo discutere di una difesa europea».

 

Come si coniugano queste posizioni con Calenda?

CARLO CALENDA NICOLA FRATOIANNI

«Chiediamolo a lui, invertiamo il punto di vista. Il nostro programma non può essere vincolato alle idee, legittime, degli altri. Idee che però divergono in tanti punti dalle nostre.

 

Intanto mi sono tolto una soddisfazione: dopo che per giorni Calenda si è occupato di collegi e candidature distribuendo veti, patenti, promozioni e voti, è passata la mia proposta di non candidare i segretari di partito nell'uninominale. Io non sono garantito da nessuno e non cerco garanzie, mi candido nel proporzionale e vengo eletto se prendo voti sul mio programma».

ENRICO LETTA CARLO CALENDA

 

Cosa vi può unire allora?

«La posta in gioco è duplice. Di fronte a una destra estrema che col presidenzialismo e l'autonomia differenziata mette in discussione la Costituzione è responsabilità di tutti di ricercare fino all'ultimo momento il massimo della convergenza in quella parte della legge elettorale regolata dall'uninominale.

 

Poi serve un programma coraggioso di cambiamento, un programma pacifista che metta al centro l'escalation diplomatica contro quella delle armi, l'istruzione gratuita, l'investimento nella sanità, la redistribuzione della ricchezza a partire dai grandi patrimoni, le energie rinnovabili e non improbabili ritorni al nucleare o l'orizzonte del fossile».

SILVIO BERLUSCONI - GIORGIA MELONI - MATTEO SALVINI

 

Teme un governo Meloni o Salvini?

«Siamo di fronte a una destra che ha diffuso veleno nelle vene degli italiani. Le parole pesano, la violenza può crescere. È una destra xenofoba, che ha espliciti rapporti con il mondo del neofascismo italiano e la peggior destra internazionale.

 

Sono amici di Trump, Le Pen, Orban, dei post-franchisti di Vox. Una destra che applaude alla bocciatura del ddl Zan e non vuole lo ius scholae. Io ho paura di un Paese governato da questa cultura».

 

NICOLA FRATOIANNI VINTAGE

Non è che Calenda sta cercando di buttarvi fuori?

«Noi non bussiamo a nessuno, il punto è se consideriamo utile o no questa alleanza.

 

Abbiamo un problema che si chiama "destra" e dobbiamo fare come loro che litigano a morte ma un minuto dopo si siedono e trovano la massima convergenza. Pensiamo sia importante cercarla nei collegi uninominali, dove ogni voto conta».

 

Calenda ha spesso alzato i toni con voi.

«Non sono né santo né fesso, ma faccio politica e farò campagna elettorale battendomi per le mie proposte, che considero giuste ed efficaci».

 

Avrebbe preferito Conte?

«Sarebbe stato giusto lavorare a una coalizione larga, partendo dal Conte II. Il dialogo con i Cinque stelle va riaperto. La politica non è mai una fotografia, è un processo in movimento».

 

Letta, invece, apre a Renzi.

«Adesso non esageriamo».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…