curzio maltese giuseppe conte

“PER FAR RIVIVERE IL ‘VECCHIO’ MOVIMENTO, BASTEREBBE CHE CONTE TORNASSE A FIRENZE ALLA SUA CARRIERA UNIVERSITARIA” - CURZIO MALTESE FA LO SHAMPOO A PEPPINIELLO APPULO: “COME CAPO POLITICO È STATO UN DISASTRO. È RIUSCITO NELL’IMPRESA DI FAR PERDERE ALTRI PUNTI AI PENTASTELLATI” - “IL PD LANCIA AMI SU AMI PER TROVARE UN’INTESA, MA OGNI VOLTA SI VEDE TORNARE INDIETRO UN SECCO NO.  CERTO, SE IL LEADER FOSSE DI MAIO, TUTTO SAREBBE PIÙ FACILE” - “BEPPE GRILLO È STATO UN PROFETA. AVEVA DICHIARATO: ‘CONTE NON HA VISIONE POLITICA NÉ CAPACITÀ MANAGERIALI’. UNA PREVISIONE PERFETTA CHE ANNUNCIAVA IL FALLIMENTO DI CONTE COME LEADER…”

Curzio Maltese per “Domani”

 

curzio maltese

Forse è già finita la velocissima stagione di Giuseppe Conte come leader politico. E’ stato molto popolare al governo, a tratti brillante, soprattutto nel secondo esecutivo dell’alleanza tra Cinque Stelle e Pd e per come si è dimostrato rassicurante ai primi tempi della pandemia.

 

Aveva un buon rapporto con l’Europa ed è riuscito a ottenere il clamoroso finanziamento di 200 miliardi. Purtroppo un attimo dopo è crollato per l’incapacità di tenere insieme gli alleati.

 

giuseppe conte in diretta facebook 2

Se come presidente del Consiglio è stato abile, è stato un disastro come capo politico. In poco più di nove mesi è riuscito nell’impresa di far perdere altri punti ai pentastellati, che speravano invece di essere rinvigoriti dalla sua popolarità.

 

Ad agosto del 2021, la media dei sondaggi dava il M5s intorno al 16 per cento. Se si votasse oggi, farebbe fatica a raccogliere il 13 per cento. D’altronde, Conte ha nemici ovunque, anche all’interno del movimento. Con Draghi ormai i rapporti sono sempre più tesi, qualunque sia il tema sul tavolo.

 

A Porta a Porta, ha ribadito che non è sua intenzione far cadere il governo, ma che intende comunque mettergli i bastoni tra le ruote.

 

Le elezioni si avvicinano e non si vedono nascere progetti per il futuro, a parte la riforma della legge elettorale, al momento idea assurda, visto che non c’è né il tempo né la volontà politica. Giuseppe Conte sembra più che altro ossessionato dalle vendette personali.

 

GIUSEPPE CONTE CON ENRICO LETTA

Oltre a trascinare il Movimento nel suo odio personale per l’ex capo della Bce, non disdegna critiche nemmeno per il presidente Sergio Mattarella.

 

Se la prende con Matteo Renzi, colpevole di aver aperto la porta a Draghi, e all’interno del partito con Luigi Di Maio, troppo fedele al governo. In realtà il vendicativo Conte sbaglia obiettivi: se il movimento è al tramonto, se la deve prendere solo con se stesso.

 

conte grillo

A destra, la confusione regna sovrana. Berlusconi latita mentre la Lega è in caduta libera e in costante guerra con Fratelli d’Italia. Sulle amministrative è un tutti contro tutti. Sarebbe il momento perfetto per solidificare il rapporto tra Pd e Cinque stelle.

 

Conte invece preferisce scontrarsi anche con Enrico Letta e ogni tanto sembra capirsi meglio con Matteo Salvini. Come ha fatto notare in un’intervista su Repubblica il sindaco di Firenze Dario Nardella, è impossibile allearsi senza un’intesa su politica estera, giustizia sociale e diritti civili.

 

curzio maltese

Il Partito democratico lancia ami su ami per trovare un’intesa con Conte, ma ogni volta si vede tornare indietro un secco no.  Certo, se il leader fosse Di Maio, tutto sarebbe più facile.

 

Beppe Grillo è stato un profeta. Nell’ennesima guerra interna che ha preceduto la presidenza del professore, aveva dichiarato: «Conte non ha visione politica né capacità manageriali». Una previsione perfetta che annunciava il fallimento di Conte come leader.

 

Non ci si può improvvisare capo politico da un giorno all’altro, e l’attività accademica non è una palestra sufficiente. Grillo, che invece qualcosa di leadership ne sa, l’aveva capito. D’altra parte, insieme a Gianroberto Casaleggio, aveva creato una macchina perfetta per coinvolgere milioni di persone e posizionarsi a primo partito.

 

di maio conte

Oggi, i pentastellati faticano persino a presentare le liste per le amministrative in mancanza di candidati. Il figlio di Gianroberto pensa alla nascita di un nuovo Movimento. In realtà, per far rivivere quello “vecchio”, basterebbe che Conte tornasse a Firenze alla sua carriera universitaria da professore di diritto.

LUIGI DI MAIO - BEPPE GRILLO - GIUSEPPE CONTEGIUSEPPE CONTE DOPO L INCONTRO CON MARIO DRAGHI A PALAZZO CHIGI SALVINI PUTIN CONTE DI MAIOgiuseppe conte vs beppe grillo memeenrico letta giuseppe conte matteo salvini matteo renzi meme by carloGIUSEPPE CONTEmeme su giuseppe conte e beppe grilloGIUSEPPE CONTEenrico letta e giuseppe conte 2giuseppe conte carlo freccero e curzio maltese

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?