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“LA MAGGIORANZA DEI RUSSI È D'ACCORDO CON QUEL CHE STA ACCADENDO. SOLO CHE A VOI OCCIDENTALI NON PIACE AMMETTERLO - LO STORICO ROJ MEDVEDEV: “PUTIN VUOLE METTERE LA RUSSIA TRA LE GRANDI POTENZE DEL MONDO. LUI È OSSESSIONATO DAL CONFRONTO CON IL PASSATO, VUOLE ESSERE RICORDATO, È SPINTO ANCHE DALL'AMBIZIONE PERSONALE - DEFINITE LA RUSSIA COME UN REGIME ma ESISTONO TANTI TIPI DI DEMOCRAZIA, NON UNA SOLA. RICONOSCO CHE LA NOSTRA SIA MOLTO CONTROLLATA. MA CON DIECI ANNI APPENA DI DEMOCRAZIA OCCIDENTALE, NEGLI ANNI DI ELTSIN, IL PAESE STAVA SALTANDO PER ARIA”

Marco Imarisio per il “Corriere della Sera”

 

ROJ MEDVEDEV

«Qualunque cosa succeda, voi fate paragoni con l'Unione Sovietica e tornate subito in modalità Guerra fredda». Più che un'intervista, è un corpo a corpo. A novantacinque anni compiuti, nella sua dacia appena fuori città, circondato dalle betulle e da quattordici gatti, Roj Medvedev, lo storico dello stalinismo, «enfant terrible» durante il regime sovietico, strenuo avversario della «americanizzazione» introdotta da Boris Eltsin, non assapora il privilegio del distacco.

 

L'anziano professore, piglio combattivo e testa ancora lucida, ancorché fornita di idee discutibili, si dichiara «idealmente connesso» con quella Russia profonda che costituisce la base del consenso di Vladimir Putin. «Non c'è nulla di male a voler ricreare una Russia che almeno come territorio si richiami ai confini dello zar Pietro il Grande».

VLADIMIR PUTIN E BORIS ELTSIN

 

Non le sembra che il progetto si stia rivelando tutt' altro che innocuo?

«Forse ne teme le conseguenze economiche, ma la maggioranza dei russi è d'accordo con quel che sta accadendo. Solo che a voi occidentali non piace ammetterlo. E così definite la Russia come un regime, ignorando che alla Duma le risoluzioni vengono prese all'unanimità, anche da quel poco di opposizione che, se non fosse così, avrebbe ogni convenienza al dissenso».

 

Anche perché chi dissente sembra avere qualche problema.

«Esistono tanti tipi di democrazia, non una sola. Riconosco che la nostra sia molto controllata. Ma con dieci anni appena di democrazia occidentale, negli anni di Eltsin, il Paese stava saltando per aria. E neppure questo a voi faceva piacere. A parte quel periodo, i russi non hanno mai provato la "vostra" democrazia. Non ci sono abituati».

PUTIN E ELTSIN

 

Nella storia russa, quale sarà il posto di Putin?

«È una figura assolutamente particolare. Lui è ossessionato dal confronto con il passato, vuole essere ricordato, diventare una nostra icona. In questo senso, è spinto anche dall'ambizione personale. L'Ucraina è soprattutto il suo tentativo di riscrivere la Storia, deviandone il corso. Certo non è uno zar, figura che per lui assume connotazioni mitologiche. Di sicuro non somiglia a Lenin, ci mancherebbe. Ma neppure a Stalin, al quale spesso viene paragonato con malignità».

 

Quel che sta succedendo cambierà il suo giudizio?

«La definiscono come un'operazione speciale. Riconosco che è una definizione vaga, ma non si tratta certo di una guerra totale. I russi non la vivono così».

ROJ MEDVEDEV

 

E le vittime a chi le intestiamo?

«Ce ne sono già tante, purtroppo. La guerra è il più crudele degli eventi storici. Noi russi ci siamo abituati».

 

Cosa ha davvero in testa Putin?

«In questo caso concordo con l'interpretazione occidentale. Vuole mettere la Russia tra le grandi potenze del mondo, indipendentemente dalle posizioni della Cina e degli Usa. Lui pensa quello che dice, e ci crede davvero. Il problema è sempre il solito. Per l'Europa la Russia sarà sempre troppo grande. Per la stragrande maggioranza dei russi, no».

VLADIMIR PUTIN E BORIS ELTSIN

 

Cosa sarà dell'Ucraina?

«Come sfera di influenza, tornerà geograficamente ai tempi di Gogol, nostro sommo scrittore che era nato in quello che oggi è territorio ucraino, ma tutti considerano russo. La storia non passa mai invano. Neppure Putin pensa di riprendersi l'intera Ucraina. Solo quella russofona. Quanto alla minaccia nucleare, nessuno ci pensa davvero. Sono solo parole».

 

Cosa le è successo, professor Medvedev?

«Invecchiando si perde la pazienza. Non ne posso più della retorica occidentale. Esistono modelli di società diversi da quello americano. I primi a capirlo avreste dovuto essere voi europei. Ma vi siete sempre rifiutati di riconoscere questo fatto così evidente. Il mondo non è più bipolare, e sta andando in un'altra direzione. Putin e la Russia vi hanno aspettato a lungo. E poi hanno deciso di fare da soli».

VLADIMIR PUTIN E BORIS ELTSIN

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