meloni schillaci

“NELLA MANOVRA LA SANITÀ COLLEZIONA ZERO TITULI”, IL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE GIMBE, NINO CARTABELLOTTA ALL’ATTACCO – LE REGIONI SUL PIEDE DI GUERRA: I 2 MILIARDI IN PIÙ NON COPRONO NEANCHE IL BUCO (DA 3,4 MILIARDI) DOVUTO A COVID, SUPER INFLAZIONE E CARO ENERGIA - A RISCHIO LE CASE E GLI OSPEDALI DI COMUNITÀ: MANCANO I FONDI PER IL PERSONALE NECESSARIO – LA RICHIESTA AL GOVERNO DI SUPERARE IL TETTO DI SPESA FISSATO 10 ANNI FA...

Paolo Russo per “la Stampa”

 

GIORGIA MELONI

Nella manovra appena varata dal governo «la sanità colleziona zero tituli», commenta con una battuta il presidente della fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. In realtà allo striminzito «Titolo VI» della legge di Bilancio ci sono due miliardi in più, ma 1,4 sono vincolati ad ammortizzare i costi del caro bollette che continuerà a pesare sui bilanci di Asl e ospedali. Somme che non coprono neanche lontanamente le falle pregresse causate dal Covid e dagli stessi costi energetici.

 

Per non parlare del fatto che la manovra lascia così com' erano gli anacronistici tetti di spesa vecchi di decenni per il personale e per il recupero delle liste d'attesa. Tradendo così le attese di chi, dopo aver visto portare la nostra sanità sugli scudi durante l'emergenza Covid, sperava ora in un trattamento migliore. Anche per recuperare i milioni di prestazioni saltate con la pandemia.

 

orazio schillaci

«Tra caro energia, super-inflazione e spese per il Covid, nella sanità si è aperto un buco da 3,4 miliardi di euro e in queste condizioni diventa difficile assicurare le migliori cure a tutti, ridurre le liste di attesa e assumere i sanitari che servono a far sì che le nuove Case e Ospedali di comunità nel territorio non restino scatole vuote». È in sintesi il contenuto della missiva che il presidente della Conferenza delle Regioni, il leghista friulano Massimiliano Fedriga, ha consegnato prima della manovra al ministro della Salute, Orazio Schillaci, che proprio le questioni personale e tempi di attesa ha messo in cima alla sua agenda.

 

Nel documento sottoscritto all'unanimità, sia dalle Regioni rette del centrodestra sia da quelle di centrosinistra, si ricorda che «i maggiori oneri indotti dalla pandemia, pari a 4,6 miliardi per il solo anno 2021, hanno trovato copertura parziale nelle risorse previste dai decreti emergenziali e dai recenti provvedimenti governativi». E in effetti secondo i conti fatti dagli esperti regionali il governo di suo ci ha messo 1,6 miliardi, lasciando a carico delle amministrazioni locali i restanti 3.

ALFREDO MANTOVANO ORAZIO SCHILLACI GIORGIA MELONI CARLO NORDIO MATTEO PIANTEDOSI

 

Che diventano 3,4 se si aggiungono i 400 milioni non coperti del miliardo speso in super bollette generate dal caro-energia. Per questo le Regioni si dicono «preoccupate per lo scenario economico e programmatico» della Nadef, «che indica un ridimensionamento della spesa sanitaria prevista per il triennio 2023-2025». Risorse che «tutte le Regioni e province autonome concordano sulla necessità di incrementare».

 

Anche perché, si legge sempre nel documento, «il fabbisogno di personale sanitario sta assumendo i connotati di un'emergenza nazionale». Il governo per le nuove assunzioni ha consentito lo sforamento fino a un miliardo di euro dell'anacronistico tetto di spesa che per medici, infermieri e il restante stuolo di lavoratori della sanità è fermo alla spesa del lontano 2004, diminuita per giunta dell'1,4%. Il problema è che quel miliardo le Regioni dovrebbero ricavarlo dal fondo sanitario che loro stesse considerano ampiamente sottostimato. E così non solo diventa difficile frenare la desertificazione delle corsie degli ospedali, ma è ancor più problematico far partire Case e Ospedali di comunità finanziati dal Pnrr, che per il rilancio dell'assistenza territoriale investe 7 miliardi di euro.

giorgia meloni conferenza stampa sulla manovra

 

Nelle Case di comunità dovrebbero infatti lavorare in team medici di famiglia, specialisti e infermieri 7 giorni su 7, fornendo anche accertamenti diagnostici di base, in modo da fare filtro rispetto ai congestionati pronto soccorso. Mentre gli Ospedali di comunità sarebbero a forte conduzione infermieristica, dovendo dare assistenza ai malati che non hanno più bisogno dell'ospedale tradizionale ma che nemmeno possono essere lasciati soli a casa. Ora i cantieri stanno già partendo, ma con quali soldi si pagherà chi deve lavorare dentro queste strutture resta un mistero.

 

NINO CARTABELLOTTA

Per i sempre più stressati medici e infermieri che lavorano nell'emergenza-urgenza la manovra stanzia invece 200 milioni, così come promesso da Schillaci. Ma non saranno questi a decongestionare i pronto soccorso, intasati sia per il mancato filtro del territorio sia per la carenza di letti nei reparti, che fa sostare più del lecito sulle lettighe delle astanterie i pazienti bisognosi di ricovero. Viene poi rinnovato con 650 milioni il fondo per l'acquisto di vaccini e farmaci anti Covid, a conferma che l'epidemia non è finita. Infine le liste d'attesa. Anche per abbattere queste servirebbero più medici. Così come sarebbe necessario poter acquistare più prestazioni, soprattutto diagnostiche, dal privato. Missione impossibile con l'attuale tetto di spesa fissato per legge dieci anni fa, che le Regioni chiedono ora al governo di superare per consentire «il recupero delle prestazioni rinviate durante la pandemia». E alleggerire le liste d'attesa che stanno rendendo sempre più virtuale l'accesso gratuito alle cure.

massimiliano fedriga intervistato foto di bacco

Ultimi Dagoreport

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...