giorgia meloni alemanno

“MELONI MI HA DELUSO, SUBISCE I DIKTAT DELL’UE E DELLE MULTINAZIONALI AMERICANE” – ALEMANNO MENA DURO SULLA SORA GIORGIA: "NON È MAI STATA UNA DONNA DELLA DESTRA SOCIALE. È LIBERISTA, SEMBRA LA THATCHER. LA ROTTURA CON LEI È AVVENUTA SULL’UCRAINA. ORA VOGLIO FONDARLO IO UN PARTITO ANTISISTEMA. FRATELLI D’ITALIA DI CERTO NON LO È" – E POI I RAPPORTI CON RAMPELLI, IL MES ("LA MELONI FINIRA' PER ACCETTARLO: SI PORTA LA VON DER LEYEN IN GIRO OVUNQUE") E LA PROPOSTA PER COMBATTERE L’EMERGENZA SBARCHI (CHIAMO ESERCITO!): VIDEO

 

Luca Telese per www.tpi.it - Estratti

 

gianni alemanno giorgia meloni

Confessi, Alemanno. Lei ha una qualche responsabilità nelle sliding doors che hanno cambiato la carriera della Meloni.

(Ride). “Dice? Mi preoccupo”.

 

In almeno due occasioni le sue scelte hanno influito in momenti decisivi di quella carriera. Me li racconta?

(Sospiro). “Se posso, volentieri”.

 

Il primo è la rottura tra lei e uno dei suoi migliori amici, Fabio Rampelli. Che ha fatto nascere una “diaspora” dalla destra sociale, la corrente dei “Gabbiani” dove sono cresciute le sorelle Meloni.

“Questo è vero”.

 

 

Il secondo: l’elezione del leader di Azione Giovani, in cui lei sosteneva l’avversario sconfitto da Giorgia, oggi eurodeputato, Carlo Fidanza…

giorgia meloni gianni alemanno 1

(Ride). “Sì, è vero: ma è un secolo fa! Vuole che ricordi le nostre guerre puniche missine?”.

 

Deve. Perché ci aiuta a capire sia la Giorgia Meloni di oggi, di cui lei si dice deluso, sia perché lei stia fondando un nuovo partito di destra.

“Non c’è dubbio. Ma non sarà ‘un partito di destra’: ci sono storie diverse, anti liberiste e antisistema…”.

 

Questa storia spiega anche perché lei, con un po’ di malizia, sostenga una tesi un po’ spiazzante: che la Meloni non abbia nulla a che vedere con l’eredità della “sua” destra sociale.

(Allarga le braccia). “Ma questo è oggettivo! Se vuole glielo spiego bene”.

 

È vero che la rottura definitiva tra voi è avvenuta sulla guerra di Ucraina?

“Sì. Con un abbraccio e un addio. Vuole che racconti anche quello?”.

Certo.

 

Gianni Alemanno: ex segretario del Fronte della gioventù, ex leader della Destra Sociale (con Francesco Storace), ex sindaco di Roma. Molti dei tasselli che spiegano le scelte della Meloni, oggi, li ha in mano lui.

 

gianni alemanno giorgia meloni

Confessi Alemanno: voi ex colonnelli di An avete sempre sottovalutato “Giorgia”.

“Dico la verità: sì. Non solo io, ‘noi’…”.

 

Cioè i “vecchi” che governavano il partito con Fini.

“Esatto”.

 

In cosa?

“Parlo per me. Mai avrei pensato che arrivasse al 30%! Al contrario degli altri, ora allineati e coperti, lo ammetto”.

 

Lei fu anche decisivo per far avere a Fdi il simbolo dell’Msi per le schede elettorali.

“Senza dubbio: il voto del mio gruppo nella Fondazione An, proprietaria del simbolo, spostava a suo favore gli equilibri sulla Fiamma. Bocchino, per dire, era contro”.

 

E in cosa era scettico?

“Confesso. Non credevo che una ‘donna sola al comando’ avrebbe potuto governare un partito di destra”.

 

E cosa è accaduto poi?

“Dopo i primi insuccessi, nel nostro mondo, dopo l’ 1,9% ,Giorgia è riuscita a raccogliere voti superiori al previsto in un bacino di elettori più grande, non solo ‘di destra’”.

 

E questo perché?

“Ha tirato fuori una carica umana, una potenza comunicativa, una volontà di riscatto che ha bucato: lei lo chiama ‘l’underdog'”.

MAURIZIO GASPARRI - GIANNI ALEMANNO - GIORGIA MELONI

 

E cos’è?

“Una particolare forma di carisma… Ricorda donne della storia che si affermano contro tutto e contro tutti”.

 

Evita Peron?

“Ma anche la Thatcher”.

 

E allora perché lei ha rotto?

“A destra, soprattutto ora, ci vuole un ‘noi’ e non un ‘io'”.

 

Come nel vecchio Msi?

“La democrazia interna è fondamentale. Invece lei vuole ‘un partito del capo’, meno democratico di An con Fini. Prima o poi si paga”.

 

(...)

Avete avuto alti e bassi, e poi lei entra in Fratelli d’Italia.

“La rottura è avvenuta sull’Ucraina”.

 

Ma come?

“Mi era già arrivata la voce – ecco il partito ‘del capo’ – che diceva: ‘Su questo tema Giorgia non tollera distinguo’…”.

 

giorgia meloni gianni alemanno

E poi?

“Mi dà appuramento nel suo ufficio ai gruppi parlamentari, non era ancora a Palazzo Chigi”.

 

E cosa le dice la Meloni quando la “purga”?

“Testuale? ‘Caro Gianni, dopo la tua presa di posizione contro la guerra, non c’è spazio per te nel partito. Io ti lascio libero'”.

 

Caspita. Era così importante per lei?

“Vitale. Dopo l’invasione io avevo fatto anche una missione di solidarietà con Kiev”.

 

E poi?

“Dopo due mesi mi era chiaro che era una guerra da cui la Nato non vuole uscire. Combattuta in nome della fedeltà atlantica, non solo contro l’invasione russa, ma anche contro l’Europa. Il popolo ucraino è diventato il capro espiatorio di questa contesa tra Putin e Biden”.

 

Era così importante per lei?

“È tutta la vita che predico: ‘Né Usa né Urss, Europa nazione’. Noi siamo sempre stati contro gli imperialismi”.

 

Torniamo indietro negli anni. Lei e Rampelli, il maestro di Giorgia avevate queste idee.

“Ero entrato nel Fronte della Gioventù nel 1971 al Righi, portato da mia sorella”.

 

(…)

 

Passaggio cruciale: è insieme a loro va anche la giovane Giorgia.

gianni alemanno giorgia meloni gianfranco fini nel 2009

“Per questo dico che lei non è mai stata davvero una donna ‘della destra sociale'”.

 

E ingeneroso verso la Meloni.

“E invece in questo lei è già figlia della svolta dei Gabbiani”.

 

Cioè?

“A parole rimasero trasgressivi e antisistema,  ma abbracciando una identità conservatrice che noi non abbiamo mai avuto”.

 

Cioè?

“Anche oggi se mi dici ‘conservatore”’, io mi offendo!”.

 

Davvero?

fini alemanno la russa meloni

“Nella Destra Protagonista Giorgia trova Italo Bocchino, Gennaro Sangiuliano, un giovanissimo Donzelli, e tanti altri…”.

 

E Buttafuoco.

“Un caso a parte: ex discepolo di Beppe Niccolai, nostro alleato al congresso di Rimini in cui cacciammo Fini”.

 

Sua sorella, Gabriella Alemanno, che fine ha fatto?

“Vicedirettrice all’Agenzie delle Entrate. Oggi Commissario in Consob”.

 

Super carriera.

“È un fenomeno. Secondo me in quei mondi è stata danneggiata dall’associazione con il fratello”.

 

Cioè lei!

crosetto alemanno meloni la russa rampelli

“Certo. Io feci il mio salto di livello nella militanza dopo l’assassinio di Francesco Cecchin: tre anni dopo persi il mio migliore amico, Paolo Di Nella, ucciso durante un attacchinaggio”.

 

Un cuore nero. Eravate amici.

“Fu colpito alla testa, finì in coma”.

 

La celtica che porta ancora al collo lo ricorda.

“Eravamo fratelli. Lei sa che finirono gli anni di piombo, simbolicamente, perché ‘il presidente partigiano’ Pertini venne a trovarlo mentre era in coma, mentre noi del Fdg decidemmo di non fare ritorsioni per il suo omicidio”.

 

Cosa vi univa?

VIGNETTA VINCINO - MELONI E ALEMANNO

“Ci trovammo insieme nella drammatica fase dopo la strage di Bologna. Tutti i più grandi, tra noi, erano stati arrestati dopo la strage. E poi prosciolti, peraltro”.

 

Cosa succede dopo lo scisma dei Gabbiani?

“Da quel momento in poi Fabio diventa diverso rispetto alla nostra identità, politicamente conflittuale”.

 

Perché dice: “il “conservatorismo” della Meloni nasce lì”?

“Loro erano più… ‘Nicciani'”.

 

Nel senso di Nietzsche?

“Sì: comincia a albergare in loro un certo darwinismo sociale. Appunto la mistica dell’underdog che si riscatta grazie al suo impegno individuale o, al più, della propria comunità personale. Quindi liberisti e patrioti liberali, un po’ comunitari e con poche venature di destra sociale, accusata di essere ‘assistenzialista e statalista’”.

 

Senza questa rottura la Meloni non sarebbe diventata premier.

“Sa invece che penso? Restando insieme avremmo preso la guida non solo del mondo giovanile ma di tutto il partito”.

 

Dice?

“Certo. Avremmo avuto Giorgia, o chi per lei, leader di una An identitaria al posto di Fini, senza cadere nella trappola il Pdl”.

 

Meloni Belviso e Alemanno

Torniamo all’identità.

“Quando fonda Fratelli d’Italia Giorgia conia lo slogan ‘Conservatori nei valori, liberisti in economia’. E salto sulla sedia!”.

 

Perché? La Meloni era sociale, popolare.

“Dice? Il primo co-fondatore era il democristiano liberale Crosetto. Poi si era avvicinato Oscar Giannino, liberal-liberista confindustriale”.

 

Da lì parte la “traversata del deserto”, ma lei non c’era.

gianni alemanno

“Io non avevo creduto a Fratelli d’Italia, l’ho detto. Mi sono convinto poi, per la sua testarda scelta di opposizione a tutti i governi tecnici, il marketing della coerenza”.

 

E poi?

“Chiedo di entrare in Fdi. Lei mi sorride: ‘A’ Già, mi raccomando: nun fa correnti'”.

 

Ah ah ah. E lei la fa!

“Non faccio in tempo perché cominciano le mie disavventure giudiziarie. Quando comincio a uscirne, riprendo a fare politica in chiave critica con la Meloni. D’altra parte lei non prende il 4% alle europee. Buca qualche anno dopo, solo dopo la svolta ‘populista’”.

 

storace alemanno

Quale?

“Nel 2018 invita Bannon ad Atreju. Ci faccia caso: la chiave è il basso contro l’alto. Non la destra sociale contro lo sfruttamento delle multinazionali. Comunque era una svolta importante e io torno ad avvicinarmi (senza essere iscritto) a Fratelli d’Italia fino alla guerra in Ucraina. Ma c’è un antefatto importante”.

 

Quale?

“Giorgia organizza un Atreju, a Natale 2021, in cui celebra l’adesione alla famiglia conservatrice europea”.

 

E poi?

“È il primo passo che la porta a oggi”.

 

Meloni e Rampelli

Cioè?

“Ad una mutazione genetica neo-conservatrice ‘americana’”.

 

Esempio?

“Lo schieramento atlantista senza se e senza ma, il rifiuto dell’intervento dello Stato nell’economia, l’ostilità al nuovo mondo multipolare e l’illusione di esportare la democrazia contro le “autocrazie” orientali”.

 

E lei ora fonda un partito di destra antigovernativo.

“Sbagliato. Non siamo ‘solo’ di destra, tant’è che io dialogo sia con Rizzo che Paragone. Noi vogliamo aggregare tutti coloro che vogliono un cambiamento profondo dell’Italia e capiscono che il primo passo è riprendersi le chiavi di casa, riconquistare la sovranità nazionale e popolare”.

alemanno salvini

 

Contro la Meloni?

“Non vogliamo far cadere il Governo, perché arriverebbe sicuramente qualcosa di peggio come un nuovo esecutivo tecnico. Ci auguriamo sempre che ci sia una nuova svolta sociale del centrodestra”.

 

Esempio?

“Perché Giorgia non sposa il salario minimo? Il lavoro povero è il primo problema dell’Italia”.

gianni alemanno

 

Altro esempio?

“Deve capire che solo l’intervento dello Stato nell’economia può salvarci dalla colonizzazione delle multinazionali”.

 

E infine?

“La cosa che più mi stupisce? Giorgia è troppo disponibile e ai diktat europei. Si porta la von der Leyen in giro ovunque! Finirà per accettare anche il Mes”.

 

Ancora.

“Sa che l’Italia ha votato per trasformare l’Oms, oggi in mano a Bill Gates, da organismo consultivo in autorità sanitaria mondiale?

Meloni e Rampelli

 

Ma la Meloni era più vax-critica di lei!

“Ma ora al governo sente la pressione delle multinazionali americane!”.

 

Insomma, questo partito melo-critico lo fa o no?

“Sto girando come una trottola. Se c’è, come credo, una aggregazione adeguata, lo faremo presto”.

 

gianni alemanno funerale di andrea augelloGIANNI ALEMANNO A ORVIETO PRESENTA IL FORUM DELL INDIPENDENZA ITALIANA

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