barbara alberti meloni

“LA MELONI? NON CONDIVIDO NULLA MA RICONOSCO CHE CREDE IN CIÒ CHE DICE” - CI VUOLE BARBARA ALBERTI PER DEMOLIRE IPOCRISIE, TABU’ E PERBENISMI DELLA SINISTRA – "GLI INSULTI ALLA MELONI? LA CRESCITA DELLA DESTRA E' DOVUTA ALLA MORTE DELLA SINISTRA. CI SONO TANTE BRAVE PERSONE MA NON VEDO NESSUNO CHE ABBIA LA PASSIONE E LA CONVINZIONE DI UN BERLINGUER" – LE BORDATE CONTRO L’UTERO IN AFFITTO, IL BODY SHAMING. E SUL METOO…

Lucia Esposito per “Libero quotidiano”

 

barbara alberti 2

Barbara Alberti è come molti dei suoi trentasei libri: imprevedibile e spiazzante fino all'ultima parola. Se c'è una strada diritta lei la evita e ti conduce nelle vie tortuose e poco frequentate del suo pensiero. Le chiediamo un commento sugli insulti che molte donne di sinistra hanno scaricato addosso a Giorgia Meloni dopo la vittoria alle elezioni e il trionfo nei sondaggi sul gradimento dei leader.

 

«Non sono al corrente di questi insulti. A me, che sono di sinistra, preoccupa la crescita della destra e mi duole enormemente l'assenza della sinistra. Ci sono tante brave persone ma non vedo nessuno che abbia la passione e la convinzione di un Berlinguer. La crescita della destra è dovuta alla morte della sinistra. Non condivido nulla di quello che dice la Meloni ma riconosco che crede in ciò che dice».

 

Condanna la sinistra perché non ha più passione?

giorgia meloni al comizio di vox in spagna

«Non condanno nessuno. Mi dispiaccio per i miei figli, per i miei nipoti e bisnipoti che non vivono in un mondo come quello che ho conosciuto io in cui c'era una sinistra che portava avanti le sue battaglie. E vorrei che oggi da sinistra ci fosse qualcuno che contrastasse tutto questo perbenismo di facciata che rende inutili omaggi alle donne».

 

Faccia qualche esempio.

«Se uno dice "bona" per strada scoppia un putiferio, se tocca un culo accade il finimondo, dopodiché ti rendi conto che viviamo in un Paese dove è in atto una strage da quando le femministe esistevano davvero e la Lagostena Bassi passò dodici anni della sua vita per eliminare dal codice Rocco il delitto d'onore.

 

barbara alberti 1

Oggi ci ammazzano, ci pagano meno e non ci aiutano a fare figli. Non servono bonus, ma un Paese civile dovrebbe dare alle donne la possibilità di stare con il proprio figlio per un anno senza riduzione dello stipendio. Le femministe di allora hanno cambiato le leggi, oggi non c'è un leader ed è disperante l'uso edulcorato del linguaggio».

 

Possiamo quindi chiamarla vecchia e non anziana?

«Se elimini la parola vecchia mi offendi perché vuol dire che rappresento qualcosa di disgustoso. Anni fa la mia amica del Camerun, Geneviève Makaping, docente di antropologia, faceva la portiera d'albergo e quando vide Sgarbi disse: "Voi che andate in tv chiamatemi negra. Bianco non è una parolaccia, perché deve esserlo negro"?».

 

Non pensa che tra donne, al di là degli schieramenti, ci dovrebbe essere quella che le femministe chiamano «sorellanza», un'alleanza che supera le barriere dell'ideologia?

giorgia meloni al comizio di vox in spagna 2

«Il sessismo non lo voglio neanche negli insulti. Se devo insultarti lo faccio se sei maschio o se sei femmina. Non mi interessa la retorica delle donne che devono essere amiche per forza. Penso però che la rivalità femminile l'abbiano inventata i maschi a loro vantaggio».

 

Quindi lei ritiene che una donna di sinistra possa insultare Meloni perché la pensa diversamente da lei?

«Secondo lei non dovrebbero insultarla come avversaria politica solo perché è donna? Questa è retorica».

 

Lei è contraria all'utero in affitto...

barbara alberti a la confessione 4

«Trovo agghiacciante che la sinistra appoggi e consideri libertario che un ricco possa inseminare una povera per risparmiarsi il disturbo di fare un figlio. Nessuna schiavitù, forse solo quella dei neri americani, era come questa.

 

Non sono contraria a "combinazioni affettive" ma un figlio deve essere frutto di un rapporto affettivo, non di un accordo economico. Una sinistra che appoggia l'utero in affitto ha perso il diritto a chiamarsi sinistra».

 

Lei è critica anche con il body shaming.

barbara alberti foto di bacco

«Sono stata grassa e sono felicissima che le persone non vengano insultate per il loro aspetto. Però da qui a far credere che se pesi 80 chili piaci come Sharon Stone no. È solo ipocrisia».

 

Il metoo è stato un aiuto o un danno per le donne?

«Il metoo ha scoperchiato una marmitta disgustosa che è la tassa che noi donne dobbiamo pagare per lavorare. Un'imposta che non capita solo alle attrici ma anche alla donna che guadagna 700 euro al mese e magari ha un figlio paraplegico e se il padrone del negozio le tocca il culo ci deve stare per forza.

 

enrico berlinguer

Non è il sesso che spinge questi "capi" ma il potere. Il metoo ha scoperchiato questo ripugnante pedaggio che le donne devono pagare, dopodiché ha virato in un perbenisimo spaventoso. Quell'anno non assegnarono il Nobel per la Letteratura perché il marito di una giurata aveva molestato una donna. A rimetterci è sempre l'arte».

 

Cosa direbbe alle donne che hanno accettato di pagare quella tassa per lavorare?

«Direi: "il tuo successo sei tu, non viene dai maschi" e non aver detto quel "vaffanculo" è una mortificazione».

 

L'Italia è pronta per un leader donna?

BARBARA ALBERTI

«Solo la retorica è pronta. Non è una questione di sesso ma di competenze e di idee».

giorgia meloni al comizio di vox in spagna

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?