“I PARTITI CHIEDANO A MATTARELLA UN ULTIMO SACRIFICIO. IL PAESE HA BISOGNO DI CONTINUITÀ” - BRUNO TABACCI INVOCA IL BIS DEL CAPO DELLO STATO: “ANCHE SE DRAGHI SI PRESENTASSE CON UN AMPIO SOSTEGNO, IL RISCHIO CHE VENGA IMPALLINATO C’È” - “IL PRESIDENZIALISMO DI FATTO NON ESISTE, SERVIREBBE UNA RIFORMA COSTITUZIONALE. LA LOTTA AL COVID CHE NON È FINITA, L'ESIGENZA DI RISPETTARE LE SCADENZE DEL PNRR, E LA NECESSITÀ DI PROSEGUIRE IN UNA FASE DI RILANCIO ECONOMICO SUGGERISCONO CHE DRAGHI RIMANGA A PALAZZO CHIGI…”

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Estratto dell’articolo di Emanuele Lauria per “la Repubblica”

bruno tabacci 1 bruno tabacci 1

 

(…) Meno di due mesi alla corsa per il Colle: quanto è diversa dalle precedenti?

«Molto. C'è un sovraccarico di responsabilità. Il taglio dei parlamentari già varato riduce a 675 il numero dei grandi elettori. Se si sceglie male o con prove di forza rischiamo che la nuova presidenza possa venire contestata per carenza di legittimazione».

 

Altra anomalia è il peso che su questo passaggio esercita l'eventualità del voto anticipato.

«È così, inutile negarlo. Anche perché chi in preda all'eccitazione ha approvato la legge sui vitalizi ha introdotto l'impossibilità di riscattare la "pensione" se non si fanno quattro anni, sei mesi e un giorno di legislatura. Se si andasse al voto, evaporerebbero i contributi di 701 parlamentari».

mario draghi sergio mattarella mario draghi sergio mattarella

 

Come dire: meglio che Draghi resti dov' è e scongiuri la prospettiva di elezioni politiche nel 2022.

«Ah, anche se si presentasse con un ampio sostegno per essere votato al primo turno il rischio che venga impallinato c'è. Ricordo il precedente di Ciampi, nel '99: erano tutti d'accordo tranne la Lega, sulla carta, ma gli vennero a mancare comunque 180 voti Non è questo il punto. Il punto è che non si può rinunciare, in questo momento, a una continuità istituzionale».

 

CIRIACO DE MITA BRUNO TABACCI CIRIACO DE MITA BRUNO TABACCI

Il premier, come sostiene Giorgetti, non potrebbe garantirla anche dal Quirinale?

«Il presidenzialismo di fatto, non esiste, non siamo in Francia e servirebbe una riforma costitizionale. La lotta al Covid che non è finita, l'esigenza di rispettare le scadenze del Pnrr, e la necessità di proseguire in una fase di rilancio economico suggeriscono che Draghi rimanga a Palazzo Chigi.

GIANCARLO GIORGETTI E MARIO DRAGHI GIANCARLO GIORGETTI E MARIO DRAGHI

 

La continuità, per me, significa che non possiamo giocarci né Mattarella né Draghi, gli uomini che hanno restituito dignità e rispetto al Paese, per fare un salto nel buio verso elezioni anticipate, verso un falso ritorno alla normalità».

 

Intanto Berlusconi pare sia già in campo.

BRUNO TABACCI BRUNO TABACCI

«Il problema non è Berlusconi, ma il fatto che una candidatura imposta da una parte politica sull'altra - e penso anche all'ipotesi Gentiloni - finirebbe per spaccare la maggioranza di Draghi.

 

Che un minuto dopo il voto per il Colle si ritroverebbe a Palazzo Chigi in uno scenario diverso, temo troppo stretto per un personaggio della sua dimensione. Così non avremmo l'attuale premier né da una parte né dall'altra».

PAOLO GENTILONI SILVIO BERLUSCONI PAOLO GENTILONI SILVIO BERLUSCONI

 

(…) «Uuna soluzione c'è: un appello di tutti i partiti perché Sergio Mattarella svolga un altro mandato. Pieno. Quando lo stesso Mattarella richiama una dottrina che esclude il semestre bianco e la rielezione dice una cosa che ha una sua logica. Ma è vero pure che i presidenti citati, Segni e Leone, per motivi diversi non poterono neppure terminare l'incarico. Non avevano davanti lo scenario che ha oggi l'attuale Capo dello Stato. La cui saldezza, non dimentichiamolo, in questi anni ha fatto da contrappeso alla fragilità del Parlamento».

 

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politica

TRAVAGLIO DIXIT: CONTE VUOLE IL VOTO ANTICIPATO – PEPPINIELLO APPULO NON CONTROLLA I GRUPPI PARLAMENTARI E RISCHIA DI NON ARRIVARE AL 2023: È PER QUESTO CHE HA RIFIUTATO LA GENTILE OFFERTA DI LETTA, CHE GLI VOLEVA REGALARE IL SEGGIO DI GUALTIERI ALLA CAMERA – IL DIRETTORE DEL “FATTO” DA MESI SPINGE PER PRESERVARE L’AVVOCATO DI PADRE PIO SOTTO URNA. COSÌ CONTE SI TOGLIEREBBE DALLE PALLE L’ALA GOVERNISTA DEL MOVIMENTO CAPEGGIATA DA DI MAIO – C’È SOLO UN PROBLEMA: BISOGNA SPEDIRE DRAGHI AL COLLE…

LO SCIOPERO GENERALE NON È CONTRO DRAGHI, MA CONTRO I PARTITI! – LANDINI: “IL PREMIER HA TENTATO DI PROPORRE UN PUNTO DI MEDIAZIONE CON LA SUA MAGGIORANZA, MA È STATO BRUTALMENTE MESSO IN MINORANZA DAI PARTITI. PENSANO PIÙ ALLE PROPRIE BANDIERINE ELETTORALI CHE AGLI INTERESSI DELL’ITALIA” – “SCIOPERO IMMOTIVATO? È UN’OBIEZIONE INFONDATA. IL GOVERNO DA MESI HA RICEVUTO LE NOSTRE RICHIESTE UNITARIE SU FISCO, PENSIONI, POLITICHE INDUSTRIALI E LOTTA ALLA PRECARIETÀ. LE RISPOSTE NON SONO ADEGUATE…”

“PUTIN NON INVADERÀ L’UCRAINA” – IAN BREMMER: “I COSTI SAREBBERO TROPPO ALTI. SIGNIFICHEREBBE RINUNCIARE AL GASDOTTO NORD STREAM 2 E SAREBBE UN’OPERAZIONE MOLTO IMPOPOLARE IN RUSSIA” – “MOSCA È INFURIATA PERCHÉ L’UCRAINA STA RICEVENDO PIÙ SOSTEGNO DALLA NATO, MA PUTIN È IN UNA POSIZIONE DIPLOMATICA DI FORZA. LA CRISI ENERGETICA PEGGIORA OGNI GIORNO E L’EUROPA È A CORTO DI RIFORNIMENTI. FORSE NON INVIERÀ UOMINI E CARRI ARMATI OLTRE IL CONFINE, MA PRENDERÀ ALTRE MISURE…”