governo meloni

“QUELLO CHE DEVE INTERESSARCI NON È LA CRESCITA DEI SONDAGGI, MA QUELLA DEL PIL” – GIORGIA MELONI AL PRIMO CDM HA PROVATO A DARE LA CARICA AI SUOI MINISTRI: “DOBBIAMO DIMOSTRARE CHE SAREMO UNA GRANDE SORPRESA, SOPRATTUTTO PER CHI PARLA MALE DI NOI. NON ABBIAMO LA STAMPA A FAVORE, DA PARTE DI MOLTI C’È DIFFIDENZA, SE NON OSTILITÀ. QUESTO GOVERNO DURERÀ CINQUE ANNI, MA PER FARCELA DOBBIAMO…” – IL LUNGHISSIMO COLLOQUIO CON DRAGHI

Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”

 

PRIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI GOVERNO MELONI

Dal Consiglio dei ministri numero 99, l'ultimo di Mario Draghi, alla riunione numero 1 del governo di Giorgia Meloni. Il primo Cdm della destra al potere inizia con la presidente emozionata che agita la campanella appena ricevuta dalle mani del predecessore - con il quale era rimasta a colloquio faccia a faccia per più di un'ora - e finisce mezz' ora più tardi, quando la leader di FdI scrive su Twitter: «Si comincia. Con molta emozione ma anche con la consapevolezza delle difficili sfide che ci attendono. Ora tocca a noi: siamo pronti».

 

La crisi energetica ed economica bussa alle porte dell'Italia e la neo presidente sente di avere gli occhi del mondo addosso. «Dobbiamo dimostrare che saremo una grande sorpresa, soprattutto per chi parla male di noi», sintetizza le parole della premier Luca Ciriani, responsabile dei Rapporti con il Parlamento. Insomma, il primo monito di Meloni è per zittire i «gufi» e spronare tutti a mettersi subito al lavoro, anche perché «non abbiamo la stampa a favore, da parte di molti c'è diffidenza, se non ostilità».

 

GIURAMENTO GIORGIA MELONI

Al grande tavolo rotondo siedono i 24 ministri, compresi i nove senza portafoglio a cui nel corso della riunione saranno attribuite le deleghe. Alla sinistra di Meloni c'è il sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano, a destra siede il vicepremier Antonio Tajani e a seguire l'altro numero due, Matteo Salvini.

 

A quanto racconteranno i ministri, Meloni ringrazia il presidente Sergio Mattarella e richiama tutti a un concreto bagno di realtà: «Il tempo delle foto e delle cerimonie è finito.

La situazione del Paese è difficile. Quello che deve interessarci non è la crescita dei sondaggi, ma la crescita del Pil, dell'occupazione e della ricchezza. Gli italiani si aspettano moltissimo da noi, non possiamo deluderli».

 

antonio tajani al quirinale per il giuramento

Le settimane della formazione del governo sono state scandite anche da tensioni forti, le esternazioni di Berlusconi su Putin e Zelensky hanno lasciato cicatrici e Meloni ha chiesto ai tre partiti che la sostengono di fare gioco di squadra: «Governare è un onore e una grande responsabilità. Dobbiamo essere uniti, leali e responsabili. Dobbiamo ripagare con i fatti la fiducia che hanno riposto in noi i tanti cittadini che ci hanno votato. Vi prego di evitare personalismi e di non alimentare conflitti».

 

Dopo la presidente hanno parlato Tajani e Salvini e l'unità d'intenti mostrata dai due, che proprio nel Cdm di ieri hanno preso possesso delle loro funzioni di vicepremier, ha colpito molti. «Questo governo durerà cinque anni - ha promesso il leader della Lega e ministro delle Infrastrutture -. Ma per farcela dobbiamo dimenticare che veniamo da partiti diversi».

 

MARIO DRAGHI E GIORGIA MELONI

L'inquilino della Farnesina, più emozionato di quando fu eletto per guidare il Parlamento Ue («oggi ho l'onore di servire il mio Paese da ministro degli Esteri»), ha insistito sulla necessità di «procedere uniti e compatti» per affrontare le emergenze. Meloni ha annunciato che Roberto Cingolani lavorerà con il nuovo governo come consigliere, «advisor dell'energia», a titolo gratuito: un altro elemento di forte continuità con Draghi, dopo la scelta di Giorgetti al ministero dell'Economia.

 

Mantovano potrebbe avere anche la delega, delicatissima, ai Servizi segreti. Prima di riunire la squadra Meloni ha parlato con il predecessore, occhi negli occhi. Draghi le ha metaforicamente indicato le leve della stanza dei bottoni, senza tralasciare consigli sul piano del metodo. Il passaggio di consegne è stato così accurato e dettagliato che un collaboratore di Draghi ci scherzerà sopra, ma non troppo: «Il governo Conte non ci lasciò nemmeno un foglio di carta».

 

carlo nordio, adolfo urso e guido crosetto con famiglie al quirinale

Ieri invece l'ormai ex sottosegretario Roberto Garofoli ha parlato 90 minuti con Mantovano, mentre il suo capo di gabinetto, Nicola Guerzoni, faceva il punto con l'omologa Daria Perrotta, che ha lavorato con Garofoli. Il sottosegretario di Draghi ha lasciato al successore due documenti con lo stato dei dossier, preparati grazie a una ricognizione in tutti i ministeri: in quelle pagine c'è il quadro dell'attività legislativa, amministrativa e dell'attuazione del Pnrr, con i termini da rispettare per ottenere i soldi dell'Europa.

 

carlo nordio al quirinale

Per prima cosa Giorgetti (Economia) dovrà fare la relazione al Parlamento per rendere utilizzabili i 9 miliardi maggiori entrate, l'ormai noto «tesoretto» lasciato dall'esecutivo uscente. Soldi destinati a finanziare un urgentissimo «decreto bollette» per aiutare famiglie e imprese. Finito il tête-à-tête fra Draghi e Meloni, vecchio e nuovo sottosegretario li hanno raggiunti: foto ricordo e altri 35 minuti per completare il quadro di scadenze e priorità.

guido crosetto adolfo urso andrea giambruno andrea giambruno giovanna ianniello giorgia meloni dopo il giuramento 12giorgia meloni dopo il giuramento 10marina calderone giorgia meloni dopo il giuramento 11GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI luca ciriani con la moglei GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI francesco lollobrigida giorgia meloni dopo il giuramentoluca ciriani 1 giorgia meloni dopo il giuramento anna maria bernini arriva al quirinale

Ultimi Dagoreport

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...