luca zaia tampone

“LE REGOLE VANNO CAMBIATE O RISCHIAMO DI MANDARE MEZZA ITALIA IN QUARANTENA” – IL GOVERNATORE DEL VENETO ZAIA CHIEDE UNA REVISIONE DELLE NORME SULLA QUARANTENA: “IN CASO DI CONTATTO CON UN POSITIVO L'ISOLAMENTO DURA 7 GIORNI. NEGLI STATI UNITI SI È DECISO DI LIMITARE LA QUARANTENA A 5 GIORNI PER TUTTI. PER CHI HA GIÀ FATTO LE TRE DOSI E NON HA ALCUN SINTOMO LA QUARANTENA SI PUÒ ANCHE CANCELLARE”

CESARE ZAPPERI per il Corriere della Sera

 

luca zaia foto di bacco (9)

Presidente, i numeri dei contagi di ieri sono impressionanti: 78 mila in tutta Italia, 7 mila nel suo Veneto. È spaventato?

«Non dormo sonni tranquilli e certo non sono il punto d'arrivo - risponde Luca Zaia, governatore leghista del Veneto -. Con la variante Omicron sono destinati a crescere ancora. Però dobbiamo guardare l'ospedalizzazione e lì i numeri sono un terzo rispetto ad un anno fa. Lo scenario è cambiato radicalmente».

 

Il virus è diventato molto contagioso ma fa meno danni, giusto?

«La crescita è esponenziale. Oggi in Veneto ci sono 80 mila persone positive, poco più di un mese fa erano 8 mila. Questi numeri dipendono dalla quantità di tamponi e noi ne facciamo più di tutti gli altri. Non a caso abbiamo un indice di positività del 4,89%, ben al di sotto della media nazionale (7,57%). Ma voglio sottolineare un altro aspetto».

 

luca zaia a che tempo che fa 2

Quale?

«Tra ospedalizzati, contagiati, contatti stretti e quant' altro rischiamo di mandare in quarantena mezza Italia. Sono migliaia le persone che hanno già fatto la terza dose e che pur essendo asintomatiche sono costrette a rimanere in isolamento per 7 giorni in quanto hanno avuto un contatto con un positivo».

 

Troppo, secondo lei?

«Vedo che negli Stati Uniti si è deciso di limitare la quarantena a 5 giorni per tutti. Siamo davanti ad un problema mondiale, dobbiamo guardarci attorno per capire come muoverci».

 

Oggi si riunisce il Comitato tecnico-scientifico per valutare il da farsi. Cosa chiede?

«Premesso che da sempre ho un ottimo rapporto di collaborazione con il governo e con gli organismi di cui si avvale, chiedo di valutare se i vaccinati con terza dose, asintomatici, possano evitare la quarantena».

 

Evitarla del tutto? Per ora si parla di riduzione dei giorni.

luca zaia a che tempo che fa.

«I tecnici sono loro, ma penso che per chi ha già fatto le tre dosi e non ha alcun sintomo si possa gettare il cuore oltre l'ostacolo. Non si tratterebbe di una novità».

 

A cosa si riferisce, scusi?

 «Nel marzo del 2020 quando la quarantena era di 15 giorni il governo fece su nostra richiesta un decreto per consentire ai sanitari asintomatici che avevano contatti con positivi di continuare a lavorare. Gli ospedali altrimenti si sarebbero svuotati».

 

Ha una posizione molto interventista.

«L'ultima cosa che mi interessa è aprire un dibattito tra pro e contro. Bisogna agire con buon senso. Le scene a cui stiamo assistendo in questi giorni, le lunghe file e le ore di attesa per i tamponi, non sono un bello spettacolo. Dobbiamo farci qualche domanda».

 

LUCA ZAIA MATTEO SALVINI ATTILIO FONTANA

Per esempio?

«Una persona asintomatica che ha avuto un contatto con un positivo oggi deve fare un tampone ad inizio quarantena, la quarantena e un altro a fine isolamento. Perché non pensiamo di eliminare questi tamponi, lasciando la quarantena, destinandoli solo ai sintomatici? Penso soprattutto ai bambini» .

 

L'Italia si è trasformata in un «tamponificio»?

«In Veneto siamo arrivati a 160 mila al giorno. Siamo vicini al punto di non ritorno. E lo dico, sia chiaro, senza nessun intento polemico perché sono in prima linea e vedo cose che altri possono solo immaginare. E non escludo novità».

 

Quali?

«Spero che resti solo una preoccupazione ma anche il tema dei magazzini rispetto a tamponi e reagenti rischia di farsi sentire».

 

luca zaia disinfetta il microfono usato da matteo salvini

Con questi numeri è saltato anche il tracciamento.

«Con 7 mila contagiati in un giorno occorre fare 7 mila telefonate, pensate che call center serve. Se poi ognuno di questi ha avuto contatti stretti con 3-4-5 persone, avete presente le dimensioni del fenomeno. Possiamo continuare così? È chiaro che con questi volumi il tracciamento salta del tutto».

 

Cosa fare in alternativa?

«Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie trasmissibili (Ecdc) nei giorni scorsi ha raccomandato l'uso del tampone fai da te, almeno per chi è asintomatico.

 

È una soluzione che noi abbiamo proposto più volte in passato ma ci hanno sempre osteggiato. Invece dovremmo investire di più sul rapporto di fiducia con i cittadini perché questo ci permetterebbe di fare un gioco di squadra. Per noi è un settore fondamentale (18 miliardi di fatturato). Stanno arrivando le disdette, la paura del contagio e le quarantene si fanno sentire. Proprio per questo dobbiamo voltare pagina».

LUCA ZAIA CON IL GREEN PASS

 

Ci sono però molti dubbi sul tampone fai da te.

«So benissimo che questo non è il "goal standard". Ma di fronte ai numeri che abbiamo detto non possiamo perderci in dispute o disquisizioni. Bisogna alleggerire l'impatto sulle strutture pubbliche altrimenti si paralizza tutto».

 

A proposito di paralisi, che ricadute state avendo sul fronte del turismo? Lei insiste su questo. «Ogni cambio di scenario richiede un cambio di strategia. Su un campo di battaglia non si può andare alla ricerca della perfezione. Come dice quel detto? Il meglio è nemico del bene. Ora abbiamo l'87% di vaccinati, la nostra vita è tornata normale. L'alternativa sarebbe stata la chiusura totale e la conta dei morti, come un anno fa. Ce lo siamo dimenticati?».

luca zaia roberto rigoli

 

Vista la situazione, resta convinto che Draghi debba rimanere a Palazzo Chigi?

«In linea di principio, di fronte a questi numeri la continuità nell'azione di governo mi pare la soluzione migliore».

Il suo giudizio sul lavoro di Draghi?

«Positivo».

Eppure, c'è dibattito, anche dentro la Lega, se stia meglio al Quirinale o a Palazzo Chigi.

«Adesso si stanno facendo solo chiacchiere accademiche. Siamo ancora in fase di riscaldamento a bordo campo e gli spettatori non si sono ancora accomodati sugli spalti».

luca zaia ad asiago 5luca zaia ad asiago 7

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…