enrico letta matteo salvini matteo renzi

“IL TESTO DI LEGGE NON VIOLA IL CONCORDATO, SEMMAI LE REGOLE DELLA MATEMATICA” - MATTEO RENZI AVVERTE: “AL SENATO NON CI SONO I NUMERI PER APPROVARE IL DDL ZAN. IL RISCHIO È CHE VENGA CASSATO A SCRUTINIO SEGRETO” - PER IL PD È UN AVVERTIMENTO CHE SA DI MINACCIA: I “DEM” TEMONO CHE MATTEUCCIO VOGLIA BLOCCARE IL PROVVEDIMENTO D’ACCORDO CON SALVINI, CON CUI STAREBBE COSTRUENDO UN ACCORDO IN VISTA DELLA CORSA AL QUIRINALE – MA ANCHE AL NAZARENO L’ALA CATTOLICA RIBOLLE...

Francesco Verderami per il “Corriere della Sera”

 

alessandro zan 3

Draghi ha appena terminato di parlare al Senato, quando Renzi commenta con alcuni esponenti di Italia viva il passaggio riservato dal premier al ddl Zan: «Il Vaticano ha commesso un errore, perché il testo di legge non viola il Concordato.

 

Semmai viola le regole della matematica, perché al Senato non ci sono i numeri per approvarlo. Il rischio è che venga cassato a scrutinio segreto. E visto che di voti a scrutinio segreto ce ne saranno una ventina, immaginate cosa potrà combinargli Calderoli».

salvini renzi

 

Se Renzi già scarica sulla Lega la responsabilità di un eventuale affossamento del provvedimento, è per allontanare da sé i sospetti che montano nel Pd: l' accusa di intendenza con Salvini, insieme al quale starebbe costruendo un accordo in vista della corsa al Colle. L' ex premier pare non curarsene, scaricando a sua volta sul Nazareno la colpa di un esito che dà (quasi) per scontato: «Questo è il risultato della politica degli influencer, che a forza di inseguire i like di Fedez finisce per smarrirsi».

 

E oplà. Si torna all' eterno derby tra Renzi e Letta, che pure non intende «indietreggiare» sul ddl Zan, nonostante tutto sembri congiurare contro: dalle bordate della Santa Sede verso cui mostra «rispetto», fino ai malumori che covano nel suo partito.

 

MATTEO RENZI ENRICO LETTA MEME

Perché nel Pd l' area cattolica ribolle, se è vero che un suo autorevole esponente definisce «un grave errore cercare di costruire il nostro profilo identitario su una bandierina ideologica grillina, senza curarsi nemmeno di parlarne con il Vaticano, con cui non si tengono più rapporti strutturali come un tempo. Così un tema laico di notevole rilevanza finisce per trasformarsi in uno stendardo del laicismo».

 

Le obiezioni tra i dem di ogni latitudine sono di merito ma anche di metodo, dato che la prova di forza - la volontà cioè di votare subito il provvedimento - sconta peraltro l' evanescenza del principale alleato: «Se Conte finora non si è esposto, è perché magari non vuole irritare suoi vecchi sponsor in Vaticano. Vedremo se sarà l' araba fenice che farà risorgere M5S.

 

ALESSANDRO ZAN MARIA ELENA BOSCHI

Al momento è solo cenere». Insomma il Pd teme di combattere la «battaglia di civiltà» sul ddl Zan scoprendo di non avere con sé il blocco riformista, se è vero che persino Calenda è rimasto coperto. Certo ha poca rilevanza parlamentare, ma come racconta Costa il testo non persuade il leader di Azione: «La tutela dell' identità di genere, lui dice, è un principio che può scardinare certi meccanismi di legge. E non solo.

 

alessandro zan 8

Per esempio, se un uomo si sente donna può chiedere di candidarsi nelle quote rosa? O di iscriversi ad una gara sportiva femminile? Eppoi, politicamente, non è facile trovare un compromesso: se ti siedi a discuterne con i cardinali non ne esci più. È un ginepraio. A quel punto che fai, ti alzi e li mandi a quel paese?».

 

salvini renzi

In appena ventiquattro ore una delicatissima questione che aveva investito il governo per via della nota inviata dalla Santa Sede, è tornata ad essere una materia squisitamente parlamentare. «Draghi è stato abilissimo», sorride Lupi: «Meno male che non è un politico». In effetti ieri il premier, dopo aver consultato alcuni costituzionalisti, al Senato ha prima ribadito i principi dello «Stato laico», riconoscendo alle Camere la «libertà di legiferare». Poi ha delimitato i confini delle leggi, ricordando i controlli dello stesso Parlamento e della Consulta a «garanzia» dei dettami costituzionali e degli impegni internazionali, «tra i quali c' è il Concordato».

 

MATTEO RENZI

Così per un verso ha rassicurato il Vaticano, con cui c' era stata un' interlocuzione precedente all' invio formale della nota. Per l' altro ha messo al riparo il suo gabinetto dalle tensioni parlamentari. Il sei luglio infatti il Senato voterà se calendarizzare per la settimana successiva l' esame in Aula del ddl Zan, come hanno chiesto M5S e Pd.

 

Ma siccome il provvedimento è di natura parlamentare, qualsiasi sarà la soluzione non inciderà sugli equilibri di governo. Per i partiti il caso è aperto, e bisognerà capire se il Pd - alla vigilia delle votazioni a scrutinio segreto - cercherà un' estrema mediazione che rimanderebbe il testo alla Camera. Per Palazzo Chigi invece il caso è chiuso. E l' ha chiuso Draghi. L' altro ieri, mentre infuriava la polemica, un suo ministro aveva ricevuto uno stringato messaggio: «Tenersene fuori». È chiaro a cosa si riferisse, ma non è noto chi glielo abbia mandato...

MATTEO RENZI L'ARIA CHE TIRAsalvini renzi

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