beppe grillo giuseppe conte luigi di maio

‘’ORMAI ESISTONO DUE M5S’’ – ALLA FINE GRILLO E DI MAIO HANNO INGOIATO IL ROSPO FERRUCCIO SANSA, CANDIDATURA DI SINTESI CONTE-ZINGARETTI IN LIGURIA, SOLO PER MANDARE A SBATTERE IL MITOMANE CON LA POCHETTE, SICURI DELLA SCONFITTA DEL GIORNALISTA DEL “FATTO” – GIGGINO, OLTRE A SBARRARE LE INTESE COL PD NELLE ALTRE REGIONI, PUNTA AD ANTICIPARE GLI STATI GENERALI PER RIPRENDERE LA LEADERSHIP DEL M5S ALLEANDOSI CON LA CORRENTE DI ROBERTO FICO, MANDANDO I “RIBELLI” DI DIBBA A QUEL PAESE

Simone Canettieri per il Messaggero

 

BEPPE GRILLO GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

«Ormai esistono due M5S». La constatazione, poco amichevole, rimbalza dalla Farnesina e arriva nelle chat dei parlamentari e uomini di governo più vicini al ministro degli Esteri. Questione di progetto politico. E il caos che si è creato intorno al giornalista Ferruccio Sansa, candidatura di sintesi Pd-M5S che non piace a Luigi Di Maio e che non fa impazzire nemmeno Grillo (sms ai parlamentari: «Ma siamo matti?»), ne è la riprova.

 

In mezzo: Vito Crimi, travolto dai retroscena, come quello, smentito dopo ore, di un appuntamento lunedì prossimo su Zoom per una video-call con Antonella Laricchia, candidata in Puglia, il ministro Francesco Boccia (Pd) e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, sempre più contiano, Riccardo Fraccaro. Obiettivo farla ritirare, portando il M5S ad appoggiare il dem Michele Emiliano. Notizia smentita a sera da Crimi: «Avanti con Antonella».

 

grillo di maio

L' ANALISI Ma la strategia di Di Maio (e con lui ci sono altri pezzi da novanta del M5S) è più vasta: creare tensione sul caso Sansa (mai tenero con Beppe Grillo e se per questo nemmeno con i dem) per bloccare tutti gli accordi che al momento ballano nelle altre regioni «contendibili».

 

A partire dalle Marche, dove da giorni il segretario del Pd Nicola Zingaretti si sta spendendo per un' alleanza con i grillini per sbarrare la strada a «un candidato (Francesco Acquaroli-ndr) che va alle cene di commemorazione della Marcia su Roma. Che cosa deve accadere di più per fermare questa ipotesi di presidenza?».

 

Poi c' è la Puglia, terreno che fa incontrare per l' eterogenesi dei fini, i due ex nemici Di Maio e Barbara Lezzi (per non parlare di Di Battista), tutti per cause opposte, sfavorevoli a un' intesa con il Pd.

 

grillo fico di maio di battista

Il premier Giuseppe Conte che si è speso in appelli pubblici per evitare divisioni alle urne nella maggioranza giallorossa, parlando di «errore per tutti», è un altro protagonista di questa vicenda. Una sconfitta alle regionali, magari per 5-2, della coalizione di governo darebbe benzina al motore del centrodestra.

 

Ecco, perché gli uomini più vicini al premier, vedono in questo ostruzionismo dell' ala dimaiana del Movimento l' ennesima strategia del ministro degli Esteri, una tela che ormai guarda al punto di caduta dei fatti politici.

Aspettando, rimanendo in silenzio quando deve, salvo far trapelare o intendere i suoi pareri. Che dettano l' agenda interna.

ZINGARETTI - CONTE - DI MAIO

 

Su questo fronte c' è anche Davide Casaleggio che, seppur emarginato in questa fase, è da sempre per l' autonomia tra i due poli del Movimento. La paura, come spiegava ai suoi, giorni fa alla Camera, il viceministro Stefano Buffagni è che «a forza di continuare con le fusioni a freddo facciamo solo il gioco del Pd perché poi alla prova delle urne rischiamo nei territori di essere inglobati dai dem o dalle liste civiche».

 

nicola zingaretti giuseppe conte

Ecco perché è meglio la via solitaria. In Liguria si è sfiorato comunque il tutti contro tutti con un rimescolamento dei ruoli.

Anche i dubbi di Beppe Grillo, trapelati ieri l' altro, hanno giocato un ruolo fondamentale in questo caos. Più che sull' accordo - il Garante del Movimento, oltre che di Conte, spinge da mesi per un' intesa organica con il Pd - si è discusso sull' opportunità del nome scelto come sintesi. Un caso rientrato dopo un giro di telefonate Crimi-Di Maio-Grillo che alla fine hanno ribadito il loro appoggio al candidato giallorosso.

 

Non a caso subito spinto da Roberto Fico e Federico D' Incà, presidente della Camera e ministro per i rapporti con il Parlamento, vicini a Conte e all' idea di spostare il M5S nell' alveo del centrosinistra, in maniera stabile e duratura. Dunque, per sempre.

 

Ed è così che si ritorna ai «due Movimenti» che al momento convivono sotto la stesso tetto. Il problema è per quanto. Perché la parola scissione davanti alle scelte di campo continua ad aleggiare. Sarà argomento degli Stati generali che i parlamentari vorrebbero dopo le regionali, con Crimi che invece prende tempo. In ballo c' è la stabilità del governo e i due Movimenti potrebbero terremotarlo.

ferruccio sansaferruccio sansa

 

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....