curzio maltese

MALTESE, OVVERO UN NULLA CON UN EGO INTORNO - DOPO ESSERE STATO PIZZICATO AD ARRAFFARE IL DOPPIO STIPENDIO, CON SOMMO SDEGNO DEL CDR DELLA SUA “REPUBBLICA”, IL SAVONAROLA MIGNON SE LA PRENDE CON QUESTO DISGRAZIATO SITO: “CHI LEGGE DAGOSPIA E’ UN IMBECILLE!”

Adriano Scianca per "Libero Quotidiano"

 

curzio maltesecurzio maltese

Spieghiamo le cose con calma. Anche perché voi che leggete siete degli stupidi. Non lo dice mica lo scrivente, ma uno più su. Addirittura un editorialista di Repubblica. E un europarlamentare di Tsipras. Uniti nella stessa persona. Praticamente il Chuck Norris dell’etica civile. Parliamo di Curzio Maltese. Riassumiamo brevemente: il noto giornalista, nonché rampognatore degli sprechi pubblici (cioè un controllore) diventa europarlamentare (cioè un controllato).

 

Per ovvi motivi di opportunità, l'azienda prova a metterlo in aspettativa non pagata. Niente da fare. Si parla allora di una «collaborazione gratuita», proposta per il giornalista «irricevibile». L’azienda prova allora a sospenderlo unilateralmente dallo stipendio, azione a cui Maltese risponde, attraverso il suo avvocato, minacciando di procedere per vie legali. Si va allora verso una collaborazione con stipendio, ma ben pagato. Insomma, «l’ego che vince sull’interesse collettivo», come recita il titolo di un articolo del Fatto segnalato da Google.

Ezio Mauro Ezio Mauro

 

Al cui link corrisponde però una pagina vuota (Censurina? Mah...). Mentre il giornalista contratta con l’azienda, tuttavia, scoppia il caso. Maltese prova allora a metterci una pezza, per esempio concedendo un’intervista a Lettera 43. Qui, oltre a quadretti strazianti alla Oliver Twist («ho un contratto molto al di sotto del mercato. Io guadagnerei molto di più a fare l’editorialista che l’europarlamentare dove ho uno stipendio di 6 mila euro»), Maltese ribadisce anche la sua argomentazione principale, che sembra mutuata dal Marchese del Grillo: lui è lui e noi non siamo un c... «In Italia devo rendere conto a dei buffoni», spiega Maltese, riferendosi a Libero e Dagospia. Peccato che sia stata la sua azienda a chiedergli di «rendere conto».

 

E, a seguire, il cdr del suo giornale, che ha parlato di «redazione umiliata». Ma per il giornalista è tutta una invenzione della stampa avversa: «Dagospia e Libero di cose sbagliate campano, ma loro hanno degli altri lettori, io ho dei lettori più intelligenti». Ecco, appunto. Col sito di D’Agostino e con i suoi non pochi lettori, poi, Maltese ha un conto aperto: «Se uno dà retta a Dagospia è un imbecille. Io Dagospia non lo apro da 15 anni».

 

roberto d'agostino 2roberto d'agostino 2

Una linea di condotta talmente rigorosa che Maltese ha smesso di leggere Dagospia un anno prima che il sito venisse messo on line, dato che il portale esiste da 14 anni (e chissà se fra gli intelligenti lettori di Maltese figura anche quell’Alberto Asor Rosa che nel terzo volume della sua Storia europea della letteratura italiana, a pagina 533, confondeva Maltese con Malaparte).

 

Tornando al doppio incarico, è comunque divertente vedere come l’eccesso di indignazione mandi subito il giornalista in bambola. Al fattoquotidiano.it, per esempio, egli dichiara che la questione è bella che risolta: «Quando faccio il politico non faccio il giornalista e viceversa».

 

Dottor Curzio e Mister Maltese: come avevamo fatto a non pensarci prima? Nel colloquio con Lettera 43, tuttavia, leggiamo: «Siccome sto in un posto dove è più facile per me avere relazioni con Mario Draghi o con Jean Claude Juncker che se faccio l’editorialista a Roma, stare qui è un vantaggio per me e per il giornale \. Qui posso accedere a più informazioni. Per esempio a quelle statistiche che non danno ai giornalisti ma danno ai parlamentari. E tutto questo costa alla mia azienda molto meno di quanto costi darmi uno stipendio».

BELPIETRO BELPIETRO

 

Forse faranno così: il Dottor Curzio raccoglie le informazioni al Parlamento europeo e le mette in una valigetta. Poi, con fare circospetto, la lascia a terra in un malfamato bar di Strasburgo, dove poco dopo arriva Mister Maltese a ritirarla.

 

Ma c’è di più. Qualche riga dopo, riferendosi al suo ruolo nella commissione Trasporti e Cultura, il giornalista (o era l’eurodeputato, stavolta?) spiega: «È utile alla commissione Cultura che io diffonda informazione su questo tema». Un vero colpo di classe.

 

Ricapitoliamo: prima non c’è rapporto fra il giornalista e il politico. Poi c’è e va a vantaggio del giornalista. La terza versione è invece che a beneficiare del suo doppio ruolo è addirittura il Parlamento europeo. O, perché no, forse l’Ue tutta. Ma che ne sappiamo noi. Noi siamo stupidi.

 

 

2. SE LA LEGGE TI CONSENTE DUE STIPENDI

Vittorio Feltri per “il Giornale"

 

Il problema va posto così: si può predicare bene e razzolare male? Se lo fanno tutti, significa che è considerato lecito. Ma bisogna distinguere. Prendiamo il caso di Curzio Maltese, editorialista severo (una volta anche divertente) della Repubblica, da qualche mese parlamentare europeo eletto nelle liste immacolate di Tsipras, che non è un detersivo, ma un gruppo politico di nuovo conio e di qualche successo in cui si è infilata pure Barbara Spinelli, altra calligrafa instancabile del quotidiano fondato dal cardinale Eugenio Scalfari, vice Papa.

jean claude junckerjean claude juncker

 

Maltese (un passato onorevole di cronista sportivo e inviato della Stampa di Torino) ha combattuto non soltanto Silvio Berlusconi, considerandolo il cancro della democrazia italiana, ma anche la cosiddetta Casta, accusandola ragionevolmente di godere di privilegi immeritati, degni di una repubblica delle banane. Entrato nell'assemblea di Bruxelles, votato dal popolo, egli avrebbe manifestato la disponibilità a rimanere collaboratore esterno del suo giornale (degnamente retribuito, com'è giusto che sia), uscendo però dall'organico dei giornalisti in pianta stabile e a tempo pieno. Una prova di buona volontà.

 

Peccato che la dirigenza e perfino il sindacato potente della Repubblica non abbiano gradito la proposta nella sua interezza. Perché? Probabilmente sognano che Curzio Maltese si tolga dai piedi e liberi il posto di commentatore, assai ambito da una moltitudine di colleghi smaniosi di fare carriera. C'est la vie. La nota firma deve aver mangiato la foglia, forse tutto l'albero, e si è incaponita. Non mi volete quale collaboratore oneroso?

MARIO DRAGHIMARIO DRAGHI

 

Preferireste che lavorassi gratis o che non scrivessi più un rigo, collocandomi in aspettativa? Bene. E allora io rimango qui, ricopro il mio ruolo di editorialista e, se non pubblicherete i miei articoli, amen, mi pagherete lo stesso, dal primo all'ultimo euro, stipendio pieno, dato che non esiste legge che vieti a un parlamentare europeo di svolgere attività giornalistica senza limiti.

 

Non c'è verso di dargli torto, a rigor di norma. Infatti quei cervelloni della Ue e quei cervellini che legiferano a Roma non si sono mai sognati di dichiarare incompatibile la professione giornalistica con il mandato di parlamentare Ue. Formalmente, pertanto, Maltese è in una botte di ferro. La legge è dalla sua parte. Egli infatti quale commentatore non ha obbligo di frequentare la redazione, avendo facoltà di vergare pezzi a casa propria, in albergo, dovunque disponga di un computer allo scopo di spedire al giornale i suoi elaborati, belli o brutti che siano. I contratti si rispettano e chi li viola è chiamato a pagare dazio.

 

alexis tsipras saluta curzio maltesealexis tsipras saluta curzio maltese

Fin qui non ci piove. Poi è lecito polemizzare con un redattore che per anni si è distinto nelle vesti di moralista inflessibile, e, non appena si è trovato tra i privilegiati della Casta, ha pensato bene di godersi il doppio stipendio: quello di parlamentare e quello di giornalista. Ma trattasi di polemiche gratuite, dal momento che coloro che si attengono alle leggi non sono passibili di sanzioni. Nella circostanza, insomma, non è Maltese da criticare perché usufruisce di un diritto codificato, bensì quelli - i cretini detentori del potere di legiferare - che parlano e parlano, ma si guardano dal modificare norme inique. Per cambiare le quali basterebbero cinque minuti di relativo impegno.

Curzio Maltese Curzio Maltese

 

Maltese è nella legalità e giustamente pretende due paghe, perché gli spettano; non è lui il pirla, ma i signori che non fanno nulla per cancellare certe storture della disciplina pubblica. Un po' come la storia delle baby pensioni che furono approvate tanti anni orsono e incassate da parecchia gente col risultato di aumentare il debito pubblico. Ma attenzione: si affermò il concetto che i banditi fossero le persone che percepivano gli assegni di quiescenza - legalmente - e non gli incoscienti che, seduti alla Camera e al Senato, li avevano resi legittimi. Uno scandalo attribuito non a chi lo aveva provocato ma a chi si era limitato a prendere atto di un'opportunità, servendosene.

 

Maltese oggi si renderà conto di quanto sia difficile nel nostro Paese non tanto comportarsi correttamente, quanto dimostrare di non avere sgarrato. Ti guardano storto solo perché reclami quanto ti è dovuto, e se lo ottieni finisci sui giornali dipinto come un profittatore. Paga sempre chi si attiene alle regole, e chi ha fatto le regole sbagliate se la cava, nessuno lo persegue. I responsabili dello sfacelo si nascondono dietro un dito e la fanno franca.

 

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...