matteo salvini giuseppe conte

UNA MAZZATA TRA CAPO E COLLE – GHISLERI: DOPO IL VOTO PER IL QUIRINALE SCENDE LA FIDUCIA IN SALVINI E CONTE – BOOM DI FRATELLI D’ITALIA (E’ IL PRIMO PARTITO AL 21,1%), IL PD TIENE Al 20,8% - LA MAGGIOR PARTE DEGLI ITALIANI È SODDISFATTO PER L'ELEZIONE DI SERGIO MATTARELLA MA SETTE SU 10 RITENGONO LA POLITICA SCONFITTA DAL VOTO SUL QUIRINALE....

Alessandra Ghisleri per la Stampa

 

CONTE SALVINI

La maggior parte degli italiani è sicuramente soddisfatto per l'elezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica, del resto era la loro prima preferenza da subito. Eppure ancora sfugge la comprensione della macchinazione che ha portato alla sua rielezione. La linea di confine tra il desiderio di comprendere e il sentirsi manipolati dai leader politici per gli elettori non è ancora ben definita. Tuttavia, al netto delle critiche e dei rischi che la politica si è presa, nella piena consapevolezza di aver vissuto una settimana da capogiro, gli italiani si dimostrano molto severi nei loro giudizi.

 

Tutti i leader politici che hanno partecipato attivamente all'elezione ad eccezione di Matteo Renzi (+4.2%) e Giorgia Meloni (+2.7%) perdono consensi nell'indice di fiducia rispetto alla fine dell'anno appena passato. Matteo Salvini (-5.3%) e Giuseppe Conte (-5.2%) guidano la classifica perdendo in un mese circa il 5.0%; tuttavia nel confronto con dicembre 2021 in minore difficoltà troviamo anche Enrico Letta con -1.5% e Luigi Di Maio (-1.1%).

 

MATTEO SALVINI E GIUSEPPE CONTE

 

Storia a parte per Silvio Berlusconi che da candidato alla guida del Paese con il suo ritiro perde il 2.1% delle preferenze dei suoi fan. Anche il presidente del Consiglio, pur rimanendo in testa alla classifica rispetto a dicembre 2021 perde il 3.7% insieme al suo governo (-3.5%). L'autoreferenzialità del palazzo non ha aiutato a trovare i consensi. Del resto il 70.4% del campione intervistato dichiara che tutta la politica esce sconfitta da questa vicenda. Il 32.3% si è sentito preso in giro, mentre il 21% ha avuto la percezione di assistere ad una «sceneggiata». In tutto questo anche le intenzioni di voto ne hanno risentito in maniera suggestiva.

 

matteo salvini giuseppe conte

È necessario ricordare che registrando questi voti, a caldo dopo un'intensa settimana mediatico-politica, è opportuno leggere i numeri come possibili indicazioni su cui iniziare a lavorare e non come pietre. Con questo Fratelli di Italia in due settimane guadagna il 2.2% arrivando al 21.1% e diventa il primo partito a scapito della Lega di Salvini che perde l'1.8% registrando il 16.7% dei consensi. Nel centro destra anche Forza Italia (7.4%) paga lo scotto lasciando quasi un punto percentuale nel campo del non voto. Anche nell'area del centro sinistra il Pd di Enrico Letta perde lo 0.8% attestandosi al 20.8%. Non meglio il M5S che nella confusione generale riesce a mantenere il 14.2% perdendo solo lo 0.2%.

 

giuseppe conte e matteo salvini alla confesercenti

Anche Azione di Carlo Calenda perde lo 0.7% ritrovandosi al 4.1%, mentre Italia Viva lo guadagna ritornando al 3.0%. In tutto questo, criticare la politica oggi è facile, perché rimane una forza decisionale fondamentale che c'è e c'è sempre stata, verso cui gli italiani non possono realmente opporsi, ma solo partecipare avendo però come diritto la possibilità di comprendere per poter scegliere poi. Oggi è forte la necessità di mettere in discussione tutto il percorso e i protagonisti politici, tuttavia non si può, perché non ci si può convincere di qualcosa solo perché è semplice ed immediato. In questo momento siamo in una fase di "quiete dopo il temporale" con lo spauracchio di una forte tempesta all'orizzonte.

 

Tra esattamente un anno saremo alle porte di nuove elezioni nazionali, perché giungiamo al termine di questa legislatura; e nel mezzo ci saranno mesi complicati e duri, perché ogni partito cercherà di tutelare ovviamente la sua parte - di governo o di opposizione- e contemporaneamente strutturerà una linea per una importante campagna elettorale che porterà all'elezione di soli 600 parlamentari a fronte dei quasi 1.000 seggi di oggi E solo allora l'elettore darà il suo giudizio definitivo. Ora i cittadini si aspettano che finalmente sul tavolo ci sia la realtà.

MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI

 

Quella con cui ogni persona si confronta ogni giorno e che fa pensare che le proprie scelte siano sempre limitate e addestrate dalla politica che sovrasta ogni cosa. È chiaro che l'organizzazione politica degli ultimi tempi ha fallito, tuttavia gli elettori hanno richieste specifiche alle quali prima ancora di rispondere rapidi con un post su un social sarebbe meglio fare una riflessione. Infatti, dopo un periodo convulso legato ad una nuova ondata di Covid che, pur se più contenuta ha messo a dura prova le famiglie, le indicazioni degli italiani sulle priorità su cui il governo dovrebbe concentrarsi vedono tornare ai primi posti i temi economici con la ripresa nazionale al 23.2%, il lavoro e la disoccupazione con il 19.6% e una possibile rivoluzione fiscale che vada maggiormente incontro alle famiglie (9.2%). I temi sanitari raccolgono il 16.2% suddivisi tra la necessità - e la speranza - di un riassetto generale (8.9%) e il contrasto alla pandemia (7.3%).

berlusconi meloni salvini toti

 

La richiesta di sanare il gap del carovita raccoglie il 5.7%, mentre al di sotto del 5% troviamo il desiderio di nuovi investimenti per la scuola (3.9%) e con il 2.1% la necessità di una nuova legge elettorale. È chiaro che i temi che la politica deve affrontare spaziano su più fronti non sempre di interesse pubblico, tuttavia l'esperienza dell'elezione quirinalizia ha messo in evidenza il suo vero tallone di Achille: l'incapacità di un dialogo costruttivo che ha portato a una resa su tutti i fronti.

 

 

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...