giorgia meloni reddito di cittadinanza

LA MAZZATA DI GIORGIA MELONI AL REDDITO DI CITTADINANZA: VUOLE CANCELLARE IL SUSSUDIO PER SEICENTOMILA PERSONE CONSIDERATE "OCCUPABILI" – LA MANNAIA POTREBBE SCATTARE A GIUGNO 2023: DA QUEL MOMENTO IN POI, IL BENEFICIO SARA’ ASSICURATO SOLO A PERSONE IN CONDIZIONI DI OGGETTIVA DIFFICOLTÀ, COME DISABILI O CHI HA FAMIGLIE NUMEROSE – LA LEGA VIENE RIMBALZATA DA GIORGETTI SU FLAT TAX E PENSIONI: NON CI SONO I SOLDI PER LE RIFORME – IDEM FORZA ITALIA, CHE CHIEDEVA DI ALZARE LE PENSIONI A MILLE EURO…

Emanuele Lauria per “la Repubblica”

 

GIORGIA MELONI REDDITO CITTADINANZA

La stretta al reddito di cittadinanza, alla fine, è più forte del previsto. E Giorgia Meloni la annuncia senza perifrasi, in un preambolo del vertice di maggioranza sulla manovra che ruota per gran parte attorno a questo tema: «Dobbiamo eliminare un sussidio immorale per tutti quelli che sono in condizioni di lavorare». Indica anche una data, la premier: lo stop scatterà entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge di Bilancio, dunque a giugno 2023. Da quel momento in poi, beneficio assicurato solo a persone in condizioni di oggettiva difficoltà: ad esempio disabili o chi ha famiglie numerose.

 

GIANCARLO GIORGETTI E MATTEO SALVINI

È ancora un'ipotesi, che si affianca ad altre più complesse, ma il governo ha già le tabelle pronte: gli "occupabili" oggi sono 660 mila e la cancellazione del reddito per questa fascia comporterebbe un risparmio di 1,8-2 miliardi di euro. Il giro di vite, d'altronde, è condito da un altro annuncio della presidente del consiglio: un accurato monitoraggio dei percettori del sussidio per verificare che tutti risiedano davvero in Italia.

 

Così Meloni mette in pratica un impegno preso in campagna elettorale, davanti a una folla di alleati (una trentina fra ministri e capigruppo) riuniti nella sala verde di Palazzo Chigi: nessuno batte ciglio, neanche gli esponenti di Lega e Forza Italia che erano su una posizione più soft. La misura va bene, spiegano, perché non si tratterebbe di un'abolizione tout court ma di una revisione del provvedimento caro ai 5Stelle.

 

il video di giorgia meloni contro il reddito di cittadinanza 4

È un atto che la premier porta avanti assieme all'impegno di tutelare i redditi bassi, i giovani e gli anziani. Dentro una legge di bilancio che ha scarse risorse: trenta miliardi, di cui 21 destinati a far fronte al caro-energia. Non a caso, Meloni blocca sul nascere qualsiasi tentativo di assalto alla diligenza: «Siamo costretti a pensare a interventi a saldi invariati», dice Meloni. Non ci sono i soldi per mantenere le promesse elettorali. Non quest' anno, almeno.

 

Un messaggio inviato alla Lega, che su pensioni e Flat tax deve mordere il freno: si supererà la Fornero ma con un approdo a «Quota 103» (a riposo a 62 anni, ma solo con 41 anni di contributo) e tassa piatta soltanto per partite Iva e autonomi con ricavi fino a 85 mila euro. Anche la pace fiscale si limita a una tregua: cancellate le cartelle fino a mille euro, sconto su sanzioni e interessi (5%) per quelle fino a tremila euro. C'è invece un brusco stop allo scudo fiscale per i capitali che rientrano dall'estero: la misura viene accantonata ufficialmente per «un approfondimento», ma sullo sfondo ci sarebbero le perplessità della Ragioneria dello Stato.

alessandro cattaneo foto di bacco (3)

 

Matteo Salvini si fa carico, vista la esiguità dei fondi, di una "gradualità" delle misure che porta in sé nei fatti un rinvio ai prossimi anni. Forza Italia invece si batte fino all'ultimo per mettere subito in manovra alcune delle proprie bandiere: le pensioni minime a mille euro, ad esempio.

 

«Per gli over 75 con Isee inferiore ai 15 mila euro questa norma costa due miliardi di euro. Si trovano», dice il capogruppo alla Camera Alessandro Cattaneo. «C'è tempo fino a lunedì», dice speranzosa l'omologa al Senato Licia Ronzulli. FI batte pure per la detassazione totale per i nuovi assunti under 34 per 2-3 anni. E chiede coperture sulla cessione dei crediti del Superbonus edilizio.

SILVIO BERLUSCONI LICIA RONZULLI

 

Ma il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti fa muro. Così come, sempre per tenere i conti in ordine, si trova a frenare sulla richiesta di esponenti del suo partito - Molinari e Romeo - di mantenere lo sconto sulle accise sui carburanti. «Ho rappresentato un quadro di prudenza e confido nel fatto che le forze politiche con responsabilità sosterranno l'approccio», dice Giorgetti. In attesa del round finale, lunedì (o martedì) in consiglio dei ministri.

MATTEO SALVINI GIANCARLO GIORGETTI

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…