pierferdinando casini

IL METODO DI PIERFERDINANDO CASINI PER “SILURARE” I FIDANZATINI DELLA FIGLIA: “LEI LI PORTAVA A CASA. IO VEDEVO QUESTI RAGAZZI DUE O TRE VOLTE E CONTINUAVO A TACERE, ZITTO. E ALLORA LEI A CHIEDERMI: "PAPÀ, VUOI DIRMI CHE NE PENSI?". E IO NIENTE. ANZI, DICEVO: "SE VUOI SAPERE IL MIO PARERE, ME LO DEVI CHIEDERE CINQUE VOLTE". MA SONO ED ERO CONSAPEVOLE CHE IL MODO MIGLIORE PER SUGGERIRE A UNA FIGLIA DI NON FREQUENTARE UN RAGAZZO CHE EVENTUALMENTE NON TI PIACE È DI NON FARGLIELO SAPERE…” - “BERLUSCONI? HA CAPITO CHE ORA DEVE UNIRE. RENZI? UNO CHE FA SEMPRE DI TESTA SUA. I 5STELLE SONO MATURATI E FRANCESCHINI…”

Tommaso Labate per il “Corriere della Sera”

 

«Il fronte politico-istituzionale è un conto, quello strettamente partitico un altro. Io sono stato impegnato in politica per talmente tanti anni che una cosa l'ho capita bene. Non ha senso rifare le cose che si sono fatte in passato. Il centrodestra ha i suoi protagonisti, l'area centrale anche. Se mi mettessi a rifare le cose che ho fatto per trent' anni, sarei un protagonista consunto...».

CASINI RENZI

 

Al dodicesimo chilometro della sua corsa a Villa Borghese, Pier Ferdinando Casini si ferma a prendere fiato. La settimana di elezioni del Quirinale l'ha consolidato nel rango di «eterno ragazzo» della politica, un po' come il Festival di Sanremo sta facendo per il suo concittadino Gianni Morandi. La gente lo ferma per strada, i suoi social network sono pieni di messaggi di incitamento, la giacchetta è idealmente sbrindellata da chi la tira da una parte e dell'altra, Silvio Berlusconi lo incontra, i centristi lo invocano, il centrosinistra lo cerca, si spendono sulla sua figura un ventaglio di adesivi, «padre nobile», «leader», qualcuno addirittura «leader spirituale», «figura di collegamento».

 

È lei il grande suggeritore del Centro?

MATTEO RENZI PIERFERDINANDO CASINI

«Vede, ho imparato a mie spese che quello del suggeritore è un destino gramo. Se suggerisci quello che una persona si aspetta di sentirsi dire, il consiglio viene seguito. Altrimenti no. Lo sa come ho fatto le volte che una mia figlia mi ha portato un ragazzo a casa?».

 

Come?

«Vedevo questi ragazzi due o tre volte e continuavo a tacere, zitto. E allora lei a chiedermi: "Papà, vuoi dirmi che ne pensi?". E io niente. Anzi, dicevo: "Se vuoi sapere il mio parere, me lo devi chiedere cinque volte". Ma sono ed ero consapevole che il modo migliore per suggerire a una figlia di non frequentare un ragazzo che eventualmente non ti piace è di non farglielo sapere».

BERLUSCONI CASINI

 

Spostando la lezione sul piano del centro, se Renzi

«Altolà. Ma lei ha presente Renzi? È un leader a cui voglio bene, con qualità politiche indiscutibili, che tra l'altro ha confermato in questa storia del Quirinale. Ma lei ce lo vede qualcuno nei panni del suggeritore di Renzi? È ovvio che poi fa quello che gli pare. E lo capisco anche: anch' io, quando ero leader dell'Udc, ascoltavo tutti ma poi facevo di testa mia».

 

Si sente «padre nobile» del Parlamento?

«Se le dicessi di sì, sarei altezzoso; se le rispondessi di no, mi prenderebbero per ipocrita. Nel corso di una lunga carriera, in cui ho fatto cose positive e anche errori, ho capito che alla fine quello che ti resta è la reputazione. Anzi, che la reputazione viene prima degli incarichi. Mi ha scritto mio figlio in un messaggio che conservo: "Papà, ci hai insegnato a rispettare sempre tutti, anche i più umili. Oggi hai vinto senza vincere"».

BERLUSCONI CASINI 2

 

Anche Berlusconi l'ha chiamata. Com' è stato ritrovarsi dopo tanto tempo?

«Con Berlusconi ho fatto un bel pezzo di strada e ho anche litigato. Ma il nostro rapporto umano non si è mai interrotto. Abbiamo fatto una lunga passeggiata, mi ha detto "sei ancora giovanissimo", anche se ovviamente non è vero. Vede, per Berlusconi una volta contava vincere e farlo a ogni costo. Adesso, col passare del tempo, ha capito che il suo compito storico è quello di unire, di ridurre le divisioni. Il ritiro della sua candidatura per il Colle credo sia derivato soprattutto da questa consapevolezza».

umberto bossi silvio berlusconi pierferdinando casini gianfranco fini

 

Berlusconi era pronto a sostenerla per il Quirinale, Salvini e Meloni no.

«Meloni l'ha detto con chiarezza e da subito. Salvini non da subito ma poi è arrivato alla stessa conclusione: ha preferito Mattarella, a dimostrazione che nella vita non tutti i guai vengono per nuocere».

 

Lei ha attraversato tre repubbliche.

«Per me la repubblica è una sola. E comunque almeno un altro lo ha fatto senz' altro meglio di me, molto meglio. Si chiama Sergio Mattarella ed entrò con me in Parlamento nel 1983. La sua rielezione è una benedizione per il Paese. La democrazia è malata quando la politica pensa che i tecnici siano inutili ma anche quando i tecnici scalzano completamente i politici. Facendo un parallelo con l'emergenza della pandemia: Mattarella è a capo dell'ospedale e Draghi è il primario. Ma nel mezzo di una piena pandemia non mandi il primario a fare il presidente dell'ospedale. Non funziona».

casini franceschini

 

Ha anche la stima dei Cinque Stelle, adesso?

«I Cinque Stelle sono maturati. Entrando nelle istituzioni, hanno capito che non erano come loro immaginavano che fossero. Una delle loro figure più importanti, di cui non faccio il nome, mi ha scritto in una lettera: "Sei la prova della distanza tra quello che pensavamo della politica e quello che la politica è davvero"».

CASINI E FRANCESCHINI CON RUMOR

 

Il Pd è il partito che l'ha riportata in Parlamento.

«Alcuni mi hanno sostenuto con grande calore, altri meno. Sento che qualcuno rimprovera a Franceschini di avermi sostenuto per il Quirinale con troppo affetto. Vede, da ragazzi io e Franceschini ci incontravamo nella nebbia del casello autostradale di Ferrara. Dario mi sosteneva nonostante il ras locale della Dc, Nino Cristofori, fosse contrario. Questo vale a riprova di quello che le ho detto finora. La politica è importante. Ma prima della politica, viene sempre la vita».

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