dario scannapieco fabio panetta giorgia meloni

IN NOMINE GIORGIA – MENTRE ASPETTA L’INCORONAZIONE DALLE URNE, LA MELONI LAVORA SOTTO TRACCIA PER LA SPARTIZIONE DELLE POLTRONE CHE CONTANO, CIOÈ TESORO, CDP E PARTECIPATE – CRESCONO LE QUOTAZIONI DI FABIO PANETTA, DOPO L’INCONTRO AL COMPLEANNO DI ROTONDI: ASSICUREREBBE CREDIBILITÀ AL GOVERNO SOVRANISTA, MA CON IL RISCHIO DI FAR PERDERE ALL’ITALIA LA POLTRONA DEL BOARD DELLA BCE – SCANNAPIECO POTREBBE RIMANERE PER EVITARE DI ESAGERARE CON LA DISCONTINUITÀ: MA LA PARTITA VERA SARANNO ENI, ENEL E LEONARDO

Giovanni Pons per “la Repubblica”

 

il video di giorgia meloni contro il reddito di cittadinanza 4

Non ci sono solo le voglie di presidenzialismo o le diverse ricette con cui far digerire la flat tax agli italiani, tra gli obbiettivi di un centrodestra che i sondaggi danno per vincente alle elezioni del 25 settembre. Si comincia anche a parlare di poteri economici e della strategia più adatta a occupare le poltrone chiave che controllano gli snodi più importanti delle società a partecipazione pubblica.

 

Questa volta, nel cosiddetto spoil system , c'è una novità in più. A dare le carte, infatti, potrebbe essere la rappresentante di un partito che finora è stato sempre ai margini delle spartizioni, e cioé Giorgia Meloni, che a quanto si dice pare abbia tutta l'intenzione di avanzare le sue pretese anche su questo fronte.

 

giorgia meloni ignazio la russa

Il suo consigliere più ascoltato in questo campo, di cui si fida molto, è anche il suo compagno di partito e co-fondatore di Fratelli d'Italia Ignazio La Russa, che in fatto di nomine ne ha viste passare parecchie essendo stato anche ministro della Difesa del governo Berlusconi IV, dal 2008 al 2011.

 

I ragionamenti, in questi giorni, ruotano intorno alla scelta del nome cui affidare, nel caso di vittoria, la casella più delicata della compagine governativa, quello del ministero dell'Economia. In molti scommettono su un ritorno in campo di Giulio Tremonti, già ministro plenipotenziario dei governi Berlusconi, ma stanno salendo molto le quotazioni di Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Bce e nome che avrebbe consigliato Draghi alla stessa Meloni in una conversazione riservata.

GIULIO TREMONTI GIORGIA MELONI

 

Panetta sicuramente assicurerebbe credibilità internazionale all'Italia, rassicurando le cancellerie europee, ma alcuni osservatori sconsigliano di lasciare vacante in questo momento la poltrona nel comitato esecutivo Bce poiché non si può essere sicuri che possa essere riservata a un altro italiano. Panetta potrebbe anche scegliere di restare a Francoforte un altro anno e mezzo per poi essere uno dei principali candidati alla guida della Banca d'Italia dopo Ignazio Visco.

 

Ma il piano che si sta elaborando tra gli esponenti del centrodestra non si ferma alla casella del ministro dell'Economia. Il braccio armato più importante è sicuramente rappresentato dalla Cassa Depositi e Prestiti, istituzione che gestisce il risparmio privato postale e il cui bilancio non rientra nel perimetro della pubblica amministrazione.

 

il banchiere fabio panetta

In un'ottica di un ritorno a una politica economica più statalista - che Fratelli d'Italia potrebbe invocare anche prendendo come esempio la vicina Francia del moderato Macron, che ha appena nazionalizzato Edf e che vorrebbe una Air France in volo su Ita - poter disporre della Cdp come cinghia di trasmissione verso le partite calde dell'economia può rappresentare un vantaggio.

 

dario scannapieco

Un antipasto in questo senso lo si è visto nei giorni scorsi con Meloni che cerca di fermare la privatizzazione di Ita e che fa filtrare il piano alternativo per Tim e la rete unica. Tuttavia, secondo altri osservatori, sostituire l'ad di Cdp Dario Scannapieco, nominato dal governo Draghi neanche un anno e mezzo fa e con metà mandato ancora da compiere rappresenterebbe una discontinuità troppo forte anche per un centrodestra in cerca di rivincite.

 

MARIO DRAGHI CLAUDIO DESCALZI

Sicuramente Scannapieco, funzionario tutto d'un pezzo formatosi al Tesoro e alla Bei, non parla la stessa lingua di Meloni e Salvini, non avendoli neanche mai incontrati in occasione della sua nomina. E una eventuale richiesta di intervento della Cassa in partite molto targate politicamente, come per esempio Ita, potrebbero provocare rotture insanabili.

 

In questo scenario il Tesoro e la Cdp sarebbero poi l'antipasto in attesa del piatto forte, le nomine nei colossi Eni, Enel, Leonardo, Poste della primavera 2023. E qui il ribaltone potrebbe essere totale, anche se la posta in gioco è molto alta. Con la guerra russo-ucraina ancora in corso diventa sempre più importante avere, soprattutto nel campo dell'energia e della Difesa, campioni aziendali di caratura europea. E il ruolo di Eni, Enel e Leonardo sarà sicuramente cruciale in una partita in cui scenderanno in campo le aziende francesi e tedesche.

fabio panetta e christine lagardefabio panetta foto di bacco

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”