isis petrolio

NON SCAGLIAMO LA PRIMA PIETRA: ANCHE L’ITALIA FINANZIA L'ISIS COMPRANDO IL PETROLIO AL MERCATO NERO - IL GREGGIO VIENE TRASPORTATO DA SIRIA E IRAQ ATTRAVERSO LA TURCHIA - IL PICCO DEGLI SCAMBI E’ AVVENUTO IN COINCIDENZA CON LE PRINCIPALI BATTAGLIE DEL CALIFFO

Fausto Biloslavo per “il Giornale”

 

petrolio isis iraq pozzi finanzapetrolio isis iraq pozzi finanza

Una petroliera italiana di 115mila tonnellate è al largo del porto turco di Ceyhan in attesa di caricare il greggio. Un'altra battente bandiera greca sta arrivando da Trieste, dove probabilmente tornerà a scaricare il petrolio.

 

Il flusso di petroliere con l'Italia dal sud est della Turchia riguarda anche Augusta e altri porti. A Ceyhan arriva l' oleodotto dal Mar Caspio e anche il petrolio dei nostri alleati curdi dal nord dell' Irak, ma secondo uno studio dell' università Greenwich, di Londra, pure il greggio insanguinato del Califfo.

 

Il presidente russo, Vladimir Putin, è stato il primo a denunciare che l' oro nero del Califfo viene contrabbandato via Turchia da Siria o Irak e arriva sul mercato internazionale compresa l' Europa e l'Italia. «Abbiamo informazioni che il petrolio dai depositi controllati dallo Stato islamico entra nel territorio turco su scala industriale - sostiene Putin - Avviene giorno e notte grazie a camion cisterna, che percorrono il tragitto fino ai porti dove è caricato sulle petroliere».

isis petrolio soldi finanzaisis petrolio soldi finanza

 

George Kiourktsoglou e Alec D. Coutroubis dell' università londinese non hanno trovato «la pistola fumante», ma numerose tracce sul traffico dell' oro nero insanguinato. Dalla fine della primavera del 2014 a metà di quest' anno i ricercatori hanno individuato tre picchi «inusuali» di flusso marittimo sulla rotta da Ceyhan all' Europa, che corrisponde alle maggiori battaglie o conquiste dei pozzi da parte delle bandiere nere.

 

La prima impennata dei costi di noleggio e relativi carichi di petrolio da Ceyhan, attorno al 10 luglio 2014, coincide con la conquista dell' importante giacimento siriano di Al Omar da parte dello Stato islamico. Il secondo picco, nel novembre 2014, è concomitante con i duri combattimenti per il controllo degli impianti di gas di Jhar e Mahr. Ed il terzo, dalla fine di gennaio 2015 al 10 febbraio, è simultaneo alla campagna aerea americana vicino a Kirkuk, la cassaforte del petrolio nel nord dell' Iraq.

traffico petrolio isistraffico petrolio isis

 

«Crediamo che ci siano forti indizi relativi ad una catena illecita di approvvigionamento che imbarca il greggio dello Stato islamico da Ceyhan» scrivono gli autori. Il Califfato è riuscito ad estrarre, nei momenti di maggiore produzione, fino a 50mila barili di petrolio al giorno.

 

Ogni barile viene venduto dai miliziani jihadisti a 20-35 dollari ciascuno a seconda del prezzo di mercato del petrolio. Un camion cisterna può contenere 30mila litri di greggio. Il profitto ad ogni viaggio varia da 3000 a 5000 dollari. Secondo Mehmet Ali Ediboglu, parlamentare d' opposizione ad Ankara, il giro d' affari «del contrabbando di petrolio del Califfato è di 800 milioni di dollari all' anno, ma nel 2014 potrebbe aver raggiunto il miliardo sul mercato nero turco».

 

Fonti riservate di intelligence citate nella ricerca dell' università di Londra indicano con precisione la «rotta» del contrabbando da Siria e Irak attraverso il sud est della Turchia fino al terminale di Ceyhan.

 

mappa siriamappa siria

Sanliura, Urfa, Hakkari, Siirt, Batman, Osmaniya, Gaziantep, Sirnak, Adana, Kahramarmaras, Adiyaman e Mardin sono tutti centri del mercato nero. Parte del greggio, che viene raffinato in maniera rudimentale, è venduto sul territorio turco. Colonne di una trentina di cisterne «entrano giorno e notte in Turchia» secondo i russi, che li inseguono con i droni. In alcuni casi sono implicati mediatori curdi, nostri alleati nel nord dell' Iraq. E uomini d' affari vicini al regime di Damasco, che comprano petrolio dagli estremisti islamici per rivenderlo al regime, come George Haswani finito ieri nella lista nera del Dipartimento di stato Usa.

 

Il premier, Ahmet Davutoglu, respinge le «accuse senza fondamento che chiamano in causa la Turchia su presunti acquisti di petrolio» dallo Stato islamico. Le stesse autorità turche, però, hanno ammesso che sono aumentati i sequestri di prodotti petroliferi di contrabbando fino ad arrivare ad oltre 79 milioni di litri nel 2014, quando il Califfo ha messo le mani sui giacimenti in Siria e Irak.

iraq   isis prende la raffineria di petrolio di baiji 9iraq isis prende la raffineria di petrolio di baiji 9

 

Secondo l' intelligence irachena un giro del genere, che arriverebbe fino a Ceyhan e poi via mare in mezzo mondo, compresa l' Italia, «è possibile solo con la copertura dei servizi di sicurezza turchi». La documentazione di accompagnamento del petrolio insanguinato deve risultare regolare per venire imbarcato su una petroliera e venduto sul mercato internazionale.

 

Solo il 16 novembre i caccia Usa hanno colpito le prime 116 cisterne dello Stato islamico. Il Pentagono sostiene di aver distrutto altri 280 camion nell' ultima settimana. I russi ne avrebbero polverizzato un migliaio da fine ottobre, quando sono intervenuti con i raid in Siria.

 

iraq   isis prende la raffineria di petrolio di baiji 8iraq isis prende la raffineria di petrolio di baiji 8

 

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…