giuseppe conte

IL NULLA OLTRE LA POCHETTE – IL RITRATTONE DI PEPPINIELLO APPULO E DELLA SUA TRISTE PARABOLA: DALLA VENERAZIONE PER PADRE PIO (CON IL SANTINO MOSTRATO A “PORTA A PORTA”) A PALAZZO CHIGI, PASSANDO PER GLI STUDI A VILLA NAZARETH E IL RAPPORTO CON ALPA – IL "CORRIERE": “ORA GIUSEPPE VA ALLE ELEZIONI. NON HA PIÙ ALLEATO IL PD, ENRICO LETTA QUELLA POCHETTE GLIELA FAREBBE INGOIARE, I SONDAGGI LO DANNO SUL FILO DEL 10%. OBIETTIVO: LIBERARSI DI UNA BANDA DI SCAPPATI DI CASA E AVERE IN PARLAMENTO UNA PATTUGLIA CHE RISPONDA A LUI E A LUI SOLO. PER TORNARE AD AVERE UN RUOLO, PERCHÉ AVER ASSAGGIATO PALAZZO CHIGI È UNA MALATTIA CHE ESPONE A CONTINUE RICADUTE…”

 

Roberto Gressi per il “Corriere della Sera”

 

GIUSEPPE CONTE PADRE PIO MEME

Quando un'ostetrica marchigiana lo ha fatto nascere, mamma Lillina, maestra, e papà Nicola, segretario comunale, mai potevano immaginare che avrebbe azzoppato un leader leghista e affondato un governo.

 

Né che sarebbe stato a sua volta disarcionato, e che avrebbe guidato all'assalto la truppa dopo aver fatto fuori, con la complicità di un comico, tutti i colonnelli del suo partito, e né che ci fossero oggi Bonnie e Clyde (Alessandro Di Battista e Virginia Raggi) ad aspettarlo dietro l'angolo del voto anticipato per portargli via tutto. Ma nei suoi occhi avevano già visto il balenio della Forza, per quanto un po' sedotta dal lato oscuro.

GIUSEPPE CONTE CON I FRATI A SAN GIOVANNI ROTONDO

 

Giuseppe Conte, un metro e settantotto per settantotto chili, da Volturara Appula, nato l'8 agosto 1964, sotto il segno del Leone. Superbo e un po' egocentrico l'uomo Leone non si accontenta mai e non passa inosservato. Sono piccoli, lui e la sorella Maria Pia, quando il padre li trasferisce a San Giovanni Rotondo, terra di Padre Pio, al quale tutta la famiglia, religiosissima, è profondamente devota. Giuseppe gira ancora e sempre con il suo santino in tasca, e la preghiera lo accompagna.

 

Della sua adolescenza sappiamo che ha tutti bei voti, ma non apre il libro di matematica.

giuseppe conte fa lezione all universita di firenze

Bellino, piacicchia alle ragazze, cura il ciuffo e l'abbigliamento, intanto sorveglia dalla finestra della classe la moto fiammante che lo attende di sotto. La classe è quella del Liceo Classico di San Marco in Lamis, intitolato a Pietro Giannone. Filosofo del '700, perseguitato dalla Chiesa per le sue idee, che però secondo Alessandro Manzoni non erano sue, ma le aveva copiate.

 

giuseppe conte alle elementari

Conte si trasferisce nella Capitale e come prima cosa si innamora della Roma. Nel palleggio fa la sua figura. Laurea con lode in Giurisprudenza alla Sapienza, che per uno come lui è il minimo sindacale.

 

Anche perché studia nel collegio universitario di Villa Nazareth, che ha visto passare, vuoi come insegnanti vuoi come studenti, Aldo Moro e Oscar Luigi Scalfaro, Sergio Mattarella e Romano Prodi, Leopoldo Elia e Pietro Scoppola. Nel consiglio era attivo Giovanni Bazoli, direttore con Conte era Pietro Parolin, ora segretario di Stato vaticano, nonché papabile, almeno nelle chiacchiere di Curia.

 

giuseppe conte feste dpcm decreto

Segnate la data: 18 settembre 2013. Allievo prediletto di un avvocatone come Guido Alpa, Conte viene eletto dalla Camera dei deputati come membro del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, con il sostegno dei Cinque Stelle. Si occupa tra l'altro anche del caso Bellomo, il magistrato che imponeva alle allieve le minigonne.

Ecco fatto, un piede è dentro. È lì che vanno a cercarlo populisti e sovranisti nel 2018.

 

PIETRO PAROLIN GIUSEPPE CONTE

Luigi Di Maio e Matteo Salvini si sono piaciuti ma non possono cedere l'uno all'altro la campanella del premier. E quindi fanno un contratto e chiamano l'avvocato per farlo rispettare, che poi a governare ci penseranno loro. Per la verità c'è prima un ballottaggio con Giulio Sapelli, ma per Conte farlo fuori è un gioco da ragazzi. Con l'umiltà e l'attitudine alla sofferenza imparate da Padre Pio, incanta i due futuri vicepremier: è lui il vaso di coccio che cercavano.

 

giuseppe conte guido alpa

Il resto è quasi cronaca. Le polemiche per gli incarichi universitari avuti con l'amico Guido Alpa in commissione, l'imbarazzo per un curriculum un po' gonfiato, e poi, segnale d'obbedienza verso Lega e Cinque Stelle, l'iniziale passo indietro quando Sergio Mattarella dice che no, un ministro antieuro alla guida dell'Economia non se lo piglia neanche dipinto. La sua sembra una carriera da cavalier servente, mentre in realtà sta solo aspettando di prenderci la mano.

 

Eccolo allora usare gli artigli, allorché Salvini si infila nella trappola del Papeete.

Conte tira schiaffi, Salvini rincara, minaccia, strappa e poi tratta, promette e alla fine quasi implora: ma ormai è fatta, muore il governo gialloverde e nasce quello con il Pd, con Matteo Renzi che convince il Pd a tenersi Conte.

 

SALVINI PUTIN CONTE DI MAIO

Quella che segue è l'età dell'oro dell'uomo con la pochette. La pandemia, l'emergenza, i proclami, le rassicurazioni, fino alle trattative in Europa per il Pnrr. Ma poi il governo si impantana, vivacchia, Renzi ora gli tira i pomodori. Giuseppi, così ribattezzato da Trump, prova a servirgli la stessa medicina che aveva riservato a Salvini. La verve non manca ma i voti sì, anche se li elemosina perfino da tal Lello Ciampolillo, al quale quasi promette di diventare vegano se lo voterà.

 

mario draghi giuseppe conte

Dura è la vita dei nobili decaduti: palazzi pignorati, gioielli impegnati, Grillo che gli offre la guida dei Cinque Stelle e poi si scoccia perché vuole comandare davvero, un tribunale gli toglie i poteri sul partito e poi glieli ridà, i peones lo trattano a pesci in faccia mentre Mario Draghi usa con robusto successo la campanella che Conte gli ha di malavoglia lasciato.

 

Ora Giuseppe va alle elezioni. Non ha più alleato il Pd, Enrico Letta quella pochette gliela farebbe ingoiare, i sondaggi lo danno sul filo del 10%. C'è chi dice che i suoi consiglieri gli avevano giurato che poteva strappare, tanto il governo non sarebbe caduto. E quindi si sarebbe fatto fare fesso e ora rischierebbe di essere crocifisso.

 

giuseppe conte in viaggio

Per altri invece era proprio quello che voleva, il voto anticipato, pur attraverso la scusa di un termovalorizzatore e un inquietante terzismo tra Russia e Ucraina. Obiettivo: liberarsi di una banda di scappati di casa e avere in Parlamento una pattuglia che risponda a lui e a lui solo. Per tornare ad avere un ruolo, perché aver assaggiato Palazzo Chigi è una malattia che espone a continue ricadute. E perché va bene essere umili, ma pure Padre Pio, quando Agostino Gemelli voleva controllargli le stimmate, lo lasciò fuori dalla porta.

BEPPE GRILLO - GIUSEPPE CONTE - MARIO DRAGHI - BY EDOARDO BARALDI salvini conte gli studenti che si lamentavano di giuseppe conte 4giuseppe conte tennistaGUIDO ALPA E GIUSEPPE CONTE DIVIDEVANO LO STUDIOIL SELFIE DI GIUSEPPE CONTE CON I RAGAZZIbonafede salvini contegli studenti che si lamentavano di giuseppe conte 3GIUSEPPE CONTE CON LA COMPAGNAMattarella con Giuseppe Conte giuseppe conte in viaggiogiuseppe conte alle elementari LA CHIUSURA DEI RISTORANTI BY GIUSEPPE CONTEsalvini putin contele bimbe di giuseppe conte ultimo giorno di palestrale bimbe di giuseppe conteluigi di maio con papabili ministri a sinistra giuseppe conteLA FACCIA DI GIUSEPPE CONTE AL G7 DI BIARRITZGIUSEPPE CONTE CON SERGIO MATTARELLA PER LE DIMISSIONIGIUSEPPE CONTE VERSIONE JOHN TRAVOLTAgiuseppe conte saluta la folla conte e mattarellasergio mattarella giuseppe contegiuseppe conte corsa al voto 1

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”