enrico letta silvio berlusconi giorgia meloni matteo salvini giuseppe conte elezioni politiche

E ORA AVANTI CON IL PROPORZIONALE! - ENRICO LETTA DOVRA' FARSENE UNA RAGIONE: LA MAGGIOR PARTE DEL PD (DA FRANCESCHINI A BETTINI, DA GUERINI A ORLANDO, PASSANDO PER ORFINI E MARCUCCI) VUOLE UNA LEGGE ELETTORALE PROPORZIONALE. LO STESSO VALE PER I POSSIBILI ALLEATI, 5 STELLE, ITALIA VIVA, LEU, E PER FORZA ITALIA - I SOSPETTI DI "LIBERO": "VOGLIONO IL PROPORZIONALE PER RIMETTERE PALAZZO CHIGI IN MANO A MARIO DRAGHI ANCHE NELLA PROSSIMA LEGISLATURA"

Estratto dell'articolo di Maria Teresa Meli per il "Corriere della Sera"

 

GIUSEPPE CONTE CON ENRICO LETTA

L'eco delle ultime polemiche sulle caotiche trattative per eleggere il presidente non si è ancora spenta. Sperando di mettersi finalmente alle spalle il passato, il segretario dem Enrico Letta si concentra sui prossimi appuntamenti parlamentari: la riforma elettorale e quella contro il «cambio di casacca» a lui particolarmente cara.

 

«Il Rosatellum è pessimo, gli elettori devono scegliere gli eletti», dice Letta, che si era espresso per il maggioritario all'inizio del suo mandato da segretario. Però la maggior parte del Pd, da Franceschini a Bettini, da Guerini a Orlando, passando per Orfini, vuole il proporzionale. Lo stesso dicasi per i possibili alleati, 5 Stelle, Italia viva, Leu, e per Forza Italia. Il pressing nei confronti di Letta è già partito. Ed è molto forte. […]

dario franceschini foto di bacco

 

2 - PRONTO L'INCIUCIO PER DRAGHI A VITA

Salvatore Dama per "Libero quotidiano"

 

Non si sono ancora assorbiti gli ematomi del Quirinale. E alla Camera c'è già una nuova scazzottata in corso. Stavolta sulla legge elettorale. Un fronte trasversale avanza e chiede il ritorno al proporzionale. Con motivazioni varie: alcuni sperano di replicare la confusione di questa legislatura nella prossima, per rimettere Palazzo Chigi in mano a Mario Draghi; altri non vogliono essere obbligati ad alleanze innaturali; altri ancora desiderano solo pararsi il sedere.

andrea marcucci - un giorno da pecora

 

Enrico Letta è uno dei promotori, «per permettere ai cittadini di scegliere gli eletti», spiega il segretario del Pd, «e per eliminare la peggiore legge elettorale che c'è mai stata, il Rosatellum». Fatta dal suo partito (per la cronaca). Letta sa due cose: che con l'attuale meccanica elettorale è perdente; che sarebbe costretto ad allearsi con i Cinquestelle, partito in macerie. Chi glielo fa fare? Ecco, allora meglio il proporzionale, così ognuno va per conto suo. Un assist arriva dal sindaco di Milano. Che si improvvisa analista politico: la rielezione di Mattarella «non è stata una pagina edificante per la classe politica».

 

Allora ci vuole il proporzionale, scrive su Facebook Giuseppe Sala, per «favorire la nascita di nuove forze politiche» e per permettere a Draghi di «governare anche dopo il 2023». Il proporzionale fa proseliti anche nel centrodestra. Tra i centristi e in Forza Italia: «La prossima legge elettorale non potrà che essere proporzionale, con le preferenze», dichiara il deputato azzurro Roberto Caon.

draghi franceschini

 

«Un sistema elettorale che non sia impostato sui collegi oggi serve a tutti, compresa la Meloni», spiega Gaetano Quagliariello (Coraggio Italia) in un'intervista all'Huffington Post. Concorda il suo compagno di partito Emilio Carelli: «È necessario mettere mano alla legge elettorale. L'auspicio è quello di un'iniziativa sul modello tedesco».

 

I TEMPI DEL PD

riccardo ricciardi

Il Pd già detta i tempi: «Nei mesi che restano alla fine della legislatura», ammonisce il senatore dem Andrea Marcucci, «il sistema proporzionale sarà un punto fondamentale dell'agenda politica». Anche Leu («Non c'è più tempo da perdere», dice Federico Fornaro) e il Movimento 5 Stelle sono allineati. Per i grillini è una questione di sopravvivenza. Se vanno in coalizione con il Pd dovrebbero accontentarsi dei collegi scamuffi che gli lascerebbe Letta.

 

Con il proporzionale limiterebbero le perdite. Non a caso il vicepresidente del M5s Riccardo Ricciardi ricorda che la proposta in esame alla Camera porta la firma di uno dei loro (Giuseppe Brescia). E poi c'è il centrodestra. Dove sono gli uni contro gli altri armati. La fallimentare strategia intrapresa sul Quirinale ha minato relazioni umane e politiche. E le scelte dei partiti sulla legge elettorale potrebbero peggiorare la situazione.

 

giorgia meloni.

Antonio Tajani getta acqua sul fuoco. Nonostante le prese di posizione dei singoli, Forza Italia ha una linea sola: «Noi siamo per il maggioritario», spiega il coordinatore azzurro, «ma la riforma elettorale non è una priorità per gli italiani. E poi chi lo dice che con la proporzionale si garantisce la stabilità?».

 

Una posizione molto simile è quella di Matteo Salvini: «Sicuramente la priorità della Lega e degli italiani non è una legge elettorale proporzionale». Ma Giorgia Meloni non si fida: se i suoi (ex?) alleati ci staranno, «ci sarà poco da aggiungere», dice al Corriere, «perché con il proporzionale si riproduce la palude degli ultimi governi».

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)