giulia grillo vaccini

PAROLA D'ORDINE NEL GOVERNO GRILLINO: LECCARE IL CUL* AI NO-VAX. E LA MINISTRA GRILLO SI INVENTA ''L'OBBLIGO FLESSIBILE'', OSSIMORO CHE NON VUOL DIRE NIENTE CHE LE STA FACENDO PERDERE LA FACCIA (E LA DIGNITÀ DI MEDICO) MA ALMENO NON LE FA PERDERE QUELLE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI ELETTORI (ATTIVISSIMI) CHE NON VOGLIONO VACCINARE I FIGLI - PERSINO IL SUO COLLEGA DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE DICE CHE LE PREOCCUPAZIONI DEI PRESIDI ''VANNO CONSIDERATE''

 

1. VACCINI: BUSSETTI, CONSIDERARE PREOCCUPAZIONI PRESIDI

giulia grillo

 (ANSA) - "E' opportuno considerare le preoccupazioni dei dirigenti scolastici, che costituiscono snodo fondamentale per il sistema di istruzione e formazione. Certamente la dirigenza scolastica non può essere gravata di incombenze in materia sanitaria". Lo scrive il titolare del Miur Marco Bussetti su Fb. "La questione vaccinale è tema di salute pubblica. Il Miur, nell'ambito delle proprie competenze, garantisce la massima collaborazione al Ministero della Salute per l'attuazione delle politiche sanitarie previste".

 

"Il Miur, nell'ambito delle proprie competenze, garantisce la massima collaborazione al Ministero della Salute per l'attuazione delle politiche sanitarie previste dalle disposizioni legislative vigenti, aggiunge il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, il quale ricorda che "in questo periodo tutti gli uffici del Ministero dell'Istruzione sono al lavoro per il corretto avvio dell'anno scolastico".

 

 

2. SUI VACCINI LA MINISTRA INVENTA L'OSSIMORO DELL’OBBLIGO FLESSIBILE

Estratto dall'articolo di Sebastiano Messina per ''la Repubblica''

 

GIULIA GRILLO

Dunque la ministra Giulia Grillo insiste, e conferma che sulla vaccinazione dei bambini il governo userà uno strumento al quale nessuno aveva mai pensato prima: l’«obbligo flessibile». Lo aveva già anticipato in un’intervista, qualche giorno fa: «L’obbligo va bene, la coercizione no». E ci troviamo di fronte, ammirati, a un capolavoro lessicale che è insieme un esperimento di scomposizione della materia, perché l’obbligo senza coercizione è come un discorso senza parole, come un lago senz’acqua, come una strage senza vittime.

 

Cercate infatti sul dizionario Treccani e vedrete che «coercizione» è sinonimo di «obbligo», e che l’obbligo è per sua natura «costrizione, imposizione, dovere, vincolo», mentre il contrario di obbligatorio è «facoltativo». Eppure la ministra, di rinvio in rinvio, strizza l’occhio proprio all’obbligo facoltativo, a una formula furba che salvi la capra della salute pubblica e i cavoli del fondamentalismo no-vax, a una legge che contenga in sé la scorciatoia per aggirarla, a un ibrido storpio che finga di imporre i vaccini ma apra la porta a chi si ritiene in diritto di non farli.

MARCO BUSSETTI

 

Bisogna riconoscere che prima di lei nessuno aveva avuto una simile, astutissima pensata. (…)

 

L’«obbligo flessibile» è invece una di quelle figure retoriche che accostano gli opposti, come la lucida pazzia, il silenzio eloquente o il ghiaccio bollente. Si chiamano ossimori, parola greca che è essa stessa un ossimoro perché mette insieme oxýs (acuto) e morós (pazzo) per indicare chi è «acutamente pazzo». Ed è diventata, nella politica italiana, una di quelle formule magiche capaci di far convivere il diavolo e l’acquasanta, l’acuto e il pazzo, l’obbligo e la facoltà.

 

L’ossimoro più celebre lo inventò, più di mezzo secolo fa, Aldo Moro.

Per convincere i democristiani recalcitranti all’alleanza di centro-sinistra, garantì loro che avrebbero trovato un accordo con i socialisti, ma restando ciascuno sulle proprie posizioni: «Convergenze parallele» le chiamò. Ma prima di lui c’era stato Palmiro Togliatti, che con la svolta di Salerno diventò il primo repubblicano filomonarchico, e dopo di lui sarebbe arrivato Enrico Berlinguer con il suo partito di lotta e di governo che doveva tenere insieme le battaglie operaie e l’accordo con la Dc.

VACCINAZIONE

 

(…)

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